La tutela dei più giovani è una responsabilità quotidiana che trova nella Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza un importante momento di bilancio. Questo appuntamento ci obbliga ulteriormente a guardare in faccia un disagio giovanile sempre più diffuso, fatto di ansie, insicurezze e momenti di profonda solitudine. Dietro le sfide quotidiane della crescita, l’epoca digitale e le pressioni sociali, la tutela della salute psicofisica dei ragazzi continua a rappresentare un diritto fondamentale che deve tradursi in strumenti concreti e accessibili per chiunque ne abbia bisogno.
Molto spesso, il vero ostacolo non è dato tanto da una carenza di servizi sul territorio, quanto piuttosto dalla difficoltà oggettiva per giovani e famiglie di orientarsi all’interno di una rete di risorse che appare frammentata. Per rendere queste informazioni accessibili a tutti e garantire una reale prossimità, è fondamentale conoscere nel dettaglio quali siano gli strumenti a disposizione, a partire da quelli integrati nel sistema scolastico.
Tra i banchi di scuola: lo sportello di ascolto e la piattaforma Unica
Lo “Sportello psicologico”, ad esempio, offre un servizio di consulenza – gratuita e riservata – di professionisti esterni, che le scuole italiane attivano in autonomia tramite fondi d’istituto, risorse regionali o stanziamenti del PNRR. Non si tratta di un percorso di psicoterapia, ma di un breve intervento mirato a gestire l’ansia scolastica e le difficoltà relazionali, orientando eventuali casi complessi verso i servizi sanitari territoriali. I ragazzi possono accedervi in maniera riservata tramite e-mail dedicate o cassette d’istituto ma, per gli adolescenti minorenni, la prassi richiede il consenso di entrambi i genitori, che solitamente viene raccolto all’inizio dell’anno scolastico.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito contribuisce a questo sforzo di orientamento attraverso “Unica”, piattaforma digitale pensata per offrire informazioni e strumenti dedicati alla vita scolastica e al benessere di studenti e famiglie. Al suo interno, tra i diversi servizi messi a disposizione, sono presenti indicazioni dettagliate sia sul supporto psicologico attivo negli istituti sia sulle iniziative promosse in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi, offrendo così un punto di accesso centralizzato per conoscere i propri diritti e le diverse opportunità.
I presidi sul territorio: dagli Spazi Giovani al pronto intervento telefonico
Al di fuori delle mura scolastiche, il Servizio Sanitario Nazionale garantisce una copertura capillare attraverso i consultori familiari e gli “Spazi Giovani”, strutture territoriali dedicate in modo specifico ai ragazzi. In questi centri, équipe multidisciplinari composte da psicologi, psicoterapeuti, assistenti sociali e medici offrono uno spazio di primo ascolto, accoglienza e consulenza. Per una consultazione preliminare – diretta e riservata – i ragazzi possono presentarsi liberamente senza impegnativa del medico di base.
Quando invece il disagio assume i caratteri dell’urgenza, la rete di protezione si sposta sui numeri verdi e sulle linee di ascolto telefonico e telematico, attive 24 ore su 24 su scala nazionale. Tra i punti di riferimento principali c’è “Telefono Azzurro”, raggiungibile al numero gratuito 19696, dove operatori specializzati e psicologi offrono un ascolto immediato e qualificato per affrontare situazioni di crisi, solitudine o pericolo. Un’altra linea istituzionale di pubblica utilità è “114 Emergenza Infanzia”. Promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, è un servizio di emergenza rivolto a chi intenda segnalare minori in situazioni di pericolo.
Accanto ai servizi territoriali gratuiti, le istituzioni prevedono anche tutele specifiche per alleggerire l’impatto economico del ricorso a professionisti privati. In quest’ottica, una risorsa centrale è rappresentata dal “Bonus psicologo”, un contributo erogato dall’Inps e rivolto alle famiglie per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia presso professionisti privati, regolarmente iscritti all’Albo e aderenti all’iniziativa. L’importo del Bonus viene parametrato in base all’Isee del nucleo familiare (fino a un tetto massimo di 50.000 euro) ed erogato tramite graduatorie regionali. Per accedervi, si può inoltrare richiesta attraverso il sito ufficiale dell’Istituto previdenziale o tramite i Centri di assistenza fiscale presenti sul territorio.
Rendere nota l’esistenza di questa rete capillare è il presupposto fondamentale per far sì che nessun giovane si senta inascoltato di fronte alle proprie fragilità. Garantendo un accesso semplice, informato e privo di pregiudizi a questi strumenti, il diritto alla salute psicofisica può tradursi in una forma di tutela reale, tangibile e a portata di mano per le generazioni di oggi e di domani.
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Foto: Shutterstock/Halfpoint
Tratto dal numero della rivista 50&Più