In una sola giornata: quasi 2mila studenti fermati e oltre 300 tra poliziotti feriti. Giovedì primo ottobre la protesta dei licei francesi ha toccato il suo punto più alto. Il sindacato Union étudiante conta anche trenta di campus universitari bloccati. Secondo il ministero dell’Educazione nazionale venerdì c’erano ancora 564 istituti coinvolti da blocchi o disordini, mentre i prefetti vietavano i raduni davanti alle scuole chiuse.
Protesta degli studenti in Francia: le motivazioni
La protesta è esplosa nell’ultima settimana di settembre. Da tempo gli studenti francesi denunciano classi sovraffollate e cattedre scoperte. Gli universitari si sono uniti contro la legge di bilancio per il 2027, che punta a 54 miliardi di euro di risparmi. La stessa legge finanziaria prevede il congelamento degli aiuti all’affitto. Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, ha denunciato “una violenza sfrenata”. Il primo ministro, Sébastien Lecornu, ha convocato un tavolo di crisi e ha poi accusato, in un comunicato: “una manovra organizzata dalla France insoumise e dai suoi satelliti dell’ultrasinistra”. Manuel Bompard, coordinatore del partito, ha replicato additando il governo di fare complottismo.
Lo scontro arriva a pochi mesi dalle presidenziali, il primo turno si terrà il 18 aprile. Nel 2027 molte grandi nazioni europee, Italia compresa, andranno al voto. Ma il risultato di Parigi è quello che più potrebbe alterare gli equilibri dell’Ue. A luglio è tornata in corsa Marine Le Pen, leader di Rassemblement national, l’estrema destra francese. Condannata per l’appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo, ha fatto ricorso e la Corte d’appello ha ridotto la pena di ineleggibilità. Il sondaggio di metà settembre realizzato per Le Monde la dà al primo posto. In quattro scenari su sei arriva con lei al ballottaggio Jean-Luc Mélenchon. In un eventuale ballottaggio contro Mélenchon, lo stesso sondaggio attribuisce a Le Pen il 69% contro il 31%.
Mélenchon, 75 anni e alla quarta candidatura, gioca la sua partita per arrivare al ballottaggio. Deve superare Raphaël Glucksmann, candidato della sinistra moderata, e un centro diviso tra Édouard Philippe e Gabriel Attal, entrambi ex primi ministri.
Le manifestazioni offrono a Mélenchon l’occasione di consolidare il consenso tra giovani e studenti. Ha chiesto di supportare le proteste programmate, da liceali e universitari, per martedì 6 ottobre. In piazza ci sarà la base su cui conta di costruire il sorpasso. Ha poi preso le distanze dagli scontri: appiccare il fuoco non serve a niente. Immediata la reazione di Le Pen che lo ha accusato di avere una pesante responsabilità nelle proteste violente. E dal centro Attal gli ha intimato di non usare i ragazzi come “carne da cannone politica”.