La Perla verde ospiterà per quattro anni il campionato che riunisce oltre 1.400 appassionati. Le specialità in gara e i premi in palio
Riccione ha conquistato il primato di capitale italiana del bridge Over 65 per i prossimi quattro anni. Lunedì 12 gennaio, nella sala di rappresentanza del Municipio, la sindaca Daniela Angelini e il presidente della Federazione Italiana Gioco Bridge Pierfrancesco Parolaro hanno infatti firmato un protocollo d’intesa che lega la città alla disciplina fino al 2029. L’intesa stabilisce che il Campionato Nazionale di bridge Over 65 continuerà a svolgersi nella Perla verde. Una scelta che è il riconoscimento di un rapporto consolidato nel tempo: dal 2006 Riccione ospita questa manifestazione, diventando punto di riferimento per migliaia di appassionati. In palio non solo medaglie d’oro, argento e bronzo della Federazione, ma anche coppe federali e l’ambito trofeo destinato ai migliori giocatori in assoluto.
Il programma 2026: una settimana di gare al Palazzo del Turismo
L’edizione 2026 del campionato si terrà nell’ultima settimana di maggio, dal 24 al 31, nelle sale del Palazzo del Turismo. Sette giorni intensi durante i quali si alterneranno circa duecento giocatori al giorno, per un totale complessivo di millequattrocento partecipanti. Un numero che sale ulteriormente se si considerano i familiari al seguito, generando un indotto economico significativo per alberghi, ristoranti e l’intero tessuto commerciale cittadino. La manifestazione si articola in diverse specialità: squadre miste, coppie miste, coppie open, coppie femminili e squadre open. Quest’anno sarà presente anche la categoria allievi, a testimonianza della volontà di coinvolgere le nuove generazioni in uno sport che vanta una tradizione illustre.
Il palmares della Federazione Italiana Gioco Bridge
La Federazione Italiana Gioco Bridge vanta una storia che affonda le radici nel 1937, quando nacque con il nome di Associazione Italiana Ponte. Da allora il movimento italiano ha costruito un palmares straordinario, al punto da competere con gli Stati Uniti per il titolo di nazione più forte di sempre in questa disciplina. E non si è fatto abbattere neanche dal Covid. Il leggendario Blue Team ha dominato la scena mondiale per quasi vent’anni, dal 1957 al 1975, scrivendo pagine indimenticabili nella storia dello sport. Dal 2000 in poi, un nuovo Blue Team ha raccolto quell’eredità gloriosa, mantenendo l’Italia ai vertici internazionali pur tra alti e bassi. I numeri parlano chiaro: quindici Bermuda Bowl, venti titoli europei Open a squadre, cinque titoli europei femminili, sei ori olimpici e molti altri successi che hanno reso il movimento italiano un modello riconosciuto in tutto il mondo.
Uno sport della mente riconosciuto a livello internazionale
Oggi la federazione conta oltre sedicimila tesserati, distribuiti in modo quasi equivalente tra uomini e donne. Una struttura solida che può contare su quattrocentododici arbitri e trecentoottantaquattro insegnanti, con una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale. Numeri che testimoniano la vitalità di una disciplina che continua ad appassionare generazioni diverse. Il bridge viene riconosciuto come sport della mente dal CONI, dal CIO e dall’UNESCO. Questa classificazione non è casuale: si tratta di una disciplina che allena logica e strategia, stimola la comunicazione tra i partner, rafforza lo spirito di squadra e la capacità di prendere decisioni sotto pressione. Caratteristiche che lo rendono molto più di un semplice passatempo.
Tutti i benefici per un’invecchiamento attivo
Per chi pratica il bridge Over 65, i benefici risultano particolarmente preziosi. Numerose ricerche hanno dimostrato come la pratica regolare di questo gioco contribuisca a mantenere attive le funzioni cognitive, favorendo la memoria, la concentrazione e la capacità di problem solving. Ogni partita richiede attenzione costante, memoria delle carte giocate, capacità di calcolo delle probabilità e abilità nel decodificare i segnali del partner. Queste sollecitazioni mentali continue rappresentano una ginnastica per il cervello, contribuendo a rallentare il declino cognitivo e a mantenere elasticità mentale.
Bridge Over 65: molto più di un gioco
Ma c’è un aspetto che va oltre la dimensione puramente mentale: la socialità. Frequentare i circoli, partecipare ai tornei, confrontarsi con altri appassionati significa costruire e mantenere relazioni sociali, combattere l’isolamento, sentirsi parte di una comunità. In una fase della vita in cui i legami possono diradarsi, condividere passioni comuni diventa un valore ancora più importante. Il bridge Over 65 rappresenta quindi un’occasione preziosa per restare attivi, non solo mentalmente ma anche socialmente, intessendo rapporti che spesso durano nel tempo. Non va trascurato nemmeno l’impatto sulla salute fisica. Frequentare regolarmente un circolo implica movimento: la camminata per raggiungerlo, il mantenimento di una routine quotidiana, piccole attività che nel complesso sostengono il benessere fisico oltre che mentale.
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