Lo studio Ipsos sulla percezione della vecchiaia rivela che la popolazione spagnola è la più ottimista al mondo
In un contesto globale caratterizzato dall’invecchiamento demografico, uno studio condotto da Ipsos su 32 paesi ha analizzato la percezione della vecchiaia nel mondo rivelando dati per certi aspetti sorprendenti, che dimostrano l’approccio ottimista degli spagnoli verso l’età avanzata. La ricerca non solo indaga quando questi ultimi considerino l’inizio della vecchiaia, ma esplora anche come vivono l’idea dell’invecchiamento e quali considerano le età ideali per raggiungere i principali traguardi della vita adulta. Uno dei principali risultati dello studio rivela una tendenza globale a sovrastimare la percentuale di over 65. Nello specifico, la popolazione spagnola ritiene che tre persone su dieci abbiano 65 anni o più, quando la percentuale effettiva è del 21%.
Un errore di percezione demografica
Gli spagnoli, dunque, tendono a sovrastimare la presenza di persone anziane nel loro paese. Secondo lo studio, la popolazione ritiene che il 30% dei cittadini abbia superato i 65 anni, quando in realtà questa percentuale si ferma al 21%. Una distorsione ancora più marcata emerge considerando gli ultrasettantacinquenni: credono che rappresentino il 20% della popolazione, mentre costituiscono solamente l’11% del totale nazionale. Questa tendenza a ‘invecchiare’ la società potrebbe derivare dall’attenzione mediatica crescente verso i temi demografici e previdenziali, oppure dalla naturale preoccupazione per un futuro caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione. La percezione della vecchiaia influenza inevitabilmente le aspettative individuali e le politiche sociali, rendendo fondamentale comprendere quanto questa percezione si discosti dalla realtà statistica del paese.
L’entusiasmo degli spagnoli verso l’invecchiamento
La Spagna si distingue per l’atteggiamento positivo verso l’invecchiamento. Il 43% della popolazione dichiara di attendere con interesse questa fase della vita, una percentuale superiore rispetto ad altri paesi europei. Complessivamente, il 54% degli spagnoli ha un approccio ottimista verso la percezione della vecchiaia, anche se la maggioranza conserva ancora alcune riserve su questo periodo dell’esistenza. L’entusiasmo verso l’invecchiamento risulta più diffuso tra le donne, con il 46% che esprime aspettative positive, rispetto al 41% degli uomini. Una differenza ancora più marcata emerge considerando l’età: i giovani spagnoli mostrano un ottimismo del 48% verso la vecchiaia futura, mentre tra gli over 50 questa percentuale scende al 40%. Il livello di istruzione gioca un ruolo determinante: le persone con educazione superiore dimostrano maggiore serenità verso l’invecchiamento.
La soglia dei 73 anni: quando inizia la vecchiaia in Spagna
Gli spagnoli – insieme agli italiani, peraltro – considerano 73 anni l’età in cui una persona diventa ‘vecchia’, collocandosi in testa alla classifica internazionale per età percepita di inizio dell’invecchiamento. Questa visione rappresenta la concezione più ottimistica e flessibile tra tutti i paesi analizzati nello studio Ipsos, dimostrando come la cultura mediterranea mantenga un approccio particolarmente indulgente verso la percezione della vecchiaia. All’interno della società spagnola esistono differenze interessanti nella percezione dell’inizio dell’invecchiamento. Le donne collocano questa soglia a 74 anni, mentre gli uomini la anticipano a 71. Una divergenza ancora più significativa emerge considerando l’età anagrafica degli intervistati: i giovani sotto i 35 anni considerano ‘vecchia’ una persona di 69 anni, mentre gli over 50 alzano l’asticella a 76 anni, riflettendo una diversa esperienza di vita e aspettative future.
Percezione della vecchiaia: aspettative di vita da record
In Spagna, una delle nazioni con la più alta aspettativa di vita in Europa, l’età a cui la società si aspetta di vivere è di 83 anni, superando paesi come l’Italia, che si attesta a 81 anni, rendendola il secondo paese al mondo in cui la popolazione si aspetta di vivere più a lungo, solo un anno in meno rispetto alla Corea del Sud, leader della classifica. Il dato di per sè influenza la percezione della vecchiaia tra gli spagnoli. La generazione del baby boom spagnola si aspetta addirittura di raggiungere gli 85 anni, dimostrando una fiducia notevole nelle proprie prospettive di longevità. Un aspetto particolarmente interessante emerge analizzando la correlazione tra condizioni economiche e aspettative di vita: le persone con redditi più elevati prevedono di vivere più a lungo, confermando l’influenza determinante dei fattori socioeconomici sulla longevità anche in Spagna.
C’è un’età per ogni cosa
Gli anni tra i 29 e i 35 anni sono percepiti come ‘l’apice della vita’, ovvero il periodo in cui la maggior parte delle persone dovrebbe raggiungere le tappe più significative dell’età adulta. Pertanto in Spagna, l’età ideale per una donna per diventare madre è 30 anni, in linea con i dati globali ed europei. Solo il 10% considera appropriata l’età compresa tra i 35 e i 39 anni, evidenziando come permanga una certa cautela verso la maternità tardiva. La paternità gode di maggiore flessibilità: l’età ideale per diventare padre si colloca a 32 anni. Il 32% degli spagnoli indica come più adatta la fascia 30-34 anni per assumere il ruolo paterno, riflettendo una differenza di due anni rispetto alle aspettative femminili che considera ancora considerazioni biologiche e sociali tradizionali.
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