Dal 10 al 12 aprile all’Auditorium Parco della Musica, a Roma, oltre trenta appuntamenti sul tema “Fare parentele”: incontri, installazioni e laboratori per riconnettere cittadini, alberi e natura urbana.
Col Festival del Verde e del Paesaggio Roma torna ecosistema
Tre giorni, oltre trenta incontri, un giardino pensile trasformato in luogo di scoperta. Dal 10 al 12 aprile, l’Auditorium Parco della Musica di Roma ospita la quindicesima edizione del Festival del Verde e del Paesaggio, manifestazione nata per avvicinare i cittadini al mondo vegetale e all’idea di paesaggio come spazio condiviso. L’organizzazione, come di consueto, avviene in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma, e anche quest’anno l’iniziativa si conferma uno degli appuntamenti di riferimento per chi si occupa di verde urbano, progettazione del territorio e sostenibilità ambientale nelle città.
Il tema scelto per questa edizione è “Fare parentele”. Non una metafora vaga, ma un invito concreto a osservare come si costruiscono relazioni tra esseri viventi, partendo da un assunto apparentemente semplice: la città non è fatta solo di cemento, strade e palazzi. È un ecosistema. Dentro ci vivono alberi, insetti, suolo, acqua, comunità umane. Tutti questi elementi interagiscono, si condizionano a vicenda, si sostengono o si erodono. Progettare il paesaggio urbano, in quest’ottica, significa lavorare su queste interazioni, non solo sull’estetica del verde.
Sei percorsi tematici e installazioni tra arte e natura
Il programma si articola in sei percorsi tematici pensati per rendere concreto questo approccio. Fare parentele con la città, con casa e giardino, tra viventi: ogni percorso è un invito a guardare diversamente ciò che già si conosce. Ci sono lezioni su come coltivare un orto domestico, suggerimenti per abitare gli spazi verdi in modo più consapevole, ma anche esplorazioni sensoriali e degustazioni di prodotti della campagna romana, che portano il paesaggio direttamente in tavola. Non mancano momenti dedicati alle famiglie e ai più piccoli, con attività pensate per avvicinarli alla biodiversità urbana.
Tra i progetti speciali della XV edizione spicca l’installazione Orto dell’artista Ciriaco Campus: cumuli di detriti edili da cui emergono ortaggi vivi. L’immagine è potente nella sua semplicità, distruzione e rinascita nello stesso spazio, macerie da cui spunta qualcosa di vivo. Un’opera che pone domande senza rispondervi, lasciando al visitatore il compito di interpretare il confine tra degrado e rigenerazione.
La Giornata del Verde e i laboratori per le scuole
La mattina del 10 aprile, in apertura di festival, è tradizionalmente dedicata alla Giornata del Verde, iniziativa rivolta agli studenti delle scuole primarie di Roma. Bambini e insegnanti partecipano a laboratori pratici, esplorando da vicino piante, suolo, insetti, acqua e biodiversità urbana.
È forse la parte più immediata dell’intero festival: portare i più giovani a contatto diretto con la natura, non attraverso uno schermo o un libro, ma con le mani nella terra, letteralmente. Un momento che, edizione dopo edizione, continua ad essere tra i più seguiti.
Gli alberi di Roma al centro del dibattito
Tra i momenti più attesi del programma, due talk in particolare hanno già attirato l’attenzione nello spazio allestito dall’Assessorato all’Ambiente di Roma Capitale. Il primo affronta il tema delle foreste urbane con un quesito diretto: Roma può diventare più fresca? Un tema tutt’altro che accademico, considerato che le ondate di calore estive negli ultimi anni hanno messo a dura prova la vivibilità della capitale.
Il secondo dibattito riguarda invece i pini di Roma e si interroga se siano ancora un simbolo da difendere o se il paesaggio romano debba essere ripensato alla luce delle criticità fitosanitarie che li affliggono. A questi incontri partecipa anche Sabrina Alfonsi, assessora all’Ambiente di Roma Capitale, insieme a studiosi e agronomi. Un confronto che supera i confini del festival per toccare decisioni concrete sulla gestione del verde pubblico cittadino.
Il tema è sensibile. Roma conta circa 330.000 alberi censiti sul suolo pubblico, secondo i dati del Comune, ma la loro manutenzione resta una delle questioni aperte del governo urbano. La siccità, le malattie, il consumo di suolo: il dibattito sulle foreste urbane non è più un argomento di nicchia, ma una necessità concreta per chi vive e amministra le grandi città italiane.
Un appuntamento che cresce di edizione in edizione
Quindici anni non sono pochi. Il Festival del Verde e del Paesaggio ha saputo costruire nel tempo un pubblico fedele e, soprattutto, ha contribuito a fare entrare certi temi nell’agenda pubblica romana. Verde urbano, biodiversità, suolo permeabile, alberi in città: parole che fino a qualche anno fa appartenevano ai tecnici del settore e che oggi circolano nelle conversazioni quotidiane, nei consigli municipali, nei piani regolatori. Non è merito esclusivo del festival, ovviamente, ma manifestazioni come questa hanno aiutato a tradurre concetti complessi in esperienze accessibili.
L’Auditorium Parco della Musica, con il suo giardino pensile, si conferma una cornice adatta: uno spazio già di per sé ibrido, sospeso tra architettura e natura, tra cultura e quotidianità. Tre giorni che, almeno per chi passerà da queste parti, potrebbero cambiare il modo di guardare il platano sotto casa.
Credit foto: comunicato stampa – comune.roma.it
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