Quest’anno ci sarà il grande ritorno di tante band iconiche. Un fenomeno che va oltre la nostalgia e coinvolge più generazioni, dai fan storici ai giovanissimi che scoprono ora “sonorità vintage”.
La forza di un’eredità mai sopita
Venticinque anni dopo l’ultimo concerto, Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni risalgono insieme sul palco. L’annuncio della reunion dei C.S.I. per l’estate 2026 ha riacceso l’attenzione su una delle band più significative del rock alternativo italiano.
Sei concerti in luoghi simbolici, a partire da agosto, per un progetto che nasce, come ha spiegato Ferretti, da un profondo senso di riconoscenza verso un pubblico che non li ha mai dimenticati. Negli Anni ’90 i C.S.I. hanno saputo trasformare disagio sociale e poesia in musica, costruendo un ponte tra generazioni con testi che ancora oggi conservano un’intensità rara.
Il percorso verso la reunion passa anche dalla Mongolia: il 4 luglio prossimo Ferretti e Zamboni si esibiranno al PlayTime Festival di Ulan Bator in una sorta di preludio, per poi tornare l’anno seguente nella capitale mongola con la formazione completa. A documentare questa storia ci penserà un film diretto da Davide Ferrario, che accompagnerà il pubblico dentro le pieghe di un ritorno tanto atteso quanto inaspettato.
Bluvertigo: l’elettronica che divise (e conquistò) l’Italia
Il 14 aprile l’Alcatraz di Milano ospiterà un altro evento attesissimo: il ritorno dei Bluvertigo nella formazione originale. Morgan, Andy, Livio Magnini e Sergio Carnevale, che avevano detto addio nel 2017, si riuniscono dopo anni di polemiche e scandali pubblici.
Eppure la band nata a Monza nel 1992 ha un merito innegabile: aver portato l’elettronica e il glam al grande pubblico senza tradire l’avanguardia. Per ora è confermata una sola data, ma l’entusiasmo che la circonda lascia intuire possibili sviluppi.
Nel flyer del concerto campeggia la scritta “essere umani”, accompagnata dalla frase “Un essere umano è una linea di luce in mezzo al rumore”. Non solo nostalgia, dunque, ma la volontà di rimettere in scena un’intelligenza musicale che continua a parlare anche a chi non ha vissuto quegli anni in prima persona. I biglietti venduti in poche ore confermano che l’esperienza dei Bluvertigo, per quanto divisiva, conserva ancora oggi una forza capace di attraversare il tempo.
Quando la reunion diventa celebrazione
Il 2026 sarà anche l’anno dei Litfiba, che festeggiano l’anniversario di “17 Re” con la formazione originale: Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo tornano insieme per celebrare un disco che quarant’anni fa ha segnato la storia del rock italiano. Mancherà solo Ringo De Palma, scomparso nel 1990, ma la presenza degli altri membri promette di regalare emozioni forti ai fan storici.
Intanto i Pooh si preparano a festeggiare 60 anni di carriera con “Pooh 60 – La nostra storia”, tour che toccherà diverse città tra estate e autunno. Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli riportano sul palco una formazione che ha già dimostrato, nelle reunion del 2016 e nelle apparizioni a Sanremo, di saper emozionare un pubblico trasversale.
E poi ci sono gli 883, l’altra faccia dei mitici Anni ’90. Max Pezzali continua a riempire i palazzetti con tour che polverizzano ogni previsione. Durante l’ultima data milanese al Forum di Assago ha regalato ai fan una sorpresa: la reunion con Mauro Repetto, con cui ha cantato e ballato “Nord Sud Ovest Est”. Repetto ha recentemente confermato che, se Pezzali lo chiamasse per una reunion a Sanremo (dove Pezzali sarà ospite fisso), sarebbe pronto.
Chi liquidava gli 883 come pop leggero oggi deve fare i conti con numeri che raccontano un’altra storia.
Un fenomeno che unisce generazioni. E continenti
Quello che sta accadendo in Italia non è un caso isolato. Nel 2023 i Blur hanno riempito Wembley senza bisogno di etichette generazionali, gli Oasis hanno annunciato il loro ritorno e i Black Sabbath hanno trasformato il loro addio in un evento epocale.
I Deftones, simbolo del nu metal Anni ’90, sono diventati virali su TikTok e seguiti da ragazze della Gen Z che di quel decennio non hanno memoria diretta. I Backstreet Boys registrano il pienone a Las Vegas e stanno preparando nuove date in Germania, mentre i rumors su una possibile reunion delle Spice Girls (compresa Victoria Beckham) per il trentesimo anniversario continuano ad alimentare il dibattito online.
I sold out in poche ore, le platee miste per età e provenienza, il merchandising esaurito nonostante prezzi tutt’altro che popolari dimostrano che questo fenomeno non è solo questione di “retromania”.
La musica degli Anni ’90 continua a parlare con forza perché ha saputo costruire ponti tra diverse sensibilità, mescolando poesia e rabbia, elettronica e rock, pop e ricerca. Ridurre tutto alla nostalgia sarebbe una semplificazione che non rende giustizia a un movimento culturale che ha lasciato tracce profonde. Chi oggi riempie quei palazzetti non cerca solo di rivivere il passato: vuole condividere un’esperienza che, evidentemente, conserva ancora qualcosa da dire.
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