SpaceX, l’azienda di Elon Musk, ha ridotto il servizio satellitare usato dall’esercito ucraino. I terminali Starlink perdono il collegamento sopra i 160 chilometri orari e restano in vigore limiti su Starshield, la versione militare della rete. Kiev parla di missioni con i droni annullate. Musk ha scritto che Starlink è un servizio commerciale riservato a usi civili o difensivi, mentre le restrizioni su Starshield spettano all’esercito americano e in ultima istanza al presidente Donald Trump. Starlink conta oltre 11mila satelliti in orbita a circa 550 chilometri dalla Terra. Con un’antenna portatile garantisce la connessione anche dove le reti a terra sono assenti o distrutte. In Ucraina sono attive almeno 50mila di queste connessioni. In gran parte pagate dalla Polonia, servono a collegare i reparti ai comandi e a pilotare i droni da lontano. L’operatore guarda le immagini della telecamera di bordo e manda i comandi passando dallo spazio. Le frequenze radio tradizionali i russi le disturbano con la guerra elettronica, ma il collegamento satellitare è molto più difficile da oscurare.
Il primo tetto nell’utilizzo della tecnologia di Musk risale a inizio anno, quando i russi avevano montato antenne Starlink sui loro droni d’attacco per colpire treni e convogli dietro le linee ucraine. SpaceX e Kiev crearono allora una lista di terminali autorizzati e un limite di 90 chilometri orari. La nuova restrizione pesa invece sugli intercettori ucraini, i droni che danno la caccia ai droni kamikaze russi a reazione, capaci di superare i 300 chilometri orari. Serhiy Beskrestnov, consigliere di Volodymyr Zelensky per le tecnologie militari, considera Starlink lo strumento più efficace per fermarli.
Dagli Stati Uniti l’Ucraina riceve anche l’allerta sui lanci di missili balistici, le informazioni sui movimenti di aerei e navi russe e le immagini per colpire obiettivi in profondità in Russia. Nel marzo dello scorso anno Trump sospese il flusso per alcuni giorni e Kiev si appoggiò alle immagini della società finlandese Iceye, mentre la Francia si offrì di condividere i propri dati. A metà ottobre due attacchi balistici su Kiev sono arrivati senza preavviso. Per il primo gli statunitensi hanno dato la responsabilità al maltempo per la mancata allerta “missile in arrivo”. Secondo il media americano Axios, uno dei più informati sui processi interni alla Casa Bianca, gli inviati di Trump avrebbero minacciato una nuova sospensione della condivisione d’intelligence. La richiesta di Washington: l’Ucraina deve smettere di colpire le raffinerie russe, che il presidente accusa di far salire il prezzo del gasolio. Un funzionario americano ha smentito. Senza la guida del Pentagono, Kiev ha informazioni ridotte su dove colpire all’interno della Federazione russa.
Alcuni paesi europei, come Francia, Germania e Italia, hanno satelliti militari propri, ma per la ricognizione e l’allerta strategica i governi del continente si sono sempre appoggiati agli statunitensi. La Germania ha messo in bilancio 35 miliardi di euro fino al 2030 per la sicurezza nello spazio e nuove costellazioni. L’Italia ha trattato con SpaceX, senza firmare, e aspetta per il 2028 i 18 satelliti militari di Leonardo. Il progetto comune è Iris2, 290 satelliti da 10,6 miliardi di euro con il centro di controllo principale al Fucino, in Abruzzo. I primi servizi per i governi sono attesi nel 2029, la piena operatività nel 2030. La prima previsione era di attività a regime per il 2027.