Un progetto cittadino per coltivare gratuitamente il terreno, favorendo benessere, socialità e inclusione
A Pescara si pratica l’ortoterapia in modo concreto e gratuito. L’associazione Domenico Allegrino, infatti, offre agli over 65 la possibilità di coltivare un appezzamento di terreno, trasformando il giardinaggio in strumento terapeutico e di inclusione sociale. C’è tempo fino al 26 gennaio per presentare domanda e accedere a questa opportunità che unisce benessere psicofisico, socialità e contatto con la natura. L’iniziativa, nota come Orti d’Oro compie vent’anni e continua a rappresentare un modello innovativo di applicazione pratica dei principi dell’ortoterapia. Una prima assegnazione dei terreni è avvenuta a novembre scorso, in occasione dell’anniversario. Gli altri campi verranno consegnati alla fine di questo mese a chi avrà fatto richiesta.
Quando la terra diventa medicina
L’ortoterapia non rappresenta semplicemente il piacere di coltivare pomodori o insalata. Si tratta di una disciplina che utilizza il contatto attivo con piante e cicli naturali per raggiungere obiettivi clinici precisi. Gli studi condotti negli ultimi anni hanno evidenziato come questa pratica possa migliorare sensibilmente l’umore, rallentare il deterioramento cognitivo e preservare l’autonomia nelle attività quotidiane. Prendersi cura di un orto significa riconnettersi con ritmi che la vita urbana moderna ha cancellato. Per gli anziani, questo contatto regolare con la natura si traduce in vantaggi concreti e misurabili. La necessità di programmare semine e raccolti stimola le funzioni cognitive, mantenendo la mente attiva e vigile. Il movimento fisico moderato richiesto dalle attività di coltivazione mantiene il corpo in esercizio senza sforzi eccessivi. La responsabilità verso le piante rafforza il senso di utilità personale, aspetto fondamentale per il benessere emotivo. Osservare la crescita di una pianta che si è seminata e curata personalmente genera soddisfazione profonda, combatte i sentimenti di inutilità e regala piccole vittorie quotidiane.
I benefici invisibili dell’ortoterapia
L’ortoterapia agisce anche su livelli meno evidenti ma altrettanto importanti. La natura diventa alleata preziosa contro ansia e depressione, disturbi purtroppo diffusi nella terza e quarta età. Il ritmo delle stagioni offre una struttura temporale rassicurante, mentre la cura delle piante richiede attenzione costante ma non stressante. Sporcarsi le mani con la terra, sentire il profumo dell’erba appena tagliata, ascoltare i suoni dell’ambiente naturale: tutti elementi che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Per chi ha superato i 65 anni, l’ortoterapia rappresenta anche un modo per mantenere la motricità attraverso gesti come la semina, il trapianto, la potatura. Questi movimenti precisi delle mani e delle dita aiutano a preservare l’agilità e la coordinazione, competenze che tendono a diminuire con l’età. Inoltre, stare all’aperto favorisce la produzione di vitamina D, essenziale per la salute delle ossa, problema comune negli anziani.
Un progetto radicato nel territorio
Il progetto Orti d’Oro nasce nel 2005 nel quartiere Fontanelle, considerata una delle aree più sensibili della città. In via Fosso Cavone, tra la Tiburtina e Fontanelle, un proprietario mette a disposizione 5.000 metri quadrati di terreno privato, suddiviso in appezzamenti concessi gratuitamente agli assegnatari per dodici mesi, con possibilità di rinnovo. Successivamente l’iniziativa si espande, includendo anche i 1.500 metri quadrati di via Lagonegro, nel quartiere San Donato. Ogni orto misura 75 metri quadrati, dispone di un impianto di irrigazione funzionante e porta un nome particolare. Non numeri anonimi, ma parole che richiamano valori fondamentali: solidarietà, pace, fratellanza, amicizia. Scelta che riflette lo spirito che anima l’intera esperienza e sottolinea come l’ortoterapia vada oltre la semplice coltivazione.
Socialità che guarisce
Gli ortolani che animano questi spazi hanno un’età compresa tra i 65 e gli 85 anni. Alcuni arrivano con una consolidata esperienza agricola, altri invece si avvicinano per la prima volta alla coltivazione. “Vogliamo intercettare il bisogno di molte persone anziane di tornare a coltivare la terra e vivere il tempo in modo attivo”, spiega Antonella Allegrino, fondatrice dell’associazione. L’iniziativa accoglie chiunque desideri sperimentare i benefici dell’ortoterapia, anche senza esperienza pregressa. Chi possiede maggiore competenza condivide volentieri conoscenze sulla semina, la cura delle piante, i segreti della raccolta. Si crea così uno scambio spontaneo di saperi che arricchisce tutti i partecipanti e amplifica gli effetti terapeutici dell’esperienza. Nel corso degli anni, gli Orti d’Oro si sono consolidati come uno strumento di contrasto alla solitudine: gli appezzamenti diventano luoghi di incontro spontaneo, dove si scambiano non solo consigli sulla coltivazione ma anche conversazioni, momenti di vita quotidiana. La terra funziona da catalizzatore sociale, offrendo un argomento di dialogo naturale che abbatte le barriere.
Un modello di longevità attiva
L’iniziativa unisce diverse dimensioni: attenzione verso l’ambiente attraverso pratiche di coltivazione rispettose, valorizzazione del tempo libero in modo costruttivo, promozione della longevità attiva. Gli assegnatari non si limitano a coltivare ortaggi per il consumo personale, ma partecipano a un progetto comunitario che restituisce loro un ruolo attivo nella società. L’assegnazione gratuita dei terreni rappresenta anche un sostegno economico concreto: gli ortaggi coltivati personalmente alleggeriscono il bilancio familiare, elemento non trascurabile per chi vive con una pensione. La formula si è dimostrata vincente proprio perché non impone modelli rigidi ma valorizza l’esperienza e le capacità di ciascuno. Chi non ha mai zappato trova chi gli insegna, chi coltiva da una vita scopre nuove tecniche o varietà. Le domande potranno essere inviate via mail (info@domenicoallegrino.it, per contatti 349 306 7585) o presentate nella sede dell’organizzazione di volontariato, in via Alento 101 a Pescara.
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