Oltre 140 Paesi riuniti al Palazzo di Vetro per il Change the World Model United Nations: quattro giorni di diplomazia giovanile su geopolitica, intelligenza artificiale e sport come strumento di dialogo.
La diplomazia ha vent’anni
New York, dal 26 al 29 marzo. Il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite torna ad essere teatro di un esercizio collettivo straordinario: oltre quattromila studenti provenienti da più di 140 Paesi si sono dati appuntamento per il Change the World Model United Nations (CWMUN) 2026, il più grande forum internazionale di diplomazia giovanile al mondo. Un evento che ogni anno riesce a trasformare una simulazione, quella dei lavori dell’ONU, in qualcosa di molto più concreto: un laboratorio di pensiero, confronto e formazione su temi che nessuna generazione potrà permettersi di ignorare.
L’Italia, in questa edizione, porta con sé un peso specifico rilevante: circa duemila studenti, provenienti da Lazio, Lombardia, Puglia, Marche, Sicilia, Toscana, Calabria, Sardegna, Veneto e Campania.
Una presenza che racconta quanto il progetto, organizzato da Associazione Diplomatici e Change the World Academy, abbia attecchito nel tessuto scolastico italiano, diventando un riferimento per chi intende formarsi nell’ambito della politica internazionale, del diritto, dell’economia e della comunicazione.
La cerimonia inaugurale ha visto gli studenti accolti dal Rappresentante Permanente d’Italia all’ONU, Giorgio Marrapodi.
Sport, guerra e diritti: storie che fanno la differenza
Se ogni edizione del CWMUN ha i suoi momenti simbolici, quello del 2026 porta la firma di Marco Tardelli, campione del mondo e Goodwill Ambassador della Change the World Academy. È lui ad aver ideato uno degli incontri più attesi: una sessione dedicata allo sport come strumento concreto di pace e dialogo internazionale, in un momento storico in cui la parola “tregua” sembra più difficile da pronunciare che mai.
Al centro del panel, due storie di atleti che hanno pagato un prezzo alto per le proprie scelte. La prima è quella di Vladyslav Heraskevych, atleta olimpico ucraino squalificato dai Giochi di Milano-Cortina 2026 per aver gareggiato con un “casco della memoria” dedicato ai colleghi ucraini morti in guerra. La seconda è la testimonianza di Shiva Amini, ex calciatrice della nazionale iraniana, costretta a lasciare il Paese nel 2017 dopo aver giocato senza hijab.
Da allora porta la sua voce nelle sedi internazionali più importanti e ha rivolto un appello diretto alla FIFA perché agisca con più determinazione a tutela delle atlete e dei diritti delle donne nello sport iraniano. Due biografie che raccontano, ciascuna a modo suo, due tra le crisi più profonde del nostro tempo: il conflitto russo-ucraino e le tensioni nel mondo islamico. Al panel ha contribuito anche un videomessaggio di Andriy Shevchenko, leggenda del calcio ucraino.
A completare la sessione, un dialogo sul ruolo dello sport nella costruzione del carattere e nella leadership con Alexandre Pato, Legend del Milan, e Vincenzo Grella.
Luiss, De Gregori e la rete istituzionale italiana
Tra le collaborazioni strategiche di questa edizione, spicca quella con l’Università Luiss Guido Carli. Il rettore Paolo Boccardelli è tra i relatori, insieme al Prorettore per la Didattica Enzo Peruffo. “Siamo orgogliosi della collaborazione con Change the World, un progetto che riflette appieno la vocazione internazionale della Luiss”, ha dichiarato Boccardelli, sottolineando come il forum offra ai giovani l’opportunità di confrontarsi con le grandi sfide globali prima ancora di entrare nel mondo del lavoro.
C’è anche una nota inaspettata, quasi poetica, in questa edizione. Francesco De Gregori ha tradotto in inglese la sua canzone Ragazza del ’95, che diventa A Perfect Day to Fly, interpretata dalla cantante Sara Jane Ceccarelli. Il brano è diventato la colonna sonora ufficiale delle attività. Un inno rivolto alle nuove generazioni che evoca l’idea di un ideale “Ministero della Speranza” e ricorda che “il futuro è un dovere”.
Geopolitica, IA e voci di peso
La lista degli ospiti di questa edizione fotografa l’ambizione del progetto. Tra i relatori figurano Jonathan Capehart, giornalista americano vincitore del Premio Pulitzer; Catherine Colonna, ex Ministro degli Esteri della Francia; Bernardino León, già Rappresentante Speciale dell’ONU per la Libia. Inoltre, Caryl Stern, ex Presidente e CEO di UNICEF USA. Sul versante italiano sono presenti Francesco Boccia, Presidente dei Senatori del Partito Democratico, Dario Nardella, europarlamentare, ed Enrico Trantino, sindaco di Catania.
Per quattro giorni i delegati hanno simulato i lavori delle commissioni ONU su temi come cooperazione internazionale, innovazione tecnologica, sostenibilità e pace. È il format che da oltre venticinque anni caratterizza Associazione Diplomatici e che ad oggi ha formato più di centomila studenti in tutto il mondo. Il progetto si sviluppa durante l’anno con tappe a Parigi, Abu Dhabi e Roma, ma l’appuntamento di New York rimane il momento centrale, quello in cui la simulazione si avvicina di più alla realtà.
“In un momento segnato da conflitti e tensioni, portiamo a New York oltre quattromila studenti da tutto il mondo per parlare di dialogo e futuro”, ha detto Myrta Merlino, portavoce della Change the World Academy. “Nonostante alcune defezioni legate al contesto internazionale, la risposta dei giovani resta straordinaria: il nostro compito è trasformare questo bisogno di confronto in una leva concreta di cambiamento”.
Credit foto: noamgalai/Shutterstok.com
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