Ecco il cane-robot progettato per offrire supporto emotivo alle persone affette da demenza. Costa 1.500 dollari e arriverà sul mercato quest’estate dopo nove anni di sviluppo.
Un compagno tecnologico contro la solitudine
Gli anziani affetti da demenza hanno ora un nuovo alleato nella lotta contro l’isolamento: si chiama Jennie ed è un cucciolo robotico. Sviluppato da Tombot, è stato presentato al Consumer Electronics Show di Las Vegas conquistando il riconoscimento nella categoria Best Age Tech. Il dispositivo, pensato specificamente per le persone con disturbi cognitivi, riproduce il comportamento di un vero animale domestico senza le difficoltà legate alla cura quotidiana.
Il progetto è nato nel 2017 come concept, ma solo ora si prepara al lancio commerciale. Tom Stevens, fondatore e amministratore delegato di Tombot, ha confermato che Jennie arriverà sul mercato nell’estate 2025 al prezzo di 1.500 dollari. Dietro questo cucciolo meccanico ci sono nove anni di ricerca e sviluppo, un percorso lungo che ha permesso di creare quello che molti definiscono il robot domestico più realistico mai visto.
Tecnologia al servizio delle emozioni
Jennie non è un semplice giocattolo. All’interno del suo corpo sono stati installati nove servomotori che gli permettono di muovere la testa, sollevare le sopracciglia, scodinzolare e persino abbaiare quando gli viene chiesto se vuole un biscotto. La dotazione tecnologica comprende sensori tattili capacitivi che rilevano le carezze, un sistema di microfoni per captare i suoni, accelerometro e giroscopio per riconoscere l’orientamento nello spazio, un sensore di luce che impedisce al robot di abbaiare durante la notte e sensori di temperatura per monitorare l’ambiente circostante.
Il cucciolo robotico gira la testa per incrociare lo sguardo di chi lo osserva, con occhi espressivi che ricordano quelli di un vero cane.
Quando riceve attenzioni reagisce muovendo la coda, creando un’interazione che secondo i test condotti nelle strutture di assistenza risulta particolarmente efficace. I residenti di una casa di cura per anziani visitata dai giornalisti hanno dimostrato un attaccamento immediato verso Jennie, confermando il potenziale terapeutico del dispositivo.
Progettato per la sicurezza degli anziani
La progettazione di Jennie tiene conto delle esigenze specifiche degli utenti a cui si rivolge. Il robot non è pensato per stare a terra, dove potrebbe rappresentare un rischio di caduta, ma per essere posizionato sulle ginocchia, su un tavolo o su una sedia. Questa scelta riduce i pericoli domestici tipici degli animali veri, che possono mettersi sotto i piedi o richiedere spostamenti improvvisi. L’autonomia della batteria garantisce un’intera giornata di utilizzo e la ricarica avviene durante la notte, quando il robot resta in standby. Un’applicazione dedicata permette di personalizzare l’esperienza, dando la possibilità di cambiare il nome del cucciolo in modo che risponda a un soprannome scelto dal proprietario. Questa funzione rafforza il legame emotivo, elemento centrale nell’approccio terapeutico destinato alle persone con demenza.
Oltre la demenza, una risposta all’isolamento
Sebbene Jennie sia stato sviluppato principalmente per gli anziani con disturbi cognitivi, il suo utilizzo potrebbe estendersi a chiunque soffra di solitudine. La capacità di stabilire un contatto emotivo attraverso movimenti realistici e risposte agli stimoli esterni lo rende uno strumento versatile nel campo del supporto psicologico. Il costo elevato, paragonabile a quello di un cane di razza, potrebbe limitarne la diffusione nelle case private, ma le strutture assistenziali rappresentano un mercato naturale per questo tipo di tecnologia.
Jennie si inserisce in un filone di ricerca che punta a migliorare la qualità della vita degli anziani attraverso dispositivi capaci di compensare le limitazioni fisiche o cognitive. Rispetto ad altri robot da compagnia già presenti sul mercato, come il cuscino-gatto Qoobo privo di testa, Jennie offre un livello di realismo superiore grazie alla combinazione di sensori avanzati e movimenti naturali.
L’arrivo sul mercato nelle prossime settimane dirà se il pubblico è pronto ad accogliere un animale domestico che non richiede cibo né passeggiate, ma sa regalare momenti di affetto programmato.
Credito foto: tombot.com/
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