Il laboratorio si pone l’obiettivo di aiutare i partecipanti a comprendere il funzionamento della memoria nelle sue diverse componenti
Ogni lunedì del mese a Roma, nella parrocchia di San Saturnino, si svolgono una serie di incontri di stimolazione cognitiva per over 65 nell’ambito del progetto “Anziani in movimento”, nato dalla co-progettazione tra enti del Terzo Settore, Roma Capitale e Caritas. L’iniziativa, nota con il nome di “AllenaMente”, parte dall’idea che per mantenersi cognitivamente attivi sia importante combattere la solitudine elaborando strategie comunitarie che coinvolgano attività fisica e mentale. Allo stesso tempo, il percorso consente di riflettere sulle variabili che possono ostacolare le prestazioni cognitive, come stress, ansia, stanchezza, isolamento o scarsa fiducia nelle proprie capacità.
La memoria ha tante strade
Nel laboratorio condotto dagli operatori sanitari della Cooperativa Roma Solidarietà, il primo obiettivo è far comprendere ai partecipanti che il funzionamento della memoria si basa meccanismi che è possibile conoscere e perfino influenzare. Su questa base, grazie ad alcuni esercizi mirati, è possibile imparare a ricordare numeri di telefono e date importanti. Allo stesso tempo, durante gli incontri, gli operatori insegnano a gestire stress, ansia e stanchezza cronica che rallentano le prestazioni mentali. Anche l’isolamento sociale e la scarsa fiducia nelle proprie capacità giocano un ruolo da non sottovalutare. Riconoscere questi ostacoli è il primo passo per affrontarli consapevolmente.
Come funziona la stimolazione cognitiva
La stimolazione cognitiva proposta nel progetto utilizza strumenti leggeri e piacevoli: giochi, esercizi di gruppo, attività che richiedono ragionamento ma mantengono un’atmosfera leggera. I partecipanti si trovano coinvolti in sfide che mettono alla prova l’attenzione, il linguaggio e la capacità di risolvere problemi. Uno degli aspetti che i ricercatori hanno evidenziato è che la regolarità conta più dell’intensità. Meglio un’ora ogni settimana, mantenuta con continuità nel tempo, che sessioni sporadiche e intense. Il cervello risponde bene ai ritmi costanti, e proprio per questo gli appuntamenti settimanali a San Saturnino sono strutturati con cura.
Quando l’esercizio mentale diventa aggregazione
La ricerca non risolve solo il problema del declino legato all’invecchiamento. La stimolazione cognitiva agisce anche sul morale. Molti anziani affrontano con rassegnazione l’idea che sia ormai tardi per imparare cose nuove o per migliorarsi. Partecipare a un laboratorio dove si mettono alla prova e si vedono effettivi progressi cambia questa percezione. Scoprono di poter ancora sorprendere se stessi, di avere capacità che credevano perdute. Quello che rende veramente speciale questa esperienza non è solo l’aspetto neuroscientifico, ma la vicinanza. Una persona sola a casa con un gioco di enigmistica compie un esercizio mentale importante, ma perde le dinamiche di gruppo basate sulla condivisione delle difficoltà e la scoperta collettiva. Del resto è scientificamente provato che l’isolamento incide negativamente sugli aspetti cognitivi.
Una comunità che cresce insieme
Nelle prime sedute, durante la fase di conoscenza reciproca, i partecipanti hanno mostrato atteggiamenti di interesse e partecipazione che smentiscono lo stereotipo dell’anziano passivo. Molti hanno raccontato di non aver mai avuto prima l’occasione di riflettere in modo strutturato sulle funzioni e la struttura del proprio cervello. L’iniziativa, nata dalla vision del Municipio II di Roma e dalla Caritas, va oltre il semplice intervento assistenziale. È un’idea di invecchiamento attivo, dove gli anziani non sono visti come destinatari passivi di servizi, ma come protagonisti della propria storia. In questo senso, la parrocchia di San Saturnino è solo il primo di una serie di appuntamenti previsti dal progetto “Anziani in Movimento”, che intende estendere questi laboratori ad altre comunità locali.
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