In Polonia lo scontro tra governo e presidente della Repubblica è arrivato ai cancelli della Corte costituzionale. L’esecutivo di Donald Tusk ha schierato la polizia attorno al palazzo, il capo dello Stato, Karol Nawrocki, poco dopo mezzanotte ha forzato l’ingresso.
Quest’anno il parlamento ha scelto otto nuovi giudici del Tribunale, che ne conta 15, abbastanza per dare la maggioranza ai candidati della coalizione di governo. Nawrocki, eletto nel 2025 con l’appoggio del partito nazional-conservatore Diritto e giustizia, il PiS, ne ha fatti giurare solo tre. Gli altri cinque hanno giurato in parlamento, senza di lui, e il presidente della Corte, Bogdan Święczkowski, eletto giudice negli anni del PiS, li ha lasciati fuori dalla porta.
Il 30 ottobre una di loro, Anna Korwin-Piotrowska, si è dichiarata presidente facente funzioni in quanto giudice più anziana e ha sospeso per un mese Święczkowski e il suo vice. Per i vertici della Corte lei non è nemmeno un giudice. La polizia ha circondato l’edificio e ha impedito al presidente sospeso di entrare. Nawrocki ha fatto invertire la rotta all’aereo che lo portava in Senegal ed è andato dritto alla Corte, dove è passato spingendo i magistrati che gli sbarravano la porta. “Voi non siete giudici del Tribunale costituzionale”, ha detto loro. Fuori i sostenitori del PiS gridavano al colpo di Stato, tre persone sono state fermate. Il ministro della Giustizia, Waldemar Żurek, ha chiesto di revocare l’immunità a Święczkowski.
Da quando è tornato al potere, alla fine del 2023, Tusk ignora le sentenze del Tribunale, perché la Corte di giustizia dell’Ue e la Corte europea dei diritti dell’uomo hanno stabilito che con le nomine fatte dal PiS, al governo dal 2015 al 2023, il Tribunale aveva perso la sua indipendenza. Dalla sua parte c’è anche la Commissione di Venezia, l’organo consultivo del Consiglio d’Europa, per cui il presidente deve far giurare senza ritardo i giudici scelti dal parlamento, mentre a maggio Strasburgo ha chiesto in via d’urgenza di ammetterne quattro. Tusk ripete che la soluzione è una e semplice: il presidente deve riconoscere i giudici nominati dal parlamento. Nawrocki ribatte: chi non ha giurato davanti a lui non è un giudice. Poi accusa il primo ministro di voler prendere il controllo politico della Corte.
Questo non è il primo braccio di ferro tra i due. Nawrocki si è insediato nell’agosto 2025 e da allora ha posto oltre 40 veti alle iniziative dell’esecutivo, un vero record nella storia del Paese. La coalizione guidata da Tusk non ha i voti necessari, i tre quinti dei deputati, per superare i veti presidenziali. A marzo Nawrocki ha bloccato la legge sui prestiti europei per il riarmo: 44 miliardi di euro. La Polonia è il Paese che si arma più in fretta di tutta l’Ue e ha ottenuto quasi un terzo di tutti i prestiti che Bruxelles ha messo a disposizione della difesa degli Stati membri. Per continuare nella traiettoria di crescita dell’esercito il governo Tusk ha ricevuto i soldi europei ed è andato avanti con semplici delibere. Dal palazzo presidenziale è arrivata l’accusa di aggirare la legge. Le elezioni politiche sono previste per l’autunno 2027. Fino ad allora ogni legge votata dal parlamento resta appesa alla firma di Nawrocki.