Dal Libro dei Morti agli oggetti quotidiani: nel museo di Torino un allestimento rivoluzionario unisce archeologia e innovazione digitale
Entrare nella sala rinnovata del corredo funebre di Kha nel Museo Egizio di Torino offre ora nuove emozioni, grazie a oltre 500 donazioni che hanno permesso di investire 350 mila euro nel rinnovamento della sala più suggestiva di uno dei musei più importanti al mondo. Qui l’archeologia dialoga con la tecnologia alla luce del nuovo allestimento, frutto di un intervento da 350 mila euro finanziato attraverso donazioni di oltre 500 persone. Il nuovo percorso accompagna i visitatori nella quotidianità di una coppia del Nuovo Regno e del loro corredo funebre, che include anche tessuti e abiti finora rimasti nei depositi, visibili per la prima volta dopo decenni.
Kha e Merit: una storia di 2.400 anni fa
Al centro della sala ci sono Kha, l’architetto che servì tre faraoni, e Merit, sua moglie, vissuti alla fine del XV secolo a. C. Il loro corredo funebre venne scoperto nel 1906 da Ernesto Schiaparelli nella città di Deir-el-Medina. La tomba non era stata depredata e conteneva oltre 460 oggetti in uno stato di conservazione straordinario. Tra le teche rinnovate sfilano gioielli e sarcofagi, ma anche oggetti che raccontano la vita di tutti i giorni: utensili, strumenti di lavoro, giochi, persino cibi fossilizzati. Particolare curiosità suscitano i tessuti in lino, quasi 1.500 metri complessivi, tra cui capi di biancheria perfettamente conservati. La maschera funeraria di Merit (di cui è esposta la magnifica parrucca), rappresenta uno dei capolavori dell’arte funeraria egizia. I quattro nuovi contenitori all’ingresso ospitano tessuti e abiti che non avevano mai lasciato i depositi, visibili per la prima volta dopo decenni.
La teca da record del Museo Egizio
La vera novità dell’allestimento del Museo Egizio, tuttavia, arriva dalla tecnologia. Quella che vi si presenta è la dimostrazione che i musei contemporanei non sono luoghi dove il passato viene congelato in una dimensione statica, ma spazi dove la ricerca viva crea nuove connessioni con i visitatori. Il pezzo forte di questa rivoluzione è la teca anossica che custodisce il Libro dei Morti di Kha: misura ben 14 metri di lunghezza, è inclinata a 45 gradi e rappresenta la prima di queste dimensioni al mondo, progettata specificamente per i papiri. Non è una semplice vetrina: dentro, bombole di gas inerte mantengono un’atmosfera senza ossigeno che elimina qualsiasi organismo capace di danneggiare il delicatissimo manoscritto. Un’infografica della medesima lunghezza del papiro accompagna il visitatore nella lettura, svelando storie e significati nascosti nel Libro dei Morti.
“Non siamo custodi passivi”: la filosofia del direttore Greco
Il direttore Christian Greco (nella foto d’apertura) ha spiegato il significato profondo di questa trasformazione: “Non siamo solo custodi passivi della memoria, ma la costruiamo attivamente”. Ciò che rende particolare questo rinnovamento del Museo Egizio è l’ambizione dichiarata di creare nuovi standard nel modo di esporre e raccontare l’archeologia. Qui diagnostica, ricerca e restauro non vivono in compartimenti separati: si intrecciano nello stesso spazio, creando quello che i responsabili del museo descrivono come “un luogo dove la conoscenza si fa esperienza condivisa”. Durante i lavori di riallestimento si è scoperto che un telo che Schiaparelli aveva attribuito a Kha apparteneva invece a Merit.
Il prestito dal Louvre e i record di visitatori
Il Museo Egizio celebra questo rinnovamento con un prestito eccezionale dal Louvre di Parigi: un reperto che sarà visibile a Torino per un intero anno dal 14 febbraio prossimo, un’occasione rara di collaborazione internazionale che testimonia come il museo egizio torinese abbia conquistato un posto di primo piano nel panorama mondiale. E i numeri lo confermano: nel 2025 il museo sta per superare il milione e duecentomila visitatori, un traguardo che pochi musei italiani riescono a raggiungere. Il prossimo grande appuntamento sarà nel novembre 2026, quando sarà inaugurata la nuova corte coperta, e il presidente della Repubblica Mattarella tornerà al museo egizio per celebrare l’occasione, completando il cerchio delle celebrazioni iniziate nel 2024 per il bicentenario dell’istituzione.
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