Leggere, scrivere o dedicarsi a giochi di logica può trasformare i momenti di riposo in una ginnastica per il cervello utile a contrastare l’invecchiamento
Esiste una forma particolare di impegno intellettuale, definibile come sedentarietà attiva, che invece di spegnere i circuiti neuronali sembra essere in grado di proteggerli e potenziarli. I ricercatori della Scuola di salute pubblica dell’Università del Queensland hanno analizzato 85 studi sulla sedentarietà, evidenziando una distinzione: stare seduti in modo “attivo” favorisce il potenziamento di funzioni cognitive come la memoria di lavoro. Al contrario, la sedentarietà passiva — tipica di chi guarda la TV — è associata a effetti deleteri per il cervello e a un maggiore rischio di demenza. Da anni medici e specialisti avvertono che uno stile di vita pigro rappresenta una minaccia per il cuore e la linea, ma le ultime evidenze scientifiche suggeriscono una distinzione fondamentale. Non è tanto il fatto di stare seduti a determinare il destino dell’agilità mentale, quanto piuttosto ciò che si sceglie di fare stando fermi.
La differenza tra passività e stimolo cognitivo
Lo studio condotto dai ricercatori della Scuola di salute pubblica dell’Università del Queensland ha analizzato i dati di oltre ottanta ricerche precedenti, scoprendo che attività come leggere, scrivere, risolvere puzzle o impegnarsi in giochi di carte esercitano un impatto positivo sulle funzioni esecutive. Si tratta di quei processi fondamentali che ci permettono di pianificare la giornata, organizzare i pensieri e mantenere una certa flessibilità di ragionamento di fronte agli imprevisti. In questo contesto, il termine sedentarietà smette di essere sinonimo di inerzia per diventare un’opportunità di stimolo.
Perché il cervello sceglie un libro
La differenza tra un pomeriggio trascorso a sfogliare le pagine di un libro e uno passato a guardare distrattamente la televisione è grande. Mentre infatti lo zapping televisivo rientra in una categoria di riposo passivo associata a un maggior rischio di declino cognitivo e demenza, la sedentarietà attiva recluta le funzioni cerebrali in modo dinamico. Gli esperti hanno osservato una correlazione diretta tra questi passatempi stimolanti e il miglioramento della memoria di lavoro, ovvero quella capacità che ci consente di trattenere e gestire le informazioni necessarie per portare a termine compiti complessi nel breve periodo.
Scegliere l’attività giusta
Il punto è nel tipo di sforzo mentale richiesto. Quando leggiamo un saggio o scriviamo una lettera, il cervello non si limita a ricevere dati, ma li elabora, li collega a memorie pregresse e produce nuove sintesi. Questa differenza di approccio ha indotto gli scienziati a rivedere le raccomandazioni sulla salute pubblica. Paul Gardiner, uno degli autori della ricerca, sottolinea che oggi la maggior parte delle persone trascorre gran parte della giornata in posizione seduta e proprio per questo motivo diventa cruciale il modo in cui occupiamo questo tempo. La scelta di un’attività che richieda un impegno cognitivo consapevole può fare la differenza nel lungo termine.
Strategie di difesa contro l’invecchiamento cellulare
L’obiettivo dei ricercatori non è quello di incentivare l’immobilità fisica, che resta comunque un fattore di rischio per altre patologie, ma di offrire una strategia di difesa supplementare. Integrare nella propria quotidianità momenti di sedentarietà attiva significa scegliere consapevolmente di nutrire la mente anche nei momenti di scarso movimento. Invece di subire passivamente il flusso di immagini di uno schermo, dedicarsi a un hobby che richiede concentrazione agisce come uno scudo contro la riduzione del volume cerebrale tipica dell’avanzare dell’età.
Verso una longevità cognitiva consapevole
In conclusione, la salute del cervello dipende da un equilibrio sottile. Se da un lato l’attività fisica resta insostituibile, dall’altro non dobbiamo colpevolizzare ogni istante passato su una poltrona. Imparare a distinguere tra un ozio vuoto e un riposo intellettualmente vivace ci permette di invecchiare meglio. Coltivare la sedentarietà attiva attraverso piccoli gesti quotidiani, come scrivere i propri pensieri su un diario o sfidare un amico in un gioco di logica, rappresenta un investimento semplice ma potentissimo per la longevità cognitiva. Questa consapevolezza permette di trasformare le abitudini più comuni in strumenti di prevenzione, rendendo la sedentarietà attiva un pilastro fondamentale dello stile di vita moderno.
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