Gli istituti italiani chiudono l’anno con finanziamenti in crescita del 14%, progetti innovativi di digitalizzazione e nuove sedi. E l’IA entra per la prima volta nelle trascrizioni documentali.
Un budget in crescita per la memoria nazionale
L’anno appena concluso ha portato una ventata di novità negli Archivi di Stato italiani e il bilancio conferma una crescente attenzione alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio documentale del Paese. Lo Stato ha stanziato oltre 1,8 milioni di euro per la ricerca scientifica e la promozione degli archivi, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente. Su 347 domande presentate, le commissioni hanno finanziato 136 progetti, puntando su una selezione mirata ma ambiziosa.
La quota più consistente delle risorse, circa 1,09 milioni di euro, ha sostenuto progetti di ricerca scientifica. Rispetto al 2024, il finanziamento ha registrato un aumento ancora più netto: +31%, che ha consentito di selezionare 89 progetti su 246 candidature. Parallelamente, i fondi destinati agli archivi dei movimenti politici e sindacali hanno raggiunto i 712.500 euro, distribuiti su 47 progetti e coperti interamente dalla dotazione prevista dalla Legge di Bilancio 2018. Questa ripartizione delle risorse conferma il valore strategico della memoria collettiva, che passa non solo dalla conservazione dei documenti ma anche dalla loro valorizzazione culturale e scientifica.
L’intelligenza artificiale entra negli archivi storici
Nel 2025 la principale innovazione riguarda l’introduzione dell’intelligenza artificiale nella trascrizione automatizzata dei documenti custoditi nei 102 Archivi di Stato presenti sul territorio nazionale. L’Archivio di Stato di Caserta ha avviato la sperimentazione, collaborando con il Dipartimento di Fisica dell’Università Federico II di Napoli. Il progetto pilota ha preso in esame alcune platee di epoca borbonica, documenti che avrebbero richiesto tempi estremamente lunghi se trascritti manualmente.
Grazie all’IA, gli archivi possono accelerare in modo significativo i processi di digitalizzazione e rendere finalmente accessibile un patrimonio documentale finora difficile da consultare a causa della complessità delle scritture antiche.
Nel frattempo, gli uffici hanno completato la digitalizzazione dei procedimenti penali sul rapimento e l’omicidio di Aldo Moro, uno dei capitoli più drammatici della storia repubblicana. A breve, ricercatori e cittadini potranno consultare questi materiali attraverso il Portale archivi nazionali e accedere direttamente a fonti primarie fondamentali per comprendere quegli anni.
Un altro intervento di rilievo ha riguardato i territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016. Gli archivi hanno digitalizzato circa un milione di pratiche edilizie tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. L’operazione ha garantito una doppia ricaduta positiva: ha messo al sicuro documenti a rischio deterioramento e ha semplificato le procedure amministrative per le comunità ancora impegnate nella ricostruzione.
Mostre, eventi e una nuova identità visiva
Sul piano della valorizzazione culturale, gli Archivi di Stato hanno intensificato la presenza pubblica con numerose iniziative. Per il secondo anno consecutivo hanno partecipato a Roma Arte in Nuvola e, a livello nazionale, hanno aderito a eventi consolidati come la Festa della Musica, le Giornate Europee del Patrimonio, la Domenica di Carta e Carte in Dimora.
Nel corso dell’anno hanno inaugurato diverse mostre. A Firenze, un’esposizione ha raccontato Giovanni Spadolini e la nascita del Ministero della Cultura; all’Archivio centrale dello Stato, il pubblico ha potuto ammirare i disegni restaurati della Fabbrica del Vittoriano; a Caserta, due mostre hanno ricostruito la Liberazione della Reggia tra il 1943 e il 1947 e la storia della lavorazione della mozzarella e dell’allevamento bufalino, con il titolo evocativo “La dama bianca”.
Un passaggio chiave nel percorso di modernizzazione riguarda la creazione di un marchio unitario per tutti i 102 Archivi di Stato. L’amministrazione utilizzerà questo logo per lanciare la prima linea di merchandising, ispirata a immagini e testi tratti dagli oltre 15 milioni di documenti conservati. L’obiettivo è avvicinare il grande pubblico a un patrimonio spesso percepito come distante e poco accessibile.
Sempre in un’ottica divulgativa, la Direzione generale Archivi ha realizzato, in collaborazione con l’Università del Sannio, il progetto “Gli archivi raccontano l’Italia”: una serie di video-documentari dedicati a otto istituti archivistici. A completare il quadro, l’amministrazione ha redatto le Linee guida per l’accessibilità e l’inclusione, pensate per garantire la fruizione degli archivi anche alle persone con disabilità.
Nuove sedi e investimenti immobiliari
Durante l’anno, gli Archivi di Stato hanno rafforzato anche l’attenzione alle strutture fisiche. L’amministrazione ha inaugurato le nuove sedi di Barletta e Ascoli Piceno e ha riaperto l’istituto di Campobasso dopo gli interventi di adeguamento. Ha inoltre acquisito nuovi immobili a Brescia e Varese e ha avviato cantieri di riqualificazione a Latina, Chieti e Potenza.
Nel triennio 2022-2025, gli investimenti complessivi in immobili e adeguamenti strutturali hanno superato i 61,6 milioni di euro, confermando l’impegno nel dotare gli archivi di spazi sicuri e adeguati alla conservazione dei documenti. Sul fronte del finanziamento, il progetto “Donare alla storia” ha portato all’installazione di totem digitali in 27 Archivi di Stato per incentivare le donazioni private tramite l’Art Bonus, lo strumento fiscale che sostiene gli investimenti in cultura.
A livello internazionale, la Direzione generale Archivi ha consolidato le relazioni con gli organismi di settore. L’Italia ha assunto la presidenza della Commissione internazionale degli Arolsen Archives, ha firmato accordi con Turchia e Albania e ha intensificato gli scambi culturali con gli archivi spagnoli.
Sul piano editoriale, dopo una pausa, l’amministrazione ha rilanciato la Rassegna degli Archivi di Stato e ha inaugurato la nuova collana Pubblicazioni degli Archivi di Stato – Saggi, entrambe edite da Viella. Con queste iniziative, gli Archivi di Stato puntano a diffondere gli studi sui fondi archivistici e a raggiungere un pubblico più ampio di studiosi e appassionati.
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