(Adnkronos) – Intesa Sanpaolo rilancia la crescita e rafforza la remunerazione dei soci. Nel 2025 il Gruppo ha conseguito un utile netto pari a 9,3 miliardi di euro, in crescita del 7,6% rispetto al 2024. Ed evidenzia l’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati, con una previsione di utile netto per il 2026 a circa 10 miliardi. Il nuovo piano d’impresa 2026-2029 punta a un utile netto superiore a 11,5 miliardi di euro nel 2029, dai 9,3 miliardi del 2025, e prevede una distribuzione complessiva di circa 50 miliardi di euro nel periodo 2025-2029. Per ciascun anno dal 2026 al 2029 il payout ratio sarà pari al 95%, di cui 75% sotto forma di dividendi cash e 20% tramite buyback, con eventuali ulteriori distribuzioni valutate anno per anno a partire dal 2027. Nel quadriennio del piano Intesa Sanpaolo stima di creare circa 500 miliardi di euro di valore per tutti gli stakeholder. Per gli azionisti il valore stimato è pari a circa 50 miliardi; per famiglie e imprese è previsto nuovo credito a medio-lungo termine per circa 374 miliardi di euro, di cui 260 miliardi in Italia.
Il gruppo prevede inoltre 28 miliardi di spese del personale, 17 miliardi di acquisti e investimenti verso i fornitori, 26 miliardi di imposte a favore del settore pubblico e circa un miliardo di euro per i bisogni sociali, mentre il sustainable lending rappresenterà il 30% del nuovo credito erogato. Al 2029 il numero di clienti è atteso in aumento di circa 2,5 milioni, a circa 24 milioni, grazie soprattutto a Isybank e alla Divisione International Banks. Gli impieghi alla clientela saliranno di 46 miliardi a 471 miliardi di euro, mentre il nuovo credito a medio-lungo termine nel periodo 2026-2029 raggiungerà 374 miliardi, in crescita del 26% rispetto al quadriennio precedente. Sul fronte del risparmio, Intesa prevede un incremento di circa 200 miliardi delle attività finanziarie della clientela, fino a 1.700 miliardi, un aumento del risparmio gestito di 101 miliardi a 663 miliardi e una forte crescita dell’assicurativo danni, con premi a 2,3 miliardi di euro nel 2029 da 1,6 miliardi.
Il piano prevede una forte accelerazione nel credito al consumo, con nuove erogazioni annue di prestiti personali a 4,9 miliardi di euro nel 2029 (da 3,1 miliardi nel 2025) e di cessioni del quinto a 1,7 miliardi (da 1,2 miliardi), per circa 150 milioni di euro di ricavi addizionali entro fine piano. Isybank punta a oltre 2 milioni di clienti nel 2029, con attività finanziarie a circa 8 miliardi di euro e un utile netto vicino ai 100 milioni, rispetto ai 19 milioni del 2025. Le banche controllate internazionali cresceranno grazie a maggiori sinergie di gruppo, al rafforzamento delle competenze di consulenza e a una nuova rete “Fideuram-style” di circa 1.200 consulenti finanziari. Nel 2029 la Divisione International Banks è attesa a 1,8 miliardi di utile netto, con impieghi a 67 miliardi, commissioni a 1 miliardo e attività finanziarie della clientela a 122 miliardi. Il piano prevede 5,1 miliardi di euro di investimenti, di cui 4,6 miliardi destinati a tecnologia e crescita. Centrale l’estensione della piattaforma digitale cloud-native isytech, che porterà quasi il 100% degli applicativi in cloud entro il 2029, con risparmi di costo fino a 350 milioni di euro entro fine piano. L’evoluzione di AI, GenAI e Agentic AI consentirà un ridisegno dei processi operativi “agent-first”, un rafforzamento dei presidi di rischio e un aumento della produttività di oltre il 20% nel middle e back office, con oltre l’80% delle richieste della clientela risolte automaticamente nel 2029. Previsto anche un forte insourcing strategico, con risparmi sui costi esterni per circa 200 milioni di euro a regime.
Nell’ambito della strategia di riduzione strutturale dei costi, il piano punta anche a un’accelerazione del ricambio generazionale “senza impatti sociali”. È prevista una riduzione di circa 6.100 persone del gruppo entro il 2029, che si aggiunge alla riduzione di circa 3.900 dipendenti nel 2025, con risparmi di costo pari a circa 570 milioni di euro a regime (2030). Il percorso prevede circa 12.400 uscite complessive, di cui 9.750 in Italia tramite uscite volontarie e turnover naturale, 2.650 uscite nette per turnover naturale nelle controllate internazionali, e circa 6.300 assunzioni di giovani in Italia entro il 2030, di cui circa 2.300 come Global Advisor, in aggiunta alle circa 1.300 assunzioni già effettuate nel 2025, prevalentemente nella stessa figura professionale.
Prosegue infine la riduzione dell’esposizione verso la Russia, diminuita di oltre il 94% rispetto a giugno 2022 e oggi pari allo 0,05% dei crediti complessivi del gruppo. Bene anche la parabola dei conti con la banca che ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto pari a 9,3 miliardi di euro, in aumento del 7,6% rispetto al 2024, a fronte – spiega l’istituto – di oltre 1 miliardo di euro allocato sull’utile ante imposte per azioni gestionali finalizzate all’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del gruppo. Tali interventi contribuiscono a una previsione di utile netto per il 2026 pari a circa 10 miliardi di euro. “I risultati del 2025 – sottolinea Intesa Sanpaolo – sono pienamente in linea con le indicazioni fornite al mercato e superiori agli obiettivi del piano di impresa 2022-2025. Intesa Sanpaolo è la banca più resiliente in Europa, pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore”.
“Il risultato netto di Intesa Sanpaolo è cresciuto per 12 anni di seguito”, fa notare l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, in una call con gli analisti. “Per il 2026 prevediamo un risultato netto pari a circa 10 miliardi grazie a un aumento dei ricavi, soprattutto grazie alla crescita delle commissioni dell’attività assicurativa, costi stabili, costo del rischio basso, e grazie al nostro status di banca zero Npl”, ha sottolineato. “Questo piano consiste in un ulteriore rafforzamento senza rischio di esecuzione”, ha affermato, sottolineando che “il piano si basa su attività che già gestiamo, su investimenti che abbiamo già fatto e sul modello di esecuzione che è già collaudato. Siamo unici in Europa, resilienti e pronti ad avere successo in qualunque contesto”, conclude. “Cresceremo nell’area delle banche estere facendo leva sul modello di business di successo che abbiamo in Italia e andando poi a sviluppare pienamente le sinergie con le altre divisioni di gruppo”, ha detto ancora.
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