I felini conquistano il mondo (e sempre più famiglie nel nostro Paese). Ecco come prepararsi all’arrivo di micio con i consigli degli esperti
È scoppiata la gattomania: secondo il report Assalco-Zoomark 2025, la popolazione felina in Italia ha quasi raggiunto i 12 milioni di esemplari, con un tasso di crescita che supera persino quello dei cani. Il gatto non è più solo “il micio di casa”: è un membro della famiglia a tutti gli effetti, con le sue abitudini, i suoi bisogni e la sua personalità inconfondibile. Decidere di portare un gattino in casa è però una scelta che merita riflessione e preparazione. L’entusiasmo iniziale, per quanto prezioso, non basta da solo. Servono informazioni, attenzione ai dettagli e una buona dose di pazienza. Ne sanno qualcosa i veterinari che hanno elaborato una serie di indicazioni pratiche per chi si appresta a vivere questa esperienza per la prima volta o anche per chi, pur avendola già vissuta, vuole farlo con maggiore consapevolezza.
Prima del grande giorno
Il gattino, appena separato dalla madre e dai fratelli, si troverà immerso in un’esperienza che può risultare stressante e disorientante. “L’arrivo in un ambiente nuovo può essere travolgente per un gattino appena separato dalla madre e dai fratelli. Una pianificazione attenta è lo strumento migliore per ridurre al minimo il suo stress e costruire le basi per una convivenza serena”, spiega la dottoressa Cecilia Passeri. Il primo passo è riservare una stanza lontano dalla vita domestica, dove possa muoversi senza sentirsi minacciato. In quello spazio andranno un giaciglio caldo e accogliente, le ciotole per il cibo e l’acqua, preferibilmente in acciaio inossidabile o ceramica. Infine la lettiera, sistemata in un angolo tranquillo e ben distante dall’area pasti.
Giocare per diventare grande
Non vanno dimenticati nemmeno gli spazi per il gioco e per graffiare. Il gatto è per natura un piccolo cacciatore, e stimolare il suo istinto attraverso il movimento e il divertimento non è solo un modo per farlo sfogare: è fondamentale per il suo sviluppo fisico e cognitivo, e rappresenta anche uno strumento prezioso per costruire, fin dall’inizio, un legame autentico con il proprietario. I tiragraffi, poi, rispondono a un bisogno istintivo: il gatto li usa per marcare il territorio, mantenere le unghie in salute e sentirsi sicuro. Meglio averli pronti prima del suo arrivo, se non si vuole ritrovare il divano trasformato in un campo di battaglia.
La regola della pazienza
Il trasportino andrebbe lasciato aperto nella stanza preparata per lui, permettendo al piccolo di uscire quando se la sente, con i suoi tempi, senza pressioni. “Resisti alla tentazione di prenderlo subito in braccio. Mantieni un ambiente tranquillo e silenzioso per non spaventarlo”, raccomanda Cecilia Passeri. Un consiglio che vale doppio se in casa ci sono bambini, spesso impazienti di fare amicizia con il nuovo arrivato. La presentazione agli altri membri della famiglia – umani e animali – va gestita gradualmente e sempre sotto la supervisione di un adulto. I gatti comunicano attraverso segnali sottili: orecchie abbassate, coda gonfia, sguardo fisso sono spie di disagio che non vanno ignorate. La fiducia si costruisce lentamente, rispettando i ritmi del gattino. Il segreto è lasciare che sia lui a fare il primo passo.
Non tutti i croccantini sono uguali
Uno degli errori più comuni che commette chi accoglie un gattino per la prima volta riguarda l’alimentazione. Si tende a pensare che il cibo per gatti sia tutto uguale, o che quello destinato agli adulti vada bene per tutti. Non è così. I primi mesi di vita di un felino sono una fase di crescita intensa: muscoli, sistema nervoso, difese immunitarie si sviluppano a ritmi sostenuti, e le esigenze nutrizionali del gattino sono significativamente diverse da quelle di un gatto adulto. Il fabbisogno di proteine, energia, calcio e fosforo è molto più elevato, e solo un alimento formulato specificamente per i cuccioli di gatto riesce a soddisfarlo in modo adeguato. Scegliere il cibo giusto, adattandolo progressivamente alla crescita del gattino in casa, è uno dei gesti di cura più importanti che un proprietario possa compiere.
I pericoli nascosti in casa
Il gatto è un esploratore nato. Ama le altezze, si infila negli spazi più impensabili, morde quello che trova a portata di zampa. Una casa che per un adulto è del tutto normale può nascondere insidie invisibili per un gattino curioso e inesperto. Mettere in sicurezza finestre e balconi con apposite reti, nascondere cavi elettrici e corde, rimuovere le piante tossiche – gigli, oleandri, pothos, stelle di Natale tra le più comuni – e tenere lontano dalla sua portata prodotti per la pulizia e medicinali sono operazioni indispensabili prima del suo arrivo. L’ingestione accidentale di alcune sostanze può causare seri problemi di salute, anche gravi.
Il veterinario: un alleato da subito
Accogliere un gattino in casa significa anche costruire un rapporto di fiducia con un buon medico veterinario. Fin dai primi giorni, il professionista rappresenta un punto di riferimento imprescindibile: vaccini, sverminazioni, sterilizzazione, controlli periodici sono tutti passaggi fondamentali per garantire una vita lunga e sana al piccolo felino. C’è però un aspetto che molti sottovalutano: i gatti tendono istintivamente a nascondere i segnali di malessere. È un meccanismo di difesa ancestrale, eredità del loro passato di predatori che non potevano mostrarsi vulnerabili. Per questo, qualsiasi cambiamento nel comportamento o nelle abitudini quotidiane del gatto – meno appetito, minor voglia di giocare, isolamento – merita attenzione immediata e una visita dal veterinario, senza aspettare che la situazione peggiori.
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