Antonio Conte a Coverciano si conferma il tecnico più premiato della storia del premio. Oltre al suo nome, la cerimonia ha celebrato anche Stroppa, Gallo, Canzi e una serie di riconoscimenti che raccoglie tutto il calcio italiano.
Conte, la Panchina d’Oro e un record che resiste
Lo scorso 2 febbraio, l’auditorium del Centro Tecnico della Federazione italiana calcio a Coverciano ha ospitato la 34esima edizione della Panchina d’Oro. Questa volta il palco è stato calcato da Antonio Conte (con una certa disinvoltura). L’allenatore del Napoli ha ricevuto il premio dopo essere stato eletto dai suoi colleghi come miglior tecnico della Serie A nella stagione appena chiusa Per lui si tratta della quinta Panchina d’Oro in Serie A, un numero che da solo parla.
Ma il vero peso va cercato più in profondità, da lontano. Contando tutti i riconoscimenti elargiti dal Settore Tecnico nel corso degli anni, incluse la Panchina d’Oro Serie B vinta nel 2008-2009 alla guida del Bari e quella speciale assegnata nel 2018 per il titolo in Premier League col Chelsea, Conte è arrivato a sette premi personali. Nessun altro allenatore nella storia del premio ha raggiunto un numero simile. Tre delle sue Panchine d’Oro in Serie A sono arrivate alla Juventus, una all’Inter. Questa a Napoli completa un quadro già importante.
Il premio e le parole degli addetti ai lavori
Dal palco di Coverciano, Conte ha espresso soddisfazione per il riconoscimento, sottolineando come il premio abbia un valore diverso proprio perché a sceglierlo sono stati i colleghi, le persone che condividono ogni giorno la realtà dello spogliatoio e del campo di allenamento.
Ha reso esplicito anche il desiderio di dividere il merito con i calciatori, lo staff e tutto il personale del club. Il presidente federale Gabriele Gravina, presente alla cerimonia, ha ricordato come la Panchina d’Oro rappresenti una delle tradizioni più significative del calcio italiano, un evento che per 34 anni ha riunito i tecnici.
Mario Beretta, alla sua prima edizione come presidente del Settore Tecnico, ha aperto i lavori ribadendo che questa non è solo una premiazione: è un momento di aggiornamento e studio. Il calcio si muove a una velocità che richiede competenze sempre più trasversali, e gli allenatori devono saper navigare oltre i confini della tattica pura.
Serie B, Serie C e le altre Panchine d’Oro
La Panchina d’Oro Serie B è andata a Giovanni Stroppa, attualmente tecnico del Venezia, premiato per la stagione in cui ha guidato la Cremonese alla promozione in Serie A dopo il percorso nei play-off. Non è la sua prima volta: aveva già ricevuto un riconoscimento dal Settore Tecnico ai tempi del Foggia, nella Serie C, durante la stagione 2016-17.
La Panchina d’Oro Serie C l’ha conquistata Fabio Gallo, allenatore attualmente al Vicenza, premiato per il lavoro svolto alla Virtus Entella nella stagione precedente. Per Gallo si tratta del primo premio nella sua carriera. Un primo riconoscimento importante, che testimonia come il premio non sia riservato solo ai nomi già consolidati.
Nel calcio femminile, il premio è andato a Massimiliano Canzi. Il tecnico della Juventus, nella sua prima stagione alla guida delle bianconere ha centrato un doppio obiettivo: scudetto e Coppa Italia. La Panchina d’Oro Serie B femminile l’ha vinta Antonio Cincotta per aver portato la Ternana Women alla promozione nella massima serie. Sul palco, un momento che ha strappato qualche sorriso. Canzi ha ritrovato proprio Mario Beretta, di cui è stato a lungo vice, ma questa volta nelle vesti di presidente del Settore Tecnico.
Maresca, i giovani e il futsal: il resto della cerimonia
La cerimonia ha riservato anche un premio speciale a Enzo Maresca, ex allenatore del Chelsea, per la conquista della Conference League e della prima edizione del Mondiale per club. Maresca ha preso parte alla sessione formativa del pomeriggio. La mattinata, invece, era stata affidata ad Andrea Trinchieri, coach di basket con esperienze tra Nazionale greca e Bayern Monaco, in un’ottica di contaminazione tra sport.
Il premio Mino Favini (riconoscimento annuale per il miglior responsabile di settore giovanile) è andato a Massimo Tarantino dell’Inter, sotto la cui gestione i nerazzurri hanno vinto sia il campionato Primavera sia quello Under 15. Per la terza volta in cinque edizioni il premio è finito a un dirigente milanese.
>Un premio ad honorem è stato consegnato a Maurizio Viscidi, coordinatore delle Nazionali giovanili maschili, per i risultati degli Azzurrini: titolo europeo Under 19 nel 2023, Under 17 nel 2024, e finale Mondiale Under 20.
Nel futsal, la Panchina d’Oro è andata a Luciano Antonelli della Feldi Eboli per la Coppa Italia, mentre quella femminile del calcio a cinque è andata a Giulia Domenichetti del Città di Falconara, dopo lo scudetto. Una novità storica: per la prima volta in otto edizioni una donna ha vinto il premio in questa categoria.
Coverciano resta quello che è sempre stato: un luogo dove il calcio italiano si ferma, respira e si confronta con se stesso. La cerimonia della Panchina d’Oro non è mai stata un evento isolato, e anche questa volta ha confermato la sua natura ibrida — parte premiazione, parte palestra intellettuale.
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