Il Vaticano ha presentato il programma per il quarto centenario della Dedicazione. Dall’intelligenza artificiale al servizio della liturgia al monitoraggio geologico San Pietro si prepara a un anno di eventi: tra fede, tecnologia e accoglienza.
San Pietro: nasce il progetto “Oltre il visibile”
Il 18 novembre 1626 papa Urbano VIII consacrava la nuova Basilica di San Pietro, quella che aveva preso il posto dell’antica chiesa costantiniana, demolita per ordine di Giulio II nel 1506 perché ritenuta ormai fatiscente.
Quattro secoli dopo, la Fabbrica di San Pietro ha scelto di festeggiare questa ricorrenza non con una semplice serie di eventi commemorativi, ma con un piano che trasforma radicalmente il rapporto tra il monumento più visitato del mondo cattolico e chi ci entra ogni giorno. Il programma si chiama “Oltre il visibile” ed è stato presentato il 16 febbraio scorso nella Sala Stampa vaticana dal cardinale Mauro Gambetti, vicario generale per la Città del Vaticano e arciprete della Basilica.
Nell’ultimo anno, tra pellegrini e turisti, San Pietro ha accolto oltre venti milioni di visitatori; cifra che non è scesa neppure dopo la fine del Giubileo. Un flusso imponente che spinge la Fabbrica a ripensare spazi, servizi e strumenti digitali, cercando di preservare quel “sapore di libertà”, come ha detto Gambetti, che dovrebbe contraddistinguere l’accesso alla basilica rispetto a qualsiasi altro luogo monumentale.
L’intelligenza artificiale entra nella liturgia
La novità che ha catturato più attenzione è la nuova applicazione ufficiale della Basilica, sviluppata in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.
L’app integra l’intelligenza artificiale per offrire ai fedeli la traduzione simultanea delle letture e dei canti delle messe in sessanta lingue diverse. Un sistema che abbatte le barriere linguistiche durante la preghiera, trasformando un limite pratico (ad esempio seguire una celebrazione in latino o in italiano senza capirla) in un’occasione di partecipazione autentica per i pellegrini di ogni provenienza.
Sempre attraverso la piattaforma ufficiale www.basilicasanpietro.va, la Fabbrica ha messo in campo un ecosistema digitale che include lo streaming in diretta delle principali celebrazioni, realizzato con il Dicastero per la Comunicazione e il supporto tecnico di volontari Rai. A questo si affianca il cosiddetto “Social Wall”, una sezione interattiva che permette ai visitatori di raccontare e condividere la propria esperienza nella basilica direttamente online.
Per gestire la pressione degli ingressi, e ridurre le file, entra in funzione anche lo Smart Pass, un sistema di prenotazione digitale in tempo reale integrato nella piattaforma ufficiale. L’a volontà è quella di distribuire gli accessi in modo più equilibrato nel corso della giornata, garantendo un’esperienza meno caotica. Dentro la basilica, una rete di sensori monitorerà i flussi di persone in tempo reale, per ragioni di sicurezza e per una gestione più efficiente degli spazi interni.
La terrazza si apre, gli spazi si moltiplicano
Sul fronte fisico, la grande novità riguarda la terrazza della Basilica: fino ad oggi soltanto un terzo era accessibile ai visitatori, mentre con le celebrazioni del centenario tutta la superficie sarà aperta, trasformandosi in un percorso espositivo permanente sulla storia e l’architettura del complesso.
Cambierà anche il punto di ristoro: lo spazio raddoppia, passando da 50 a 100 metri quadrati, con più servizi igienici e una collocazione diversa rispetto a quella attuale. Gambetti ha definito questo spazio la “statio” dei pellegrini — un luogo di sosta, non solo fisica, gestito dalla Fabbrica stessa nel rispetto dei criteri di sostenibilità che guidano le sue scelte da anni.
La riapertura di aree finora chiuse al pubblico risponde anche a un’altra esigenza: alleggerire il carico di presenze all’interno della navata, favorendo il raccoglimento in un luogo che rimane, prima di tutto, uno spazio di culto.
Sensori nelle fondamenta fino a cento metri
Il cuore scientifico del programma è il progetto realizzato con Eni in qualità di sponsor tecnico. Si tratta di uno studio senza precedenti per estensione e precisione: i rilievi hanno interessato oltre 80mila metri quadrati di superficie e hanno raggiunto il sottosuolo fino a cento metri di profondità, combinando indagini geofisiche, geologiche, topografiche e strutturali. Si parla di 4.500 ore di lavoro svolto “in punta di piedi”, con laser scanning e campagne notturne per non interferire con le attività della Basilica.
Il risultato è un sistema di monitoraggio strutturale permanente e in tempo reale: sensori capaci di rilevare spostamenti, micro-aggiustamenti e accelerazioni nei materiali, correlando il comportamento dell’edificio con le variazioni della falda acquifera e dei terreni sottostanti.
Oggi, grazie alla nuova sensoristica, è possibile anticipare le tendenze di un comportamento strutturale prima che diventi visibile. Infine, sulla terrazza, appena sotto la cupola stessa, troverà spazio anche l’esposizione “Ultra visibilia”, curata proprio da Eni, dedicata alla storia della costruzione del complesso monumentale.
Il calendario degli eventi e la chiusura con Papa Leone XIV
Le celebrazioni sono già iniziate e si dispiegheranno lungo tutto il 2026. Il 20 febbraio apre le danze l’inaugurazione della nuova Via Crucis all’interno della Basilica, firmata dall’artista svizzero Manuel Andreas Dürr, vincitore di un concorso internazionale.
Ogni sabato alle 16:00 si svolgeranno le “Elevazioni spirituali”, momenti di preghiera e canto polifonico animati dalla Cappella Giulia. Sul versante della riflessione storica e teologica, sono in programma tre convegni, rispettivamente il 24 marzo, il 26 maggio e il 13 ottobre, più due appuntamenti con la Lectio Petri a ottobre e novembre. Il predicatore della Casa Pontificia, fra’ Roberto Pasolini, guiderà invece tre incontri — il 3, il 10 e il 17 novembre — dedicati alle “Narrationes Petri”, cioè al cammino umano e di fede dell’apostolo. Il 29 giugno, in prossimità della solennità dei santi Pietro e Paolo, Michele La Ginestra porterà in scena lo spettacolo “Pietro e Paolo a Roma”. Il centenario avrà anche la sua medaglia e il suo francobollo commemorativi. La conclusione è fissata per il 18 novembre 2026, quando Papa Leone XIV presiederà la Messa solenne in basilica, esattamente quattrocento anni dopo la Dedicazione.
Tra le curiosità di contorno, vale la pena segnalare un font tipografico inedito: si chiama “Michelangelus”, prende ispirazione dalla grafia autografa del Buonarroti ed è destinato a essere incluso nel pacchetto Office di Microsoft, rendendo disponibile la sua forma a chiunque usi un normale computer.
© Riproduzione riservata
