Il fenomeno dilaga su TikTok e Instagram: addio muscoli scolpiti, ora vincono mobilità e benessere a lungo termine. Gli over 60 che fanno trazioni al parco adesso conquistano milioni di visualizzazioni.
Anziano vs culturista
Sui social network sta succedendo qualcosa di strano. Un signore di settant’anni che si tira su alla sbarra conquista più like di un ventenne con gli addominali perfetti. Non è un caso isolato: secondo l’analisi condotta da Virlo.ai su 1.100 video pubblicati tra dicembre 2025 e gennaio 2026, i contenuti di fitness più visti sono cambiati radicalmente. Niente più sudore estremo o diete punitive. Il pubblico vuole vedere gente normale che si muove bene, a lungo, senza strapparsi i muscoli. E vuole farlo anche a sessant’anni passati.
I numeri parlano chiaro: 69,6 milioni di visualizzazioni totali, con una media di quasi 66.000 per ogni singolo filmato. Ma la vera rivoluzione è nel tipo di contenuto che funziona. Robert F. Kennedy Jr., ministro della salute americano, si esibisce in una serie di trazioni in aeroporto e il video diventa virale. Sylvester Stallone, 79 anni compiuti, condivide un allenamento e il web impazzisce. Non per nostalgia di Rocky, ma perché rappresenta la prova vivente che si può restare forti e autonomi anche quando l’INPS chiama.
Trazioni e camminate, la nuova estetica del benessere
La filosofia è semplice: meglio camminare tutti i giorni che sforzarsi eccessivamente due volte a settimana. E infatti i video più virali raccontano routine ripetibili, non exploit da campioni. Il metodo giapponese della camminata a intervalli è schizzato del 2.990% nel 2025, secondo i dati di PureGym.
Stesso discorso per la walking yoga, cresciuta del 2.414%. Anche il 12-3-30, una formula che prevede tapis roulant a velocità moderata, surclassa gli allenamenti tradizionali in palestra. Merito della semplicità: si capisce subito cosa fare, non servono attrezzature costose, si inserisce nella giornata senza sconvolgerla. La longevità non è più un ideale astratto ma una pratica concreta, fatta di esercizi che non ti lasciano a terra ma ti permettono di alzarti dal divano anche a ottant’anni.
E proprio questo concetto sta spostando l’asse del fitness dalla prestazione alla funzionalità. Non conta quanti chili sollevi, conta se riesci a salire le scale senza affanno o a giocare coi nipoti senza il mal di schiena.
Il cervelletto entra in palestra
Parallelamente al fenomeno social, in Italia prende forma un approccio scientifico che va nella stessa direzione. Si chiama Neuro-Balanced Training ed è stato elaborato da Alfredo Petrosino, specialista in esercizio fisico neuro-motorio e autore del libro “Fitness anti-aging”.
Il metodo parte da un presupposto: il movimento non è solo questione di muscoli. Il cervelletto, tradizionalmente relegato al controllo motorio, è in realtà coinvolto anche nelle funzioni cognitive ed emotive attraverso circuiti complessi che lo collegano ad altre aree cerebrali. Il NBT sfrutta queste connessioni combinando equilibrio, coordinazione, respirazione e consapevolezza corporea. Si lavora a corpo libero oppure con attrezzi instabili come fitball, bosu e tavolette propriocettive, stimolando un reclutamento più ampio delle unità motorie rispetto agli esercizi classici. Il risultato? Miglioramento di forza e resistenza, ma anche riduzione dello stress e dell’infiammazione cronica, potenziamento del sistema immunitario e maggiore efficienza energetica cellulare.
Insomma, un allenamento che parla contemporaneamente al corpo, al cervello e alle emozioni, perfetto per chi punta a invecchiare restando padrone di sé stesso.
Chi guarda, quando guarda
L’analisi di Virlo rivela anche i momenti in cui questi contenuti vengono consumati: picchi tra le 6 e le 8 del mattino, poi a mezzogiorno e ancora dalle 17 alle 21. Fasce orarie che raccontano una nuova relazione col benessere. Non più la sessione punitiva dopo il lavoro, ma piccole dosi di movimento distribuite nella giornata; e i creator lo sanno e cavalcano l’onda. Su TikTok spopolano i video di persone che camminano sul tapis roulant leggendo il Kindle, unendo cardio leggero e intrattenimento. Funziona perché è realistico, non richiede sforzi eroici e può essere replicato da chiunque. Anche chi ha superato i sessanta, anzi soprattutto loro.
La mobilità articolare, il controllo delle scapole, gli esercizi per le anche: sono tutti temi che interessano non solo i ragazzi della Gen Z con problemi di postura da ufficio, ma anche i senior che vogliono mantenere autonomia e qualità di vita. L’analisi di Virlo.ai può essere dunque sintetizzata così: oggi nel fitness non conta la perfezione ma la possibilità. Il pubblico cerca allenamenti replicabili, routine che rispettino tempo e corpo, prove che l’età non sia mai un limite.
Casa, divano e cervello
Il dato forse più interessante riguarda l’ambiente: cresce l’attenzione per contenuti “casalinghi”, scientificamente solidi ma senza fronzoli. Sessioni di cardio soft abbinate a spiegazioni su salute cerebrale e longevità, recupero attivo, stretching ragionato. Niente palestre affollate o personal trainer urlanti. Solo tappetini, scarpe da ginnastica e la voglia di durare nel tempo.
Persino Spotify, finora associata a musica e podcast, sta investendo su video di allenamenti guidati: segno che il mercato si è accorto dello spostamento. Del resto, se i video di sessantenni che fanno pull-up superano quelli dei culturisti, significa che il pubblico ha capito una cosa semplice: la vera sfida non è sembrare forti a vent’anni, ma esserlo ancora a settanta.
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