Il Comune nel cuore della Val d’Agri, ha avviato una serie di servizi innovativi per assistere anziani e persone fragili, diventando un caso studio di welfare locale nelle aree interne italiane.
Telemedicina e servizi sociali contro lo spopolamento
Brindisi Montagna sorge a oltre 700 metri sul livello del mare, nel cuore della Val d’Agri, in provincia di Potenza. Poco più di 800 residenti. Un territorio che la natura ha reso isolato e che gli anni hanno progressivamente svuotato.
È una storia comune nelle aree interne del Sud: giovani che partono, anziani che restano, servizi che si diradano. Eppure proprio da questa realtà scomoda il piccolo Comune ha deciso di reagire in modo concreto. L’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Gerardo Larocca ha scelto di investire direttamente sulle persone.
Ha costruito un sistema di cura e assistenza locale che adesso inizia a fare notizia oltre i confini provinciali. Larocca ha ripetuto più volte che amministrare significa prima di tutto prendersi cura degli ultimi. Per lui la prossimità ai cittadini non è un privilegio, ma una questione di giustizia sociale. Un concetto semplice, eppure in pratica non così scontato da mettere in campo.
I servizi che cambiano la vita quotidiana
Il primo intervento è la telemedicina. Il Comune ha attivato il servizio in collaborazione con l’ASP locale, grazie a un bando del GAL (Gruppo d’Azione Locale n.d.r.) “Percorsi” che ha coperto l’acquisto della strumentazione. Per una comunità montana dove raggiungere un ambulatorio può richiedere ore di viaggio, la telemedicina non è un lusso. È una risposta concreta. Gli anziani e le persone fragili avranno ora una visita medica da casa, senza disagi fisici né lunghi percorsi in auto.
A completare il quadro sanitario brilla la figura dell’infermiere territoriale, un professionista che opera direttamente nel comune. Non si tratta di una presenza decorativa. L’infermiere intercetta i bisogni della comunità prima che diventino emergenze. Accompagna i cittadini. Funge da punto di riferimento tra le persone e il sistema sanitario nazionale. Un ruolo che in piccoli paesi montani vale oro, perché nessuna struttura lontana riesce a fare altrettanto.
Taxi sociale e assistenza a porte
Accanto alla telemedicina, l’Amministrazione ha attivato il taxi sociale. Un servizio pensato per chi non può muoversi autonomamente verso ambulatori, strutture sanitarie e uffici pubblici. Per un anziano che vive su un territorio montano anche una visita dal medico specialista può diventare un ostacolo insormontabile. Il taxi sociale lo risolve in modo diretto e semplice. Poi arriva l’assistenza domiciliare leggera, che copre un campo ancora più largo. Consegna della spesa, farmaci a casa, aiuto con le pratiche burocratiche. Ma anche compagnia e ascolto per chi vive da solo. Un intervento che non concorre con le strutture tradizionali di assistenza. Le affianca, riempiendo quei vuoti quotidiani che spesso passano silenziosi. A completare il sistema i pasti sociali: una mensa che serve pasti caldi ogni giorno a chi ne ha bisogno. Va oltre il sostegno alimentare. Diventa un presidio sociale, un punto di riferimento per chi rischia l’isolamento completo.
Tutto questo ha richiesto una strategia chiara di reperimento risorse. Il Comune ha sfruttato i fondi RIPOV del PO Val d’Agri per finanziare il taxi sociale, l’assistenza domiciliare e i pasti sociali. Il bando del GAL “Percorsi” ha coperto invece la parte della telemedicina. Si tratta di risorse che i piccoli Comuni delle aree interne spesso non riescono a intercettare. Le burocrazie le complicano, i tempi le rallentano. Brindisi Montagna è riuscita a navigare questa complessità. Ha trasformato quei fondi in servizi tangibili. Il risultato è un modello welfare locale che non dipende da un unico servizio. Funziona come un sistema interconnesso: ogni parte sostiene un’altra, ogni intervento risponde a un bisogno specifico dei cittadini.
Proprio per questo, l’esperienza di Brindisi Montagna acquisisce un peso specifico. Mostra che con la giusta combinazione di volontà politica e risorse pubbliche ben indirizzate anche un Comune di 800 residenti può costruire un welfare locale che funziona. Non serve un miracolo. Serve metodo.
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