Un team dell’Arizona State University è in competizione nella più grande gara scientifica mai organizzata sull’invecchiamento. In palio 101 milioni di dollari e, forse, una svolta epocale per milioni di anziani.
XPRIZE Healthspan: che cos’è e perché conta
C’è una competizione internazionale che nessun telegiornale ha ancora raccontato abbastanza, eppure potrebbe cambiare il modo in cui invecchieremo tutti. Si chiama XPRIZE Healthspan, dura sette anni, mette in palio 101 milioni di dollari ed è la più grande sfida scientifica mai dedicata all’invecchiamento sano.
La partecipazione, per ora, è davvero massiccia: 774 team da tutto il mondo si sono registrati per sviluppare terapie innovative capaci di restituire ai corpi over 50 fino a 20 anni di funzionalità perduta, muscolare, cognitiva e immunitaria.
La competizione è partita nel 2023 e i finalisti verranno giudicati nel 2026, con la premiazione prevista al termine del percorso nel 2030. Dietro al premio ci sono sponsor di peso come la Hevolution Foundation, associazione no-profit con un budget annuale fino a un miliardo di dollari dedicato alla scienza dell’invecchiamento, e il colosso farmaceutico GSK. Non si tratta, insomma, di fantascienza.
Il punto di partenza è un problema che conosciamo tutti, almeno in famiglia. Le persone vivono più a lungo, ma non necessariamente meglio. La medicina tradizionale interviene quando il danno è già fatto: cura i sintomi, gestisce le malattie, ma arriva spesso in ritardo.
L’idea alla base di XPRIZE Healthspan è radicalmente diversa. Agire prima, lavorare sulla biologia dell’invecchiamento per ridurre il rischio di malattie croniche e mantenere le persone attive e autonome il più a lungo possibile.
La camera iperbarica
Tra i 774 gruppi in gara c’è anche ASU Team Healthspan, fondato da Judith Klein-Seetharaman, professoressa al College of Health Solutions dell’Arizona State University. Il team riunisce ricercatori universitari e operatori sanitari con un obiettivo preciso: testare un insieme di interventi anti-aging per verificarne l’efficacia reale sulla salute biologica delle persone.
Il dispositivo più spettacolare del loro laboratorio è una camera iperbarica installata a fine gennaio 2026. Ma non funziona come quelle che si trovano negli ospedali per trattare le ferite. Il team la utilizza anche in modalità ipobàrica: dentro la camera si può simulare sia un aumento che una diminuzione della pressione dell’ossigeno, creando un effetto simile a quello che si prova salendo in quota; con le orecchie che scoppiano, la sensazione di aria rarefatta, il corpo che si adatta. L’idea è stressare il fisico in maniera controllata per renderlo più resiliente nel tempo. Gli altri strumenti del laboratorio comprendono terapie con luce rossa, gas idrogeno, sauna e bagni di ghiaccio. Tutte pratiche già studiate in letteratura, ma raramente combinate insieme in un unico trial sperimentale.
La differenza tra età anagrafica ed età biologica
Il concetto chiave attorno al quale ruota tutto il progetto, e più in generale l’intera competizione XPRIZE, è la distinzione tra età anagrafica ed età biologica. Avere 75 anni all’anagrafe non significa per forza avere un corpo da 75enne. Alcune persone a quella età hanno tessuti, organi e un sistema immunitario che funzionano come quelli di qualcuno di vent’anni più giovane.
Altre, invece, invecchiano molto prima del previsto. Klein-Seetharaman spiega che l’obiettivo del progetto è esattamente quello di spostare l’ago della bilancia biologica: anche se si hanno 90 anni, l’idea è che il corpo possa funzionare come quello di un settantenne. Questo lasso di tempo in cui si è in salute e autonomi, che i ricercatori chiamano “healthspan”, appunto, è ciò che si intende allungare, non semplicemente la durata della vita.
Per farlo, il team si avvale anche di un supercalcolatore capace di modellare le strutture delle proteine e prevedere dove una molecola può legarsi nell’organismo.
Grazie ai progressi recenti nella previsione delle strutture proteiche — un campo che ha vissuto una vera rivoluzione con strumenti come AlphaFold oggi è possibile mappare i possibili bersagli molecolari di una terapia con una precisione impensabile fino a pochi anni fa. Questo consente al team di selezionare con criteri scientifici quali approcci testare prioritariamente, riducendo sprechi e accelerando la ricerca.
Invecchiare bene, il vero obiettivo per i senior
Lavorare sulla salute biologica da giovani e da adulti significa arrivare agli anni della vecchiaia con risorse maggiori, meno patologie croniche, meno farmaci, meno ospedalizzazioni. Il risparmio economico (per le famiglie e per i sistemi sanitari) è enorme. Ma soprattutto cambia la qualità dell’esperienza: godersi la propria vita invece di amministrare la propria malattia.
È questo il vero messaggio che viene da Phoenix, Arizona, e da tutta la galassia di ricercatori che gravitano attorno a XPRIZE Healthspan. Non si cerca l’immortalità, nessuno promette miracoli né elisir di lunga vita. Si cerca qualcosa di più concreto e, in un certo senso, più umano: che gli ultimi decenni di vita non siano dominati dalla fragilità. Che si possa restare curiosi, attivi, presenti.
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