Uno studio YouGov rivela la crescita del movimento alcol-free nel Paese. La generazione più matura guida il cambiamento, mentre il 29% degli italiani intende ridurre il consumo nei prossimi anni.
Emerge uno stile di vita sobrio
Un’onda silenziosa sta attraversando l’Italia. Si chiama sobrietà e sta cambiando le abitudini di milioni di persone che scelgono di ridurre o eliminare del tutto l’alcol dalla propria vita. Il 33% degli italiani si astiene già dalle bevande alcoliche, mentre un altro 29% si è dichiarato intenzionato a diminuirne il consumo. A guidare questa trasformazione sono soprattutto gli over 55: tra loro, il 42% conduce già uno stile di vita sobrio.
I dati emergono dallo studio Alcohol reducer di YouGov, che ha analizzato il fenomeno della cosiddetta “sober curiousity”, il movimento che privilegia il benessere e la lucidità mentale al consumo tradizionale di alcolici.
La generazione matura sceglie la salute
La fascia più matura della popolazione italiana ha fatto della sobrietà una scelta di vita consapevole. Tra gli over 55, la percentuale di chi non beve alcol sale al 42%, con un’attenzione crescente verso la tutela della propria salute e il mantenimento del controllo di sé.
Le motivazioni che spingono questa generazione ad abbracciare uno stile alcol-free includono la volontà di comportarsi nel modo corretto e agire con integrità, il senso di responsabilità verso se stessi e gli altri, oltre alla necessità di proteggersi da rischi sanitari legati all’invecchiamento. L’82% degli italiani si dichiara interessato alla propria salute, con una prevalenza di coloro che ritengono la propria vita influenzata positivamente dai temi legati a questo ambito. Anche i giovani stanno cambiando rotta: quasi un quarto della Generazione Z non beve, con il 23% che si astiene completamente, e un altro 30% intenzionato a ridurre il consumo.
Il movimento analcolico riflette un apprezzamento per un consumo consapevole che privilegia benessere, lucidità mentale e senso di responsabilità. Il desiderio di tutelare la propria salute e la paura di perdere il controllo, amplificate anche dai social media, sono fattori comportamentali chiave. L’87% degli italiani dichiara di voler agire nel rispetto degli altri, mentre il 72% sottolinea la necessità di mantenere il controllo di sé.
Il “dry january” e il cambiamento culturale
Il fenomeno della “sober curiousity” è tra i motivi del successo del “dry january”, l’iniziativa nata nel 2013 come campagna di salute pubblica che invitava poche migliaia di persone a rinunciare all’alcol per tutto gennaio. Oggi coinvolge milioni di individui ed è all’origine del calo sistematico della penetrazione delle bevande alcoliche rispetto a dicembre. In Italia, nel gennaio 2025 il decremento ha toccato l’11,3%. I responsabili di acquisto under 35 che hanno comprato alcol a gennaio 2025 sono stati il 24,6% in meno rispetto a dicembre 2024. Guardando al futuro prossimo, il 53% degli italiani si aspetta nei prossimi due o tre anni un’influenza crescente degli aspetti legati alla salute nella propria vita.
Le scelte legate a benessere sono quindi destinate a durare, impattando anche i momenti tradizionalmente collegati allo svago. Superano ormai il 50% i maggiorenni che non assumono alcol fuori casa, con picchi del 58,3 per cento durante gennaio.
Un mercato che si adatta alla nuova domanda
Il diffondersi di questa tendenza sta spingendo l’industria a proporre soluzioni nuove, con una crescente offerta di alternative sofisticate a basso contenuto alcolico o analcoliche. Gli assortimenti di brand e marchi privati si stanno ampliando per intercettare questa domanda.
Il report di YouGov, afferma (e conferma) che il movimento analcolico chiama i marchi a una nuova definizione di indulgenza, che consideri con attenzione la consapevolezza dei consumatori. Occorre ripensare portfolio, innovazione e comunicazione, valorizzando alternative alcol-free più sofisticate e messaggi legati al benessere.
Questo è un trend ancora relativamente recente e pertanto può offrire ancora grandi opportunità agli operatori pronti a coglierle. A livello europeo, il 37% dei consumatori ha scelto uno stile di vita alcol-free, mentre un ulteriore 18% si è dichiarato interessato a ridurre il consumo. L’Italia si allinea a questa tendenza continentale, con numeri che testimoniano come la sobrietà non sia più un’eccezione ma una scelta diffusa.
© Riproduzione riservata
