Dal Regolamento Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) scatta l’obbligo per le compagnie di offrire la constatazione amichevole in formato digitale. Meno errori, pratiche più rapide e un freno concreto alle frodi.
La svolta digitale nella constatazione amichevole
Otto aprile 2026: una data che segna un cambiamento concreto per chiunque abbia un’auto assicurata in Italia. Da ieri le compagnie assicurative sono obbligate a mettere a disposizione dei propri clienti il modulo CAI (Constatazione Amichevole di Incidente) in formato digitale. Lo impone il Regolamento Ivass n. 56/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 aprile dell’anno scorso, che chiude il periodo transitorio avviato il 1° luglio 2025 e rende vigente per tutti gli operatori del mercato italiano l’adozione di strumenti digitali per la denuncia dei sinistri stradali.
Non si tratta di una rivoluzione improvvisa: la norma era attesa, discussa, preparata. Ma oggi il cambiamento diventa effettivo.
In pratica, ogni assicurazione deve ora fornire ai propri assicurati un’app per smartphone o tablet. Oppure usare un sito web accessibile da computer, attraverso cui compilare il modulo online, firmarlo con sistemi di autenticazione digitale come SPID o carta d’identità elettronica, e inviarlo direttamente all’assicurazione. Il tutto, direttamente dal luogo dell’incidente. La procedura è articolata in passaggi precisi: si inseriscono i dati del sinistro, si descrive la dinamica, si allega uno schema illustrativo, si fotografano i danni, si appone la firma elettronica congiunta e si trasmette il modulo.Niente più fogli da compilare con la penna sul cofano di un’auto, magari sotto la pioggia, con le mani che tremano per l’adrenalina del momento.
Perché questa riforma era necessaria
In Italia, solo il 73,2% dei sinistri viene liquidato entro un anno dalla denuncia: un dato che racconta un sistema con margini di miglioramento evidenti, spesso legati alla qualità delle informazioni raccolte nelle fasi iniziali. Errori nella compilazione, omissioni, dati incompleti o contraddittori rallentano l’iter burocratico e gonfiamo i costi.
E poi c’è il capitolo frodi. Secondo le stime del settore, circa il 24,5% dei sinistri presenta un potenziale rischio di comportamenti fraudolenti. Una percentuale che pesa sull’intero sistema e, in definitiva, sulle tasche di tutti gli assicurati.
La digitalizzazione del processo punta a incidere su entrambi i fronti. La soluzione, sviluppata da Datlas Group, consente di ridurre del 90% i tempi di apertura del sinistro e di circa il 60% i costi di gestione interna della pratica. Numeri significativi, che derivano soprattutto dalla migliore qualità del dato raccolto fin dal primo momento. “Oggi la vera sfida non è raccogliere dati, ma renderli affidabili e utilizzabili nei processi decisionali”, ha spiegato Marco Bragadin, CEO di Datlas Group, sottolineando come molte organizzazioni si scontrino ancora con dati incompleti, scarsa integrazione e carenza di competenze.
Nel settore assicurativo queste criticità impattano direttamente sulla gestione dei sinistri e sulla capacità di prevenire le frodi. Strumenti come SPID e firma elettronica avanzata garantiscono l’identificazione certa degli utenti e la validità dei dati trasmessi, rendendo molto più difficile alterare o falsificare le informazioni.
Come funziona, nella pratica
Sul piano operativo, il processo è stato pensato per essere accessibile anche in una situazione di stress come quella successiva a un incidente stradale. Una volta aperta l’app della propria assicurazione, si seleziona la voce dedicata alla CAI digitale e si procede inserendo i dati della polizza, del veicolo e del conducente. Si indicano quindi data, luogo e ora del sinistro, si descrive la dinamica dell’accaduto, anche con l’ausilio di schemi grafici o bozzetti digitali, e si allegano le fotografie dei danni. A quel punto entrambe le parti coinvolte appongono la firma elettronica e il modulo viene inviato. Il sistema georeferenzia automaticamente il luogo dell’incidente, consente il caricamento dei documenti del conducente e permette di descrivere la dinamica anche vocalmente.
La firma avviene tramite firma elettronica avanzata con OTP, senza necessità di SPID o CIE, garantendo piena validità legale con un processo più semplice. Il documento viene archiviato per dieci anni tramite conservatoria digitale.
Il modulo cartaceo non sparisce
Attenzione però: la carta non va in pensione. Dopo un confronto con associazioni di consumatori e professionisti del settore, l’IVASS ha deciso di mantenere piena validità legale al modulo tradizionale. Chi preferisce compilare la constatazione amichevole a mano potrà continuare a farlo senza alcun problema.
La nuova modalità è quindi un’opportunità aggiuntiva, non un’imposizione. L’80% degli assicurati, stando ai sondaggi, si dichiara favorevole alla gestione digitale dei sinistri; ma il 20% restante, o chi si trova in una situazione contingente senza accesso a dispositivi, non si trova davanti a un muro. È una scelta, non un obbligo.
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