La menopausa incide sul cervello delle donne. Secondo una ricerca è collegata alla riduzione della materia grigia, nonché a livelli più elevati di ansia, depressione e difficoltà nel dormire
La menopausa è un momento di profonda trasformazione nella vita delle donne, e i suoi effetti vanno oltre le vampate di calore e gli sbalzi d’umore. Lo rivela una ricerca dell’Università di Cambridge, che ha svelato come questa fase dell’esistenza comporti modifiche strutturali nel cervello, con una riduzione del volume della materia grigia in aree fondamentali per memoria ed emozioni. Lo studio ha coinvolto 125mila donne, suddivise in tre gruppi: quelle ancora in età fertile, quelle che hanno attraversato la menopausa senza terapie ormonali e quelle che hanno seguito un trattamento ormonale sostitutivo. Le partecipanti hanno compilato questionari sulla propria esperienza con la menopausa, sulla salute mentale percepita, sui ritmi del sonno e sul benessere. L’età media in cui si manifesta la menopausa si è attestata intorno ai 49 anni e mezzo, dato che coincide con l’inizio eventuale della terapia ormonale sostitutiva.
Ansia, depressione e disturbi del sonno
Le donne in postmenopausa mostrano una maggiore propensione a rivolgersi al medico di famiglia per problemi di ansia, nervosismo o depressione. Non solo: nei questionari specifici ottengono punteggi più elevati relativi ai sintomi depressivi e ricevono con maggiore frequenza prescrizioni di antidepressivi. Il quadro si completa con disturbi del sonno: dormono meno, soffrono di insonnia e accusano una stanchezza persistente. “Uno stile di vita sano, mantenersi attivi e seguire una dieta, è particolarmente importante in questo periodo” sottolinea Christelle Langley del Dipartimento di Psichiatria dell’ateneo britannico. La ricercatrice aggiunge un invito alla consapevolezza: “Dobbiamo essere tutti più sensibili non solo alla salute fisica, ma anche a quella mentale delle donne durante la menopausa. Non dovremmo sentirci in imbarazzo nel far sapere agli altri cosa stiamo attraversando e nel chiedere aiuto”.
Gli effetti cognitivi: tempi di reazione più lenti
Sul fronte cognitivo, la ricerca ha evidenziato che le donne in postmenopausa senza terapia ormonale presentano tempi di reazione più lenti rispetto sia a quelle ancora in premenopausa sia a quelle che seguono un trattamento ormonale. Katharina Zühlsdorff del Dipartimento di Psicologia spiega: “Con l’avanzare dell’età i nostri tempi di reazione tendono a rallentare: fa parte del naturale processo di invecchiamento e colpisce sia le donne che gli uomini. La menopausa sembra accelerare questo processo, ma la terapia ormonale sostitutiva sembra frenarlo, rallentando leggermente il processo di invecchiamento” su questo specifico aspetto. Va precisato che non sono emerse differenze significative tra i tre gruppi per quanto riguarda i compiti di memoria.
La riduzione della materia grigia cerebrale
L’aspetto più rilevante dello studio riguarda però le modifiche strutturali del cervello. Le risonanze magnetiche hanno mostrato una riduzione del volume della materia grigia in entrambi i gruppi di donne in postmenopausa, indipendentemente dall’uso della terapia ormonale sostitutiva. La materia grigia è il tessuto cerebrale fondamentale che contiene i corpi delle cellule nervose e che permette di elaborare informazioni, controllare i movimenti e gestire memoria ed emozioni. Le zone interessate da questi cambiamenti sono l’ippocampo, responsabile della formazione e conservazione dei ricordi; la corteccia entorinale e la corteccia cingolata anteriore che ci aiuta a gestire le emozioni, prendere decisioni e mantenere la concentrazione.
Il legame con Alzheimer e demenza
Barbara Sahakian, coordinatrice della ricerca, evidenzia un collegamento inquietante: “Le regioni cerebrali in cui abbiamo osservato differenze sono quelle che tendono ad essere colpite dal morbo di Alzheimer”. Secondo la studiosa, la menopausa potrebbe rendere alcune donne più vulnerabili in futuro allo sviluppo di forme di demenza. La scoperta offre una spiegazione del perché nelle donne si registrano quasi il doppio dei casi di demenza rispetto agli uomini. Si tratta di un’ipotesi che richiede approfondimenti, ma che apre scenari importanti per la prevenzione e la cura. La terapia ormonale sostitutiva, prescritta per contrastare sintomi come vampate di calore, disturbi del sonno e depressione, non sembra attenuare la riduzione della materia grigia cerebrale. Tuttavia, mostra un effetto positivo nel rallentare il declino dei tempi di reazione, offrendo quindi un beneficio parziale ma significativo sul fronte cognitivo.
Il ruolo della terapia ormonale sostitutiva
Questi risultati sottolineano quanto sia cruciale un approccio integrato alla salute femminile durante la menopausa. Non basta più considerare solo i sintomi fisici più evidenti: serve una maggiore attenzione alla dimensione psicologica e neurologica di questa transizione. L’invito degli studiosi è a promuovere uno stile di vita attivo, con regolare attività fisica, un’alimentazione equilibrata e la cura delle relazioni sociali. Elementi che, insieme a un monitoraggio medico attento, possono fare la differenza nella qualità di vita delle donne che attraversano questa fase naturale ma complessa della propria esistenza.
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