Vai al contenuto
19 settembre 2026
Spazio50
  • Attualità
  • Cultura
  • Sociale
  • Economia
  • Politica
  • Esteri
  • Ambiente
  • Sport

Ambiente

‘È stata la mano dell’uomo’, il Report 2026 del WWF sugli incendi

Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia sono state le regioni più colpite. Ci sono stati dei roghi che hanno interessato anche il Nord

‘È stata la mano dell’uomo’, il Report 2026 del WWF sugli incendi
Adam Avant per Shutterstock
Ilaria Romano|18 settembre 2026|16:43

Dall’inizio dell’anno, con una concentrazione nel periodo estivo, 110 mila ettari in Italia sono letteralmente andati in fumo, con un aumento degli incendi del 133% rispetto alla media degli ultimi vent’anni. Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia sono state le regioni più colpite, ma ci sono stati dei roghi che hanno interessato anche il Nord, e in particolare il Piemonte e il Friuli-Venezia Giulia. Nel 95% dei casi, ad innescare il fuoco è stata l’azione, dolosa o colposa, dell’uomo.

Il Wwf ha fatto il punto sugli incendi nel 2026, mettendo a confronto il nostro paese e l’Europa, e provando ad analizzarne cause, conseguenze e misure da intraprendere per prevenire e contrastare questi eventi estremi.

«Ciò che abbiamo riscontrato è che in estate gli incendi hanno cominciato a interessare anche il Nord – spiega Edoardo Nevola, responsabile Foreste di WWF Italia – mentre finora in queste zone si verificavano più frequentemente durante la stagione invernale. Anche a livello europeo c’è stato un cambiamento, e un paese come la Francia, che storicamente non era coinvolto da roghi, quest’anno è stato colpito come Spagna, Grecia, Portogallo e Italia.»

Cause dirette e indirette

Se le cause dirette sono quasi sempre di origine antropica, quelle indirette riguardano i cosiddetti fattori predisponenti, come le temperature sempre più elevate, i prolungati periodi di siccità e le ondate di calore che seccano la vegetazione rendendola maggiormente combustibile.

«Se parliamo dell’innesco, a parte una piccolissima percentuale di incendi causati da fulmini, l’uomo è sempre il responsabile – continua Nevola – per volontà oppure senza una reale intenzione dolosa, perché magari tenta di bruciare residui vegetali e le fiamme sfuggono al controllo per il troppo vento o per la vicinanza ad aree boschive. Certamente l’assenza di precipitazioni per lunghi periodi e altri fenomeni legati al cambiamento climatico facilitano la propagazione e ostacolano lo spegnimento. E non di rado accade che alcune aree continuino a bruciare per giorni, fino all’arrivo delle piogge.»

Le conseguenze di un incendio

Oltre all’impoverimento della sostanza organica contenuta nel suolo e alla perdita inestimabile di biodiversità, anche gli incendi immettono Co2 nell’atmosfera, alimentandosi del cambiamento climatico e contribuendo allo stesso tempo ad alimentarlo. Secondo i dati riportati nel Rapporto 2026 del Wwf, si stima che in una stagione media di incendi nell’Unione Europea vengano rilasciate circa 20 mega tonnellate di anidride carbonica, una quantità pari ad un terzo delle emissioni annuali dell’aviazione internazionale.

Sempre più spesso, poi, sono colpite le zone in cui la vegetazione incontra gli insediamenti urbani, le cosiddette aree urbano-rurali, che presentano costruzioni in prossimità dei boschi, con un rischio diretto per la salute e la sicurezza delle persone, oltre a un danno economico immediato e di lungo periodo.

Prevenire e sensibilizzare

Rendere le aree verdi eterogenee, con la compresenza di specie arboree differenti, può aiutare a prevenire la propagazione rapida degli incendi, e la presenza di alberi di grandi dimensioni rende le zone boschive meno vulnerabili alle fiamme, perché favorisce il mantenimento di un microclima forestale più umido. Si possono anche prevedere i cosiddetti viali tagliafuoco per interrompere la continuità della vegetazione, purché siano correttamente valutati e pianificati.

«L’altro aspetto fondamentale è la sensibilizzazione della società civile – dice Nevola – e come Wwf portiamo avanti diversi progetti in cui cerchiamo di trasmettere delle buone pratiche che possano essere usate sul territorio. Ad esempio, molti incendi avvengono nel tentativo maldestro di bruciare i residui vegetali, si possono fornire suggerimenti e alternative per questo tipo di smaltimento. Ovviamente, oltre alla prevenzione bisogna lavorare anche a livello di legislazione. In Italia abbiamo la legge quadro 353 del 21 novembre 2000, che disciplina la previsione, la prevenzione e la lotta attiva contro gli incendi boschivi. Noi di Wwf, insieme ad altre organizzazioni, abbiamo proposto una revisione di questa legge nel 2021, con alcune misure come quella che vieta il cambio di destinazione d’uso di un suolo prima dei 15 anni, se sia stato interessato da un incendio. Il problema non è la mancanza di leggi, ma la difficoltà di applicazione delle stesse: ad esempio tutti i Comuni d’Italia dovrebbero aggiornare il catasto degli incendi, per favorire i controlli sui terreni e avere una mappatura completa e sempre attuale dei territori in cui si siano verificati dei roghi. Il Portogallo, dopo la morte di centinaia di persone a causa degli incendi, ha scelto di destinare il 60% del budget alla prevenzione e questo ha significato non solo evitare nuovi eventi ma anche risparmiare in termini economici, innescando un circolo virtuoso possibile.»

@ Riproduzione riservata

Potrebbero interessarti

La terra ferita: il costo ambientale dei conflitti moderni

La terra ferita: il costo ambientale dei conflitti moderni

Gas serra e fioriture precoci. L’impatto del riscaldamento globale sul nostro respiro

Gas serra e fioriture precoci. L’impatto del riscaldamento globale sul nostro respiro

Un burger è solo un disco di carne? La rivoluzione vegetale scuote Bruxelles

Un burger è solo un disco di carne? La rivoluzione vegetale scuote Bruxelles

Cerca

Articoli correlati

La crisi climatica colpisce soprattutto i più poveri

La crisi climatica colpisce soprattutto i più poveri

La folle corsa del lusso verso le calotte in fusione

La folle corsa del lusso verso le calotte in fusione

Non solo stipendi e patrimoni: anche il termometro diventa un indicatore di classe

Non solo stipendi e patrimoni: anche il termometro diventa un indicatore di classe

«Custodi dell’80% della biodiversità, ma per il mondo siamo ancora solo tribù da civilizzare»

«Custodi dell’80% della biodiversità, ma per il mondo siamo ancora solo tribù da civilizzare»

Articoli recenti

  • Inaugurato a Guidonia il primo Centro di Alta Specializzazione per l’Autismo del Lazio

    19 settembre 2026
  • Udinese-Cagliari 0-1, Maldini lancia i sardi in testa alla classifica. Bologna-Torino 1-1

    19 settembre 2026
  • Chanel Totti a Verissimo: “Sulla mia famiglia tante cattiverie. Sogno di diventare presto mamma”

    19 settembre 2026
  • Serie A, oggi Roma-Inter – Diretta

    19 settembre 2026
  • Il caso Montesi: lo scandalo che inventò la fango-politica nell’Italia della DC

    19 settembre 2026
LogoSpazio50_compresso

Roma, Via del Melangolo, 26 - 00186
Tel: 06 87805053

  • Chi siamo
  • Direzione e amministrazione
  • Whistleblowing

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma n. 199/2021 del 03/12/2021

Direttore Responsabile: Anna Grazia Concilio
Editore e Proprietario: Editoriale 50&Più S.r.l.
Procuratore: Lorenzo Francesconi
Sede Legale: Via del Melangolo 26, 00186 Roma (RM)
P.IVA 04716181005

© 2026 Spazio50 – L’attualità oltre la notizia. Tutti i diritti riservati.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}