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di massimo.cervoni

In questo tempo speciale, condividi con noi i momenti della tua giornata. Per sentirci più vicini oggi, per ricordarli domani.
Perché insieme #NOICELAFAREMO




L'invio del form può variare dal peso delle vostre foto e dalla velocità della vostra connessione.
Foto del dipinto "La pineta di Marina di Pisticci"

Nostalgia delle vacanze

Paola Montagner da Roma

Temporale in pineta a Marina di Pisticci durante le Olimpiadi 50&più 2019. In foto “La Pineta di Marina di Pisticci”, una pittura di Mario Santoni, presa dalla foto di un’amica.

Un bambino corre felice

Congiunti e affetti stabili

Franca Fiordalice da Roma

Come tutti gli italiani mi sono preparata con molta attenzione al grande giorno: l’inizio della fase 2.
Così lunedì finalmente sono uscita, ma non era cambiato nulla, le strade continuavano ad essere vuote e tristi e chi incontravi sembrava camminasse in una sfera di cristallo con la paura di poterla infrangere in ogni momento ed entrare in collisione con il nemico.
Anch’io, come la maggior parte degli italiani, mi sono messa alla ricerca delle misteriose parole pronunciate del Presidente del Consiglio: “Congiunti, affetti stabili”.
Chi poteva immaginare che nella parola “congiunti” affluisse tanta gente a me sconosciuta! Il nostro mondo fino a qualche mese fa era circoscritto, ora dobbiamo far spazio a cugini mai visti, a congiunti conosciuti magari ai matrimoni dei nostri figli. Le cose poi si complicano se ai congiunti si sommano gli affetti stabili: l’ex coniuge in quanto ex non è certamente un affetto stabile, forse di stabile ci sarà rimasto solo il risentimento…. Però è un congiunto, se si hanno dei figli in comune!
Cercando ancora il significato dei vocaboli “affetto” e “stabile”, ci rendiamo conto che sono sentimenti superati: i legami nel postmoderno sono fragili, instabili, mutevoli. L’uomo moderno, pur sentendo la necessità del gruppo, vuole relazioni flessibili e non impegnative, quindi con questo concetto dovremo continuare a rimanere liberi ma soli!
La solitudine è un male dei nostri giorni, la conseguenza dell’individualismo. Purtroppo nella nostra epoca, così ricca di tante conquiste e speranze, la cultura dello scarto è diventata mentalità comune e oggi ne paghiamo le conseguenze.
L’affetto per essere saldo deve essere paziente, umile e accettare le sconfitte, senza queste qualità non può sopravvivere: se rischia di non essere neanche stabile, come si può parlare di eterno?!
A volte l’affetto cambia volto ed è quello di un amico: è opinione comune pensare che amore e amicizia siano due tipi di relazioni diverse, al contrario sono solo facce di una stessa medaglia. Tra gli affetti stabili comunque ci vediamo meglio un amico, ma il decreto ci mette in crisi, perché non lo prende nemmeno in considerazione.
Durante la pandemia, con l’amico si parla al cellulare, non è necessario vedersi fisicamente. L’amicizia è un sentimento che annulla le distanze, si può stare senza vedere un amico per tanto tempo, ma la certezza che in qualsiasi momento possiamo contare su di lui non ci abbandona.
Rivalutiamo l’affetto con il partner, che in realtà dovrebbe essere considerato un amico speciale, così facendo non ci preoccuperemo di andare a trovare gli zii d’America e non maschereremo una conoscenza dell’ultima ora in affetto stabile. Recuperiamo i cocci rotti e rimettiamoli insieme con la tecnica giapponese del “kintsugi” dove ogni cicatrice sarà impreziosita dall’oro della tolleranza.

Una fotografia di Venezia dall'alto

Nostalgia della città

Neda Lodi da Roma

Ho troppo nostalgia di te, città stupenda!

Una donna dentro casa che guarda dalla finestra

Il mondo dal balcone

Lorella Maroncelli da Forlì-Cesena

Sembra che tutti stiano tornando alla normalità, ed è un bene, certo, solo che io non ci riesco.
Dopo più di due mesi di reclusione in casa per via del Covid, il mondo là fuori mi fa paura.
È  stata una decisione presa col mio compagno, visto che io sono la fragile, quella con i problemi di salute, lui si è fatto carico di ogni uscita fuori casa. Ora, da sportivo accanito, con la licenza di uscire e il bel tempo, ne approfitta e si gode la libertà. Anche le amiche e i parenti lo fanno e io saluto quelli che mi passano a trovare dal terrazzo del terzo piano. Ci ho provato a fare la spesa, ma il disagio, le distanze, gli sguardi sfuggenti e sconosciuti dietro le mascherine, mi hanno ancora di più spaventata, trasformando l’uscita in una frettolosa pena.
Poi i messaggi, le foto, il sollievo che traspira dalle parole delle amiche che gioiose trovano il piacere della camminata, del cielo più azzurro, dei profumi dei fiori e dei prati fioriti. E io? Mi vergogno a dire che ancora non esco, che mi blocco a pensare di fare una piccola passeggiata, che dentro casa ci sto bene e non mi serve altro.
Fra qualche giorno ci riprovo, mi forzo, lo devo fare, promesso. Per oggi ancora però il mondo, là fuori, lo vivo dal balcone.

Le frecce tricolore in cielo e un gabbiano

Distanziamento

Franca Fiordalice da Roma

Dal quattro maggio, lentamente, torneremo alla vita normale, poi quando avremo il vaccino tutto tornerà come prima.
Mi sono soffermata a pensare se “tutto” veramente sarà come prima. Liberi da Skype e da Zoom torneremo a criticare figli e nipoti, incollati davanti al cellulare, o anche noi ormai non potremo più fare a meno di essere iperconnessi?
Questi tre mesi di “arresti domiciliari” lasceranno in eredità al futuro qualcosa di positivo che non dobbiamo dimenticare: la vita prima del Covid-19 scorreva via velocemente, ora invece si dipana lentamente, lasciandoci tanto tempo a disposizione!
Abbiamo così riscoperto valori che avevamo dimenticato o che, addirittura, non abbiamo fatto conoscere ai nostri figli. Si parla di legami veri e di affetti stabili: non ci sono giustificazioni. “Non ho tempo” è una frase “fuori tempo”!
Così la famiglia riacquista la sua centralità, i genitori riscoprono il loro ruolo e giocano con i figli per piacere e non per dovere, la cena non è più una corsa ad ostacoli, ma uno stacco voluto e cercato. Chi è solo per una scelta personale, in questo momento desidera qualcuno con cui comunicare e la solitudine si arricchisce di telefonate. Nei supermercati mancano farina e lievito e il pane fatto in casa non è più solo un racconto della nonna, diventa realtà dandoci la possibilità di abbandonare cibi precotti e gustare sapori antichi.
Noi siamo nati dopo la seconda guerra mondiale e quel periodo lo abbiamo conosciuto solo attraverso il racconto dei nostri genitori. Le paure, la presenza costante della morte, le file per comprare i generi alimentari che scarseggiavano, la gioia per la conquista delle piccole cose, la rabbia nei confronti di chi li aveva portati in quella situazione e il trionfo della fine della guerra, erano per noi che li ascoltavamo solo storie senza emozioni particolari.
Oggi stiamo vivendo la nostra guerra mondiale, non ci sono Paesi nemici, al contrario c’è solidarietà. Gli scienziati di tutto il mondo sono alleati per sconfiggere un nemico che non ha armamenti, ma che comunque ha dichiarato guerra all’intera umanità.
I nostri nipoti potranno raccontare di aver vissuto un periodo che sapeva di fantascienza, con persone simili ad astronauti che combattevano e morivano per far vincere la vita sulla morte, racconteranno di come mancava loro la scuola vissuta tra i banchi, obbligati a vedere amici e insegnanti sugli schermi del pc come personaggi delle serie televisive. Parleranno dei loro genitori che facevano la fila davanti ai negozi di alimentari, nonostante ci fosse merce in abbondanza. Potranno raccontare di aver visto immagini drammatiche di camion piene di bare che il nemico era riuscito a riempire.
Poi, come cimeli di guerra, faranno vedere le foto di quando non c’era distanziamento sociale e le persone si fotografavano in gruppo, i bambini si abbracciavano e baciarsi non era pericoloso.
La mia generazione allora non ci sarà più, ma il mio augurio, per quelle generazioni, sarà di finire il racconto con un lieto fine “poi un giorno trovarono il vaccino, la vita vinse la morte e tutto tornò come prima, anzi meglio di prima!

Due persone si salutano da una parte all'altra di una vetrata

Appuntamento al vetro

Sonia Bernardetta Sella da Vicenza

Commuoversi davanti alla foto che ritrae la gioia di affetti familiari, finalmente più vicini, dopo oltre due mesi di insopportabile, ma paziente, lontananza.

Un pianista suono al centro di Piazza dei Signori a Vicenza

Il pianista fuori posto

Sonia Bernardetta Sella da Vicenza

Ho avuto il piacere di incontrare Paolo Zanarella il primo sabato di marzo, in Piazza dei Signori a Vicenza. Ero appena uscita dall’antica pasticceria di Piazzetta Palladio e, trascinata dal suono del suo pianoforte a mezza coda, mi sono avvicinata a lui.
Già da quel mattino in centro città giravano poche persone. L’invito a limitare le uscite era stato più volte diffuso. Nei paraggi, c’erano una ragazza, una coppia di mezza età, un signore con un cane, e qualche turista in procinto di entrare in Basilica Palladiana a vedere “Ritratto di donna“, un’esposizione con dipinti di Ubaldo Oppi.
Finito di ascoltare Canone, che gentilmente aveva poi eseguito su mia richiesta, ho scattato qualche foto e curiosato tra le sue composizioni.
Detto “Il pianista fuori posto”, ama presentarsi nelle piazze, in montagna, nei più svariati luoghi, per donare la magia della musica ai passanti. Ha suonato anche sospeso nell’aria, sopra le acque del Canal Grande a Venezia. In questo periodo di quarantena si esibisce all’aperto, nel giardino della sua casa.
Nel 2010 gli è stato conferito il titolo di “Ambasciatore di Pace”.

In questi giorni incerti, per molte persone colmi di silenzi, ascoltare musica rilassa e rasserena.

Un gruppo di soci 50&Più ad Ortisei

Ricordi di "Incontri di Primavera"

Davide Carettoni da Varese

Dopo aver letto online le ultime notizie, il quotidiano e svolto il lavoro d’ufficio a casa, ora rammento i bei momenti che ci trovavano ai nostri “Incontri di Primavera” e li ricordo con alcune foto.

Sicuramente ci ritroveremo ancora tutti insieme nel 2021.

Viale Rimembranza a Vercelli

Passato, presente e futuro

Giancarlo Ferrero da Vercelli

Vercelli, Viale Rimembranza, 1 Aprile 2020

Quando fra una cinquantina di anni i nostri pronipoti, riordinando le vecchie cose sistemate in soffitta, troveranno questa fotografia, esclameranno sicuramente: “Non c’è nessuno per il Viale! Perché?” Poi un ricordo affiorerà nella loro mente: “2020! Ma certo, il Covid-19!” In quell’istante ricorderanno di aver letto un’accurata descrizione di questo virus sui testi di storia. Nel futuro saranno informati dai libri sulla nostra situazione attuale, che ci costringe ad osservare una lunga quarantena anti-pandemica. Allora capiranno che la salute è la cosa più importante, specialmente quando si diventa anziani. Il presente si avvale dell’esperienza del passato e serve come istruzione per il futuro.

Confucio diceva sempre: “Studia il passato se vuoi prevedere il futuro”. Andrà proprio così!

Una strada ciottolata

Resisti

Franca Desilvestro da Trento

Dalla piccola chiesa immersa nel verde della periferia di Trento escono due signore agitate ed evidentemente alla ricerca d’aiuto. Allungo il passo nella loro direzione e mi chiedono di telefonare al 118 perché in chiesa un signore si è sentito male.
Compongo il numero e un operatore, con voce gentile e chiara, mi chiede informazioni sull’indirizzo verso cui dirigere l’ambulanza e poi di descrivere lo stato della persona bisognosa di cure. A questo punto corro in chiesa e trovo un signore, all’incirca ottantenne, sdraiato sulle panche dei banchi attorniato dai pochi fedeli della messa mattutina. L’operatore del 118 mi indica al telefono come poter essere immediatamente d’aiuto e man mano che m’impartisce le azioni da compiere, procedo chiedendo collaborazione.
“Sollevate le gambe” è la prima indicazione. Ora l’operatore mi indica di prendere la testa tra le mani e portarla verso il torace, “azione che favorisce il respiro e evita il soffocamento” mi spiega sempre con voce tranquillizzante.
Il signore è ora con la sua testa tra le mie mani, il respiro è faticoso, gli occhi chiusi. L’operatore mi conferma che l’ambulanza è partita. Un ringraziamento reciproco ci autorizza a chiudere la conversazione. Guardo questo signore che non conosco e mi stupisco del fatto di essere qui con lui e averlo tra le mani. Mi sento preoccupata, ma calma!
Ad un certo punto apre gli occhi. Due occhi azzurri, che non dimenticherò mai, mi fissano intensamente. Avverto da parte sua parole non più pronunciabili che dicono: “Io vado”! Lo sguardo si fissa, gli dico: “Resisti” e sento un peso diverso tra le mani.
Entrano i soccorritori e lascio a loro il compito di riprendere, o lasciare in altre mani, questa vita.
Mi fermo tra i banchi e prego per lui e per la sua famiglia. Mi sento piccola e impotente. Il nodo in gola stringe forte e fa male, trattengo le lacrime. Una signora si avvicina e mi ringrazia con poche parole di gratitudine. A questo punto non riesco più a trattenere le lacrime e ci abbracciamo unendo la nostra umanità smarrita.

Le onde cancellano una scritta sulla sabbia

E la chiamano estate...

Luciano Ziarelli da Trento

Era l’estate del 1965 e così cantava Bruno Martino. E già, al solo sentirlo, pregustavamo giovanili e un po’ avventurose vacanze. Oggi avrebbe dovuto cambiare un po’ il testo, tipo: “senza te, d’accordo. Ma anche senza poter abbracciare i miei nipotini, mio padre e mia madre, senza poter vedere i colleghi di lavoro se non su qualche tipo di schermo e tanti altri cari amici.” E così via.

Il rito estivo speriamo si possa ripetere puntuale, ma la contabilità che amiamo chiudere prima di partire presenta quest’anno ammanchi incolmabili: migliaia di vite stroncate, spesso persone care a noi vicine, un’intera generazione di “vecchi” saggi e affettuosi nonni e bisnonni cancellata.

Senza avere ancora davvero capito quante e come se ne sarebbero potute salvare, di vite.

E non di soli segni “meno” è avvilita la nostra contabilità.

Dobbiamo, purtroppo, registrare più muri eretti e incomprensioni tra popoli vicini di casa, più incertezze e una conseguente maggiore instabilità, non solo economica. Fortuna che il quotidiano ci riscalda di eroi sanitari e di solidarietà creativa e variegata spesso inimmaginabile nella normalità.

Già, la normalità. Come sarà la nostra prossima normalità? E quanto potrà durare prima del prossimo attacco virale? Almeno gli americani, dopo la tragedia delle torri gemelle, sapevano chi era il nemico da combattere. Il nostro è invece un nemico invisibile e perciò più difficile da affrontare. Questa volta anche per gli americani.

Ma saranno comunque le nostre vacanze e, se possibile, cercheremo di viverle con la consapevolezza che, ancora una volta e nonostante tutto, andrà davvero tutto bene, e che ci aiuteranno a recuperare l’ottimismo della nostra determinazione.

“La chiamano estate” e scalda un po’ anche il cuore. E forse torneremo a sorridere. Magari ben distanziati e con mascherine d’ordinanza.

Buone vacanze!

Un uomo davanti ad un impianto radio

Stazione radio

Fiorino De Lazzari da Treviso

Gli hobby possono diminuire le distanze sociali senza rischi.

Primo piano di una rosa

La rosa

Antonietta Piana da Genova

Anche stando a casa cerco di mantenere vivi i miei due hobby: la fotografia e il giardinaggio.

Fotografo le rose che sbocciano sul terrazzo di casa e mi dedico ai lavori di giardinaggio primaverili, in attesa di poter incontrare di nuovo gli amici di 50&Più.

Un gruppo di amici mascherati per carnevale

Il carnevale

Dina Piperni da L'Aquila

Sembra cosi lontano, eppure era soltanto il 20 febbraio!!

Una serata passata in allegria con gli amici di 50&Più di Avezzano

Un uomo e un cane a passeggio nei boschi

Le gioie del cane

Guido Angelini da Genova

Chi mi conosce dalle Olimpiadi 50&Più, estive e invernali, può ben capire quanto mi pesa l’inattività; ma è sacrosanto farlo e si fa.

Certo avere un cane è un bel privilegio, in particolare in questo momento.
Così con l’esigenza della “sua” passeggiata si fa qualche uscita, purtroppo non sulle Dolomiti come nella foto, ma s’intende sempre sotto casa e per breve tempo!

Aneddoto del Lunedì di Pasqua: stamattina un’auto della polizia mi ha affiancato e un simpatico e gentilissimo agente, invece di chiedermi l’autocertificazione, mi ha detto: “Complimenti, ma di che razza è?”. Son soddisfazioni!

Dai, teniamo duro e ce la faremo. Ci saranno a Tokyo e ci rivedremo anche noi alle nostre Olimpiadi.

Il disegno di aquilone fatto da una bambina di 6 anni

Sogno

Sonia Bernardetta Sella da Vicenza

Ho sognato che ero un aquilone
veleggiavo nell’aria come un airone.
Fra cumuli e cirri giocavo a nascondino
nell’attesa del cielo turchino.
Baciato dal sole danzavo e
mille parole cantavo.
La notte, le amiche stelle,
mi narravano le fiabe più belle.
Quando al mattino mi sono svegliato,
già mi mancava quel mondo incantato.

Il disegno è opera di Benedetta, anni 6.

Un incrocio senza traffico

Pasqua 2020

Alfio Baraldi da Grosseto

La città è desolata e le strade sono vuote: intorno solo macchine parcheggiate.

Una nonna taglia i capelli al nipote

Una nonna "barbiere"

Evi Mayer da Padova

Dopo aver fatto pulizie di fondo in casa, sistemato armadi e cassetti, tagliato l’erba in giardino, cosa mi invento?

Il nipotino più piccolo ha in testa una criniera rossa degna di un leoncino ed ecco che la nonna si improvvisa BARBIERE!!!

Copertina del libro "Un battito d'ali" di Sveva Casati Modigliani

The butterfly effect, siamo ancora in tempo!

Simonetta Bertocci da Firenze

Sono già tanti giorni che siamo chiusi in casa per il coronavirus. All’inizio abbiamo sottovalutato la situazione poi, piano piano, si è fatta dentro una lenta presa di coscienza. Si alternano momenti in cui ci informiamo (“Tutto il virus minuto per minuto“) a momenti in cui si cerca di sdrammatizzare e ridere, scambiandoci battute e barzellette con gli amici, o stando fissi sui social.

Si vive in una realtà anomala, surreale. Ecco la frase ricorrente: “Muoiono solo i vecchi”. Questo fa avere a tutti “la rigidità della cervicale”, come dico io, e si diventa incapaci di guardarsi intorno. Noi anziani ci sentiamo in prima linea, impauriti, mentre i giovani sottovalutano il momento e pensano di essere immuni. Entrambi i comportamenti seguono poco le regole. I giovani con un impiego si buttano a capofitto nel lavoro (anzi, nello smart working)  e noi “maturi” a pulire la casa, a volte anche in modo ossessivo. Ma il collo piano piano riprende la sua mobilità e si comincia a girare la testa nelle varie direzioni: anche i giovani muoiono, intorno ci si rende conto che ogni anziano che muore non è solo un vecchio che ci lascia, ma un intero archivio che se ne va.

Avvicinandosi la Santa Pasqua mi voglio augurare e voglio augurare a tutti Voi di avere vissuto questo periodo come un effetto della Fata Morgana, quel fenomeno che si verifica in diversi luoghi nel mondo e si riferisce a distorsioni ottiche per le quali vengono fornite spiegazioni anche fantasiose.

Abbiamo sognato? Abbiamo sognato! Sì!

Le nostre pulizie, oltre che alle nostre case, le dovremmo fare ai nostri occhi, ai nostri cuori: togliere tutte le ragnatele, tutto quello sporco o quell’egoismo che ci impedisce di guardarci intorno, vedere chi ha bisogno di noi, senza falsi buonismi, senza ipocrisie.

Sì, siamo ancora in tempo per modificare con convinzione ogni nostra azione in funzione degli altri, per poter migliorare il nostro comportamento, per aiutare i più deboli. Convinti che il battito delle ali di una sola farfalla non si perda nel vuoto, pensando invece che il battito d’ali di una farfalla qui può provocare un tornado dall’altra parte del mondo.

Moltiplicando i nostri battiti d’ali, il nostro ottimismo, la nostra positività saremo sempre utili a noi stessi, ma soprattutto a chi ci sta intorno.

Buona Vita e auguri di Buona Pasqua a tutti!

La fotografia di due uomini abbracciati

A Gianfranco (Luce del mattino)

Giulio Rocco Castello da Salerno

Prima di sera il fiato spegne il suo dolore
Istanti di tempeste che si perdono in lacrime d’amore,
troppo breve il tuo spazio
intrappolato dalle attese di preghiere.
E ci percorre un’immagine, un segno
la luce dei tuoi occhi che vogliono speranze
da chi perduto nel suo cosmo
dispensa suoni d’illusione.
E cosa opporre al bruto male
che consuma il vaso di parole
quando scende il buio del silenzio
a ficcare lame nel tessuto
e sgretolare le cellule del cuore.
Da me ascolterai parole senza senso
ti parlerò di sogni artificiosi
della voglia di afferrare stelle
e lanciare gli aquiloni per conquistare il cielo.
E scende la sera per rubare
l’anima e la luce del mattino.

Un selfie di due donne

Più tempo per i propri cari

Lucia D'Abarno da Roma

La giornata è strutturata in maniera essenziale: il lavoro a computer, le faccende domestiche arretrate, le interminabili file.

Si ritrova anche molto tempo da dedicare ai propri cari: i rapporti sono essenziali.

Mi dedico a tutte quelle attività in cui prima non riuscivo ad essere continuativa: lettura e scrittura, arte, ma anche la cura delle piante che ritengo indispensabili. Molti documentari e film.

Il primo piano di uomo

Un caloroso augurio

Francesco Lancini da Brescia

Dopo aver trascorso oltre 4 settimane di clausura fra soggetti qualificati come sintomatici, finalmente posso dire di essere tra i fortunati che hanno schivato il ricovero ospedaliero.

Per chi si trova ancora in stato di sofferenza nella propria abitazione auguro una rapida guarigione.

Un augurio di Buona Pasqua a tutti i soci 50&Più della provincia di Brescia e dell’Italia intera e un abbraccio virtuale!

Paesaggio dell'Altopiano delle Montagnole, Vicenza

L’Altopiano delle Montagnole

Sonia Bernardetta Sella da Vicenza

E’ domenica e mi manca l‘escursione all’aria aperta.
Sono a casa nel rispetto delle disposizioni imposte con Decreto Ministeriale, riferite alle limitazioni di spostamento delle persone fisiche all’ interno del territorio nazionale, dovute al diffondersi del Covid-19.
In primo luogo desidererei andare in montagna, per godere i suoni e la bellezza della natura , fare moto e respirare aria pura. Con gli amici sarebbe bello ritornare a Recoaro Mille e ripetere lo stesso tragitto di gennaio, raggiungere i luoghi della foto, lontano dalle polveri sottili e dalla cappa che sovrasta la pianura. Partire tutti insieme, viaggiare per poco più di un’ora d’auto, con arrivo al parcheggio a fianco della seggiovia, attualmente in disuso, che un tempo portava i turisti a Monte Falcone. Indossare gli scarponcini e lo zainetto e poi camminare per immergerci nell’Altopiano delle Montagnole. Seguire il Sentiero dei Grandi Alberi, circondati da pascoli, boschi di abeti, pini, faggi, tigli, frassini e qualche ciliegio. Cantare allegramente, raccontarsi, ammirare il paesaggio e immortalarlo con delle foto. Una breve sosta in una malga per l’acquisto di un ottimo formaggio preparato con cura dal casaro, come ai vecchi tempi . Dirigersi verso un rifugio per gustare un buon piatto di gnocchi con la fioretta, carne alla brace e, per i più golosi, finire con assaggi di dolci casalinghi e un caffè rigorosamente fatto con la moka. Poi, senza fretta, pensare al tragitto di ritorno, magari con qualche deviazione, per smaltire l’appetitoso e abbondante cibo.

Decorazioni su giubbotto di pelle

Giacche da motociclisti

Andrea Sabatini da Pistoia

Oltre a fare molti lavoretti domestici, ho anche dipinto dei giacchetti da moto per me e gli amici!

Una coppia in uno scatto del 1967

Ricordi fotografici

Marina Fanfani da Roma

Nell’attuale emergenza che preclude le uscite e le distrazioni, diamo presenza al tempo passato affinché non sia tempo perduto.

Esponiamo le fotografie. Più indietro si riesce ad andare con i ricordi, più la nostra vita si estende.

Foto scattata nel giugno 1967

Panorama del lago di Chiusi

Lago di Chiusi

Paola Lai da Siena

Il Lago di Chiusi è un “lago del cuore” per me, un luogo dove la magia etrusca è nell’aria.

Invito tutti a visitarlo, così come la città di Chiusi: piena di bellezza.

Una foto della villa palladiana "La Rotonda"

Villa "La Rotonda"

Sonia Bernardetta Sella da Vicenza

Resto a casa e sfoglio vecchi album, ricordo di escursioni nella natura e vacanze.
Nella foto: “La Rotonda”, villa veneta palladiana, patrimonio dell’Umanità, immersa nell’incanto della primavera, ma sovrastata da grigie nubi.
L’immagine mi rimanda all’attuale situazione che stiamo vivendo: noi in primavera, allarmati, isolati e assediati da un invisibile nemico.

Un uomo annaffia le piante nel suo giardino

Sapremo ricominciare

Antonio Fanucchi da Lucca

Oggi, dopo tanti giorni, sono di nuovo in forma e mi dedico alle piante che hanno sofferto con me.  Diamo acqua agli assetati!!!
Penso ai miei amici, a tutto il mondo 50&Più: so che sconfiggeremo anche questa “bestia” e sapremo dare il buon esempio per ricominciare!

Lucca c’è!

Il fotogramma di una videoconferenza

Le riunioni 50&Più

Gabriele Sampaolo da Roma

Riguardando questa foto sento la nostalgia delle nostre riunioni.

Il dipinto di una donna tra le nuvole

Tra libri e pennelli

Francesca Benati da Bologna

Durante queste giornate passo il mio tempo leggendo e dedicandomi alla pittura.

Una coppia davanti ad un lago

Ricordi di Scozia

Biancamaria Guadagnini da Roma

In questo tempo in cui siamo chiusi in casa, riguardo la nostra foto scattata durante il viaggio in Scozia.

Quella terra ai confini del mondo mi fa di nuovo respirare e penso che ce la possiamo fare.

Aquiloni nel cielo

L'aquilone e il mare

Annalisa Gritti da Como

I giorni in casa passano comunque. Ci si organizza: si parla al telefono, si cambiamo notizie, scherzi, giochi. E per fortuna ci sono i social!

Il sacrificio non è grande come l’incertezza sull’immediato futuro e lo sconcerto per il “dopo virus”. Molta più apprensione per il segno che questa brutta esperienza lascerà sui nostri giovani.

Ammirando questa foto spero in bene: l’aquilone e il mare, simboli di libertà e speranza.

Primo piano di una donna in bianco e nero

Esserci

Roberta Davani da Roma

La casa, quel luogo dove ti senti sicura e protetta.

Guardi fuori e pensi che tutto questo sacrificio, l’impossibilità di uscire per la spesa o per una passeggiata, la lontananza dai tuoi cari e dal mondo, dal lavoro, ci porterà ad essere e ad esserci.

Un gruppo di uomini davanti ad una torta

Quel pranzo sociale del 2016

Alberto Succi da Ferrara

Visto i divieti di circolazione l’invito a rimanere a casa deve valere per tutti.

Qualche minuto passato al computer oggi mi ha permesso di ritrovare questo ricordo: un pranzo sociale del consiglio 50&Più di Ferrara, anno 2016, in cui mi ero misurato ai fornelli vestendomi addirittura da cuoco.

Purtroppo qualcuno ci ha lasciato nel frattempo e questo mi rattrista, ma rimangono i bei ricordi in attesa di tornare alla normalità e ritrovarci ancora.

#andràtuttobene

Un cielo e un volto

Zefiro, il vento caldo dell'Ovest

Maria Flora Cocchi da Arezzo

Lavoro molto al computer con le mie foto e questa è una di quelle.

Il titolo è “Arriverà Zefiro“: il vento caldo dall’Ovest “che il bel tempo rimena”, diceva Petrarca.

E ci libererà dal virus.

Una signora alle prese con il trasloco

Il trasloco...mancato

Ermelinda Notari da Salerno

A me piace stare in casa e sperimentare nuove ricette.

Peccato non poterlo fare al massimo causa (mancato) trasloco!

#noicelafaremo

Un pesce sul tavolo

Il pesce in cucina

Maurilio Motta da Alessandria

Pulire casa come mai fatto prima, leggere, rimanere informati ascoltando le ultime notizie e poi….cucinare!

Una donna a passeggio in bicicletta

Andrà tutto bene

Maria Teresa Rigamonti da Lecco

Io sto in casa e rispetto le regole!

Tutti i giorni faccio ginnastica mattutina in cortile con la mia bicicletta, poi mi dedico alla lettura e alla mia famiglia: sono molto felice.

#andràtuttobene

Una donna fa yoga

La ginnastica

Cinzia Morini da Parma

In questi giorni ho pulito a fondo la casa (non è mai avuta così lucida!), poi leggo, scrivo e faccio mascherine. Faccio anche ginnastica e spero che la normalità torni al più presto.

Mi manca la libertà di viaggiare e vedere il mondo!

Una donna davanti ad un cartello

Le foto delle vacanze

Ivana Buschi da Piacenza

Le mie giornate passano tra la cucina, le uscite con i cani in giardino, qualche partita di burraco su internet e piccolissime passeggiate attorno a casa.

Ma soprattutto riguardo le foto delle vacanze trascorse con il mio compagno e gli amici.

Un colombo nel nido

Il ritorno

Simonetta Bertocci da Firenze

Tre anni fa abbiamo trovato in terrazza, in un punto un nascosto tra il motore dell’aria condizionata e una serie di piantine grasse,  due colombi dal collare che avevano fatto il nido in nostra assenza.  Con fare circospetto abbiamo controllato la situazione e ci siamo accorti che i due colombi non solo avevano preso possesso della zona, ma avevano anche depositato sei uova. Così, non volendo sfrattare i nostri “inquilini”, abbiamo assistito alla schiusa: i pulcini, dapprima completamente glabri, si sono coperti prima di una soffice peluria e poi di piccole penne. La cosa ci faceva sentire felici e, di tanto in tanto, controllavamo la situazione. In breve tempo i pulcini sono cresciuti al punto da provare i primi voli fino a che un bel giorno hanno abbandonato il nido seguiti dai genitori. I giorni successivi abbiamo provato una vera e propria “Sindrome del nido vuoto”, ma poi, pian piano, ci siamo dimenticati dei colombi dal collare.

Esattamente un anno dopo un’altra coppia è arrivata e ha preso possesso di quella vecchia dimora, facendo qualche modifica per personalizzare il proprio nido d’amore.

La sorpresa si è ripetuta anche quest’anno: il fatto che una coppia di colombi dal collare sia tornata a farci compagnia ci fa sentire allegri. In tempi di Coronavirus è molto positivo e ottimista pensare che sei stato scelto perché offri un posto tranquillo, perché dai sicurezza. In fondo è la vita che continua e dobbiamo imparare a farne tesoro!

Un'insegnante al computer con i propri studenti

Le lezioni da casa

Carla Seri da Arezzo

Sono un insegnante di lettere presso la Scuola Media “Piero della Francesca” di Arezzo e da due settimane la mia professione è radicalmente cambiata a causa dell’epidemia da Coronavirus.

Con l’aiuto della tecnologia riesco, tutte le mattine, ad insegnare ai miei alunni: un appuntamento importante, ma quello che manca a me e ai miei ragazzi è il rapporto umano.

Comunque in questo momento di difficoltà noto con piacere che i miei alunni sono più attenti e più concentrati sulle richieste che ricevono.

Copertine di album di musica rock

Racconti dal futuro

Ferrero Giancarlo da Vercelli

Con l’accompagnamento di buona musica rock in questi giorni scrivo racconti di fantascienza, il mio hobby preferito.

Ecco come mi sono immaginato una scena futura: fra 50 anni, nel 2070, le Olimpiadi della nostra Associazione si terranno su Marte. I pronipoti di tutti noi saranno sicuramente presenti e, mentre parleranno tra loro, qualcuno esclamerà: «Guardate! Ecco gli spiriti dei nostri bisnonni, vicino a quel cratere laggiù! Ci stanno dicendo: “Forza ragazzi! Mai arrendersi!”»

Un bambino sul terrazzo e la cupola di San Pietro

Famiglia a distanza

Franca Fiordalice da Roma

Vivo a Roma in un palazzo di cinque piani: al secondo abita mia figlia con i suoi tre figli, mentre al quinto ci siamo io e mio marito e sul nostro stesso pianerottolo c’è anche mio figlio con altri tre bambini. Ho sette nipoti in tutto e Michele, il più piccolo, vive con sua mamma (l’altra mia figlia) e il papà in una palazzina in fondo alla nostra strada.

Fortunati ad essere tutti vicini fino ad una settimana fa: adesso ci vediamo solo su Skype e con Michele ci facciamo “ciao” da lontano. Il saluto viene sempre preannunciato dallo sventolio di una bandiera bianca!

La cosa che ci unisce di più è la canzone in programma alle 18. Se facciamo attenzione possiamo sentire perfino le altre figlie che alzano al massimo il volume degli altoparlanti coinvolgendo la via adiacente!

La domenica, poi, mangiamo tutti insieme: mettiamo a tavola le nostre pietanze, le fotografiamo e le inviamo agli altri tramite Whatsapp.

Finirà, ne siamo certi, ma per ora restiamo a casa!

Un bel giardino curato

Giardinaggio

Franco Bonini da Piacenza

Io sto in casa e rispetto le regole.

Mi dedico al giardinaggio al bricolage e alla lettura, così facendo sono sicuro che tutto passerà.

Una donna con un libro

Libri e pizza

Emilia Mastrangelo da Caserta

Di giorno in terrazza con un buono libro e di sera a casa con una buona pizza!

Surfinie in fiore sul terrazzo

Le surfinie

Brigida Gallinaro da Genova

Io, per abitudine, non sto mai ferma e ho sempre da fare: ieri, ad esempio, ho fatto il pane e questa mattina ho preparato il pranzo con un po’ di fantasia.

Mentre ascolto la radio che passa le canzoni della mia gioventù, vado a dare uno sguardo alle mie surfinie che timidamente cercano di fare capolino davanti ai primi raggi del sole.

Libri in disordine

La libreria di famiglia

Vera Falcone da Roma

In tempi di Coronavirus si riordina, dopo 40 anni, la libreria di famiglia.

La sorpresa è stata di riscoprire libri scolastici che suscitano emozioni e anche libri di un certo valore, da tempo dimenticati.

Una coppia a tavola

I progetti futuri

Daniele Rubboli da Bolzano

A casa non ho un momento libero! In questi giorni sto scrivendo un nuovo libro e programmo le attività per il futuro.

Tra un lavoro e l’altro mi occupo anche della cucina e preparo pranzo e cena tutti i giorni, mentre mia moglie legge innumerevoli libri e si occupa delle pulizie.

Questo tempo libero “forzato” mi sta dando la possibilità di pensare a tanti bei progetti!

Un uomo e un cane davanti alla scacchiera

Tempo di qualità

Claudio Salmaso da Venezia

In situazioni come queste #noirestiamoacasa!

È importante spendere del tempo di qualità con chi si ha vicino.

Un giardino fiorito

Primavera

Vincenzo D'Amuri da Lecce

La mattina trascorro il mio tempo in giardino con i miei due gattini.

La sera mi dedico alla ricerca di notizie per 50&più, allo studio della chitarra classica e al tennis da tavolo.

Un piatto di porcellana decorato a mano

Hobby contro la noia

Renato Zampieri da Brescia

In questi giorni decoro porcellana, disegno, mi occupo della “scrittura” di icone, ma leggo anche e mi diletto in costruzioni e riparazioni hobbistiche.

Io RESTO A CASA, ma non mi annoio!

Un orto arato

L'orto

Lucio Lupini da Perugia

Oggi, dopo l’uscita con il mio cane, ho anticipato i classici lavori nell’orto: ho zappato ed arieggiato per preparare il terreno alle piantagioni future.

Fiori gialli sul davanzale

Un silenzio condiviso

Lidia Passante da Brindisi

Il silenzio e il sole là fuori accompagnano le mie giornate.

È un silenzio condiviso, è un silenzio nazionale, regionale, cittadino, è un silenzio che unisce e ci rafforza nell’intento di superare questo momento così difficile.

Una donna davanti ad una libreria

Tra sport e lettura

Cristiana Bianchi da Torino

Non sono una sportiva, ma in questi giorni faccio pilates, qualche pulizia, riordino le foto e gli armadi.

Sono presa dalla scrittura di un racconto al computer, ma soprattutto dalla lettura di tanti libri!

Una donna in primo piano sorride

Voglia di ridere

Simonetta Bertocci da Firenze

Dopo colazione si lavora al programma 50&Più Firenze per il 2020/21: in questo momento dedicarsi a fare programmi futuri non è solo un modo per tenere occupata la mente, ma uno sprone ad essere ottimisti.

Andrà tutto bene se seguiamo le regole!

Anche rimanere collegati, scambiarsi vignette o filmati al cellulare è un bel modo per continuare a sorridere e a ridere di cuore. Insieme, uniti.

Un uomo lavora al computer

Un canto per reagire

Andrea Colucci da Roma

Siamo costretti a stare in casa, ma ci organizziamo al meglio la giornata. Lettura e gestione della posta, collegamento in skype con i colleghi, telefonate continue, messaggi whatsapp e sms: tutto questo è il telelavoro!

Ma attendiamo le 18 per cantare insieme “Azzurro”, “Volare” e l’immancabile “Inno d’Italia”. Urliamo, suoniamo e cerchiamo lo sguardo del nostro vicino di casa, il dirimpettaio del condominio, e per la prima volta gli diamo un volto: non è più un estraneo.

I canti che risuonano nelle strade hanno un comune denominatore: la voglia di reagire e di gridare #noicelafaremo

Caffè e biscotti

Caffè e biscotti

Paola Lai da Siena

Quando i miei adorabili gattini mi svegliano all’alba, sono solita prendere il caffè mentre contemplo i raggi del sole nascere.

Ieri ho fatto i biscottini al rosmarino seguendo una ricetta di Martha Stewart e questa mattina sono stati il giusto contorno al mio caffè.

Un medico durante l'emergenza Coronavirus

Solidarietà e vicinanza

Anna Maria Paulis dall'Ospedale "Sandro Pertini" di Roma

Questa sono io questa mattina, domani si torna in turno.

Il mio lavoro in questo momento particolare è tensione, ma anche solidarietà e vicinanza psicologica, anche se non fisica.

In questi giorni lavoro con la paura, ma sento anche tanta vicinanza con i pazienti, i colleghi, gli infermieri e tutto il personale.

Una donna mangia una fetta di torta

Dolcezza in compagnia

Laura Dotti da Roma

Che bello passare il tempo a casa con “dolcezza” e in compagnia della mia mamma, ma sempre nel rispetto delle regole.

Prima di cucinare mi sono lavata le mani e ho sempre mantenuto il metro di distanza!

#rispettiamoleregole #noicelafaremo

Una distesa di cappelletti fatti in casa

Amore per la cucina

Beatrice Mengozzi da Forlì-Cesena

Se c’è una cosa che mi ha sempre rilassato è la cucina. Non quella frettolosa dove metti insieme due cose dopo il lavoro giusto per nutriti, ma quella lenta, fatta con amore, mentre ascolti un po’ di musica e pregusti la gioia negli occhi di chi sta per mangiare un pasto creato interamente da te.

Quel tipo di cucina mi rende felice e con il tempo a disposizione posso cucinare qualunque piatto!

Un tavolo d'epoca lucidato

"Pulizie di Pasqua"

Brigida Gallinaro da Genova

Avendo tanto tempo a disposizione ho iniziato a fare le “pulizie di Pasqua”.

Lucido i mobili con la cera apposita, cucino di tutto e al pomeriggio, dopo un po’ di tv, faccio giardinaggio. La giornata passa in un baleno!

Nel frattempo seguo il mio gruppo Whatsapp di fedelissimi Soci con cui scambio tantissime idee.

Un appassionato di pittura e il suo dipinto

La pittura

Gabriele Russo da Forlì-Cesena

In questo periodo ho avuto modo di riscoprire una passione abbandonata da tempo: la pittura.

Mi sono cimentato in alcune tecniche, ma questa natura morta in bianco e nero ha trovato un posto d’onore tra i quadri appesi nel mio soggiorno.