Il riconoscimento canadese dedicato all’active ageing si espande in nuove città: le nomination apriranno il 1° aprile 2026. Una storia che vale la pena conoscere, anche dall’Italia.
Un premio nato per sfidare i luoghi comuni sull’età
C’è un premio, in Canada, che ogni anno fa qualcosa di semplice e insieme impegnativo: riconosce pubblicamente che ricominciare a settant’anni non solo è possibile, ma può essere straordinario.
Si chiama Top 7 Over 70, e nella prima settimana di marzo 2026 ha annunciato il lancio ufficiale della sua edizione annuale, con un nuovo capitolo che si apre nella regione di Guelph, Wellington e Dufferin, nell’Ontario (Canada).
Il meccanismo è lineare: sette persone, tutte con più di settant’anni, vengono selezionate e celebrate per qualcosa che hanno “iniziato” dopo quella soglia anagrafica. Non si tratta di un premio alla carriera, né di un riconoscimento per quanto fatto nei decenni precedenti. Il punto, anzi, è esattamente il contrario: conta solo quello che è successo “dopo” i settanta.
Una nuova impresa avviata, un progetto filantropico costruito da zero, un libro scritto per la prima volta, un’iniziativa culturale o sociale lanciata quando, secondo i canoni tradizionali, ci si aspettava già da tempo il riposo.
Top 7 Over 70: come è nato e dove è arrivato
L’idea è venuta a Jim Gray, imprenditore e filantropo canadese, che aveva cominciato ad accorgersi di qualcosa: i premi esistevano per ogni categoria demografica immaginabile, tranne che per chi aveva superato l’età della pensione.
Eppure, intorno a lui, le storie di persone che si reinventavano dopo i settanta si moltiplicavano. Nel 2017, insieme ad altri leader della comunità, Gray lanciò la prima edizione del “Top 7 Over 70 “a Calgary, in Ontario (Canada), con una gala che subito registrò il tutto esaurito.
Da allora il formato è diventato biennale e si è allargato. Alle edizioni successive hanno partecipato più di 180 candidati, e ogni gala ha radunato oltre 800 persone. In totale, fino ad oggi, il premio ha onorato 29 individui che hanno scelto di non fermarsi. Nel 2026 il movimento conta già diverse sedi attive in Canada: oltre a Calgary, c’è una sezione per l’Alberta sud-orientale, una per il Canada atlantico, e appunto la nuova realtà nell’Ontario. Le candidature per quest’ultima apriranno il 1° aprile 2026, e la cerimonia di premiazione è attesa per l’autunno dello stesso anno.
Chi può candidarsi e cosa si valuta
Il premio non è riservato a chi ha già avuto una vita di successi pubblici. Anzi. I candidati possono provenire da qualunque ambito: salute e attività fisica, arte e cultura, scienza, imprenditoria, volontariato, ambiente, oppure esperienze di superamento di avversità personali.
Quello che conta è che il contributo sia autentico, riconoscibile e avviato dopo i settanta anni. Non si valuta la continuazione di qualcosa già iniziato da giovani: si cerca chi ha trovato in sé la spinta per cominciare qualcosa di nuovo, in un’epoca della vita in cui la società tende ancora troppo spesso ad aspettarsi silenzio e ritiro.
I fondi raccolti attraverso le serate di gala vanno a sostenere programmi locali di welfare e comunità — nel caso della nuova sezione di Guelph, le risorse confluiscono nello United Way Guelph Wellington Dufferin, un’organizzazione no profit che ogni anno raggiunge oltre 145.000 senior nella zona, aiutandoli ad accedere a servizi di base e opportunità di crescita.
InterGen e il modello multigenerazionale
Una delle evoluzioni più interessanti nate attorno al Top 7 Over 70 riguarda la sfera economica. A Calgary, il premio ha generato un progetto autonomo chiamato InterGen: una piattaforma che mette in contatto persone in fase di transizione o pensionamento con giovani imprenditori, costruendo team multigenerazionali capaci di accelerare la crescita di start-up e piccole imprese.
I risultati documentati parlano di collaborazioni concrete in ambiti come la pianificazione strategica, la governance, l’accesso ai finanziamenti e lo sviluppo delle reti di contatto. A supporto di queste realtà è stato costituito anche un fondo da 6 milioni di dollari canadesi, destinato a sostenere le imprese nate da questo incrocio generazionale. Un numero non trascurabile, che dice molto sulla serietà con cui il progetto viene preso nel contesto imprenditoriale locale.
Un modello replicabile
In Italia, la questione dell’invecchiamento attivo, l’active ageing, è al centro di molti dibattiti, anche se con difficoltà si impone nell’agenda dell’attenzione pubblica.
Il Top 7 Over 70 offre un modello interessante proprio perché non si limita a parlare di anziani come categoria da assistere, ma li propone come protagonisti. Il cambio di prospettiva non è banale: smettere di misurare il valore di una persona in base alla sua produttività lavorativa formale è un passaggio culturale tutt’altro che scontato, anche nei Paesi nordamericani dove l’iniziativa è nata.
Iniziative come il Top 7 Over 70, dunque, non sono solo una celebrazione “sentimentale”: indicano una direzione pratica per ripensare il ruolo sociale di chi ha superato la soglia convenzionale della pensione. Non come peso, non come problema demografico, ma come risorsa. Il modello canadese, con la sua combinazione di riconoscimento pubblico, raccolta fondi per la comunità e connessione intergenerazionale, potrebbe essere un esempio da studiare anche nel nostro Paese.
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