C’è un mese di tempo per decidere il futuro scolastico di 1,3 milioni di studenti italiani. Le novità di quest’anno
Da oggi e fino al 14 febbraio le famiglie italiane hanno l’opportunità di scegliere l’istituto che accoglierà i propri figli nel prossimo anno scolastico. L’iscrizione scolastica è un momento importante che riguarda oltre un milione e trecentomila bambini e ragazzi destinati a frequentare la prima classe nel 2026/27, dall’infanzia fino alle superiori. La scelta della scuola merita riflessione: vale la pena visitare gli istituti durante gli open day, parlare con docenti e studenti, valutare l’offerta formativa nel suo complesso. La prossimità geografica conta, soprattutto per i più piccoli, ma non deve essere l’unico criterio. Per le superiori, occorre considerare le inclinazioni dei ragazzi. Un dialogo aperto in famiglia aiuta a capire quale percorso possa valorizzare al meglio il potenziale di ciascuno, considerando che ogni scelta ha un margine di flessibilità e correzione.
Come funziona la procedura per le iscrizioni scolastiche
La procedura prevede innanzitutto un riconoscimento online attraverso sistemi certificati come Spid, Carta d’identità elettronica, Carta nazionale dei servizi o Eidas. Una volta completato questo passaggio, occorre accedere alla piattaforma Unica del ministero dell’Istruzione e del Merito, dove si trova la sezione dedicata alle iscrizioni scolastiche, attivata attraverso una circolare emanata prima delle festività natalizie. Ogni famiglia può presentare una sola domanda per ciascun figlio, ma con una clausola di sicurezza particolarmente utile: si possono indicare fino a tre preferenze. In questo modo, qualora l’istituto scelto come prima opzione risultasse privo di posti disponibili, la richiesta verrebbe automaticamente dirottata sulla seconda o terza alternativa indicata.
Nessuna fretta
Un aspetto fondamentale da comprendere riguarda i tempi di presentazione della domanda. Non si tratta di un “click day” dove conta essere i più veloci: l’ordine di arrivo delle richieste non ha alcun peso nella valutazione. Questo significa che le famiglie hanno tutto il mese a disposizione per riflettere con calma sulla scelta migliore, senza l’ansia di dover essere tra i primi a inoltrare la domanda. A stabilire i criteri di ammissione sono direttamente le scuole, attraverso delibere del Consiglio d’istituto. Il ministero raccomanda che questi criteri rispondano a principi di ragionevolezza. Spesso viene privilegiata la vicinanza geografica dell’abitazione all’istituto, come accade per esempio al liceo Righi di Roma. Altre scuole, tra cui l’Alessandro Volta e il Leonardo da Vinci di Milano, prevedono valutazioni del curriculum o esami d’ingresso, anche se il ministero suggerisce di evitare test valutativi per l’ammissione.
Orari e modalità per ogni ordine di scuola
Per la scuola dell’infanzia, unico livello in cui le domande restano ancora cartacee, possono essere accolti i bambini tra i tre e i cinque anni. L’orario standard è di quaranta ore settimanali, riducibile a venticinque oppure ampliabile fino a cinquanta ore, a seconda delle esigenze delle famiglie e delle possibilità organizzative dell’istituto. La scuola primaria accoglie chi compie sei anni entro il 31 dicembre 2026, con possibilità di anticipo per i nati fino al 30 aprile 2027. Le opzioni orarie vanno dalle ventiquattro ore settimanali base fino alle quaranta del tempo pieno, passando per soluzioni intermedie di ventisette o trenta ore. Naturalmente, l’attivazione di certi orari dipende dalla presenza di personale docente sufficiente e di servizi adeguati.
Secondarie e superiori
Per la scuola secondaria di primo grado, quella che una volta si chiamava media, l’orario base è di trenta ore settimanali. Dove possibile, si può optare per il tempo prolungato che arriva fino a quaranta ore, sempre subordinato alla disponibilità di strutture idonee per le attività pomeridiane. Alle scuole superiori lo spettro di scelta si allarga notevolmente: licei classici e scientifici, istituti tecnici e professionali, con diverse articolazioni e specializzazioni. Quest’anno entrano a regime alcune novità significative che vale la pena conoscere.
Le novità di quest’anno per le iscrizioni scolastiche
Una prima innovazione riguarda l’automatizzazione: per chi si iscrive alle superiori, il sistema informatico acquisirà in automatico il titolo di studio conclusivo delle medie, semplificando la procedura e riducendo l’onere burocratico per le famiglie. Cambia inoltre la possibilità di ripensamento per chi frequenta i primi due anni delle superiori. Fino al 31 gennaio, gli studenti del primo biennio potranno chiedere di cambiare indirizzo, opzione o articolazione senza dover sostenere esami. Sarà compito della scuola di destinazione organizzare eventuali interventi didattici integrativi per facilitare il passaggio. Questa flessibilità resta invece più limitata dal terzo anno in poi, dove permane l’obbligo di esame per chi vuole cambiare percorso.
Il liceo del Made in Italy
Questa novità, introdotta di recente, diventa da quest’anno un’offerta formativa autonoma che le scuole possono attivare liberamente, senza doverlo necessariamente configurare come trasformazione dell’opzione economico-sociale del liceo delle scienze umane. Si tratta di un percorso pensato per valorizzare le eccellenze produttive italiane, dal design alla moda, dall’agroalimentare al turismo. Altra novità importante riguarda i percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale: diventano parte integrante dell’offerta ordinamentale per istituti tecnici e professionali, nell’ottica del percorso 4+2 che collega scuola superiore e istruzione terziaria. I licei mantengono invece la possibilità di attivare percorsi quadriennali solo in forma sperimentale.
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