Mentre l’aspettativa di vita supera i 74 anni, Hanoi si confronta con una crisi sanitaria emergente
L’aspettativa di vita in Vietnam ha raggiunto i 74,88 anni, un traguardo che rappresenta decenni di progressi nella sanità pubblica. Eppure, solo 65,4 di questi anni vengono vissuti in buona salute, con gli uomini che arrivano a 70,23 anni mentre le donne superano i 79. Diabete, ipertensione, patologie cardiovascolari, osteoartrite e tumori rappresentano ormai la priorità assoluta per le autorità di Hanoi. Quasi tre quarti degli anziani convivono contemporaneamente con due o più patologie croniche, uno scenario che rende la gestione sanitaria particolarmente impegnativa sia per gli ospedali che per le famiglie.
Il peso economico sulla società vietnamita
Accanto alle patologie fisiche emergono disturbi cognitivi e psicologici: perdita di memoria, declino cognitivo e depressione colpiscono una quota significativa della popolazione anziana. L’Istituto Pasteur di Ho Chi Minh City documenta come le malattie croniche rappresentino ormai l’80% dei decessi nel Paese, segnalando un cambio di paradigma rispetto al passato quando le malattie infettive rappresentavano la principale minaccia. Tre milioni di vietnamiti sono ipertesi, e 1,4 milioni richiedono cure continuative. Il diabete, altrettanto preoccupante, ha raggiunto 1,2 milioni di casi registrati. Le spese mediche per una persona over sessanta risultano sette-otto volte superiori rispetto a quelle sostenute per un minore. Per le famiglie, soprattutto nelle aree rurali, questo rappresenta un fardello capace di trascinare interi nuclei verso la povertà.
Telemedicina e IA
Consapevolmente, lo Stato vietnamita ha lanciato a gennaio il programma “Assistenza sanitaria agli anziani – Per un Vietnam in salute nel 2026”, riconoscimento ufficiale della priorità che gli anziani in Vietnam devono assumere nelle agende governative. L’evento inaugurale a Hanoi ha coinvolto più di mille cittadini della terza età in una giornata di screening gratuiti, consulenze specialistiche e attività fisiche. Agli anziani partecipanti è stata insegnata l’installazione di applicazioni per il monitoraggio della salute da remoto e l’utilizzo di piattaforme basate su intelligenza artificiale per supportare le consulenze mediche quotidiane, così da garantire monitoraggio continuo e interventi preventivi più efficaci.
La riforma dell’assicurazione sanitaria
Allo stesso tempo il governo ha implementato le politiche di welfare, stabilendo la copertura assicurativa sanitaria a tutti i cittadini over 75 che vivono in povertà. Questa misura, approvata dall’Assemblea Nazionale a dicembre 2025, elimina di fatto la spesa “out-of-pocket” per le categorie più vulnerabili, riducendo drasticamente il rischio che una malattia cronica precipiti famiglie intere nel disagio economico. La riforma estende anche ai nuclei “quasi-poveri”: la quota di rimborso delle spese mediche coperte dall’assicurazione è stata aumentata dal 95 al 100%, elemento che fa differenza quando si parla di cure continuative. La volontà del governo è chiaramente quella di rendere la salute degli anziani in Vietnam, soprattutto di chi ha meno risorse, diventata priorità nazionale.
Una sfida demografica senza precedenti
Tutti questi interventi si inseriscono in una trasformazione demografica che il Vietnam non ha mai affrontato prima. La popolazione over sessanta è cresciuta del 50% nell’ultimo decennio, raggiungendo 14,2 milioni su 101 milioni di abitanti. Le proiezioni per il 2050 sono ancora più significative: entro metà secolo, un vietnamita su quattro sarà anziano. È un cambio strutturale che richiede ripensamenti profondi nelle infrastrutture sanitarie, nell’organizzazione dei servizi di supporto e negli investimenti in prevenzione. Le iniziative lanciate nel 2026 rappresentano un primo passo significativo, ma la vera sfida consisterà nel consolidare questi programmi nel tempo.
TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SU SPAZIO50.ORG
© Riproduzione riservata
