Mentre l’Italia e gran parte dell’Europa affrontano estati segnate da ondate di calore record, cresce un settore turistico destinato a pochi privilegiati: quello dei viaggi verso i poli. Crociere nell’Artico, sorvoli della Groenlandia, spedizioni in Antartide organizzate con aerei privati e navi da esplorazione stanno diventando una nuova frontiera del turismo di lusso. La promessa è quella di vedere da vicino gli ultimi grandi paesaggi ghiacciati del pianeta, il problema è che per raggiungerli si producono emissioni che contribuiscono proprio al riscaldamento globale responsabile della loro trasformazione.
È il paradosso del turismo polare: viaggiare verso luoghi minacciati dalla crisi climatica significa spesso aumentare la pressione su ecosistemi già estremamente fragili. Il ghiaccio diventa una destinazione prima ancora di diventare un ricordo.
Negli ultimi anni, l’interesse per le regioni artiche e antartiche è notevolmente aumentato. Territori un tempo riservati quasi esclusivamente a ricercatori ed esploratori sono entrati nei cataloghi delle agenzie specializzate con proposte sempre più sofisticate: itinerari tra Islanda, Svalbard, Groenlandia e Alaska, voli sopra le calotte glaciali, osservazione degli iceberg e collegamenti rapidi verso alcune delle aree più remote della Terra.
Un’esperienza esclusiva, con costi altrettanto esclusivi. Ma il vero prezzo non è soltanto economico. Un viaggio polare effettuato con voli dedicati può generare tra le 15 e le 25 tonnellate di anidride carbonica per passeggero, una quantità superiore all’impronta annuale media di molti cittadini europei. Un dato che assume un significato particolare in un periodo in cui il cambiamento climatico è diventato una realtà evidente, dalle temperature estreme alla riduzione dei ghiacci.
L’industria turistica, però, continua a crescere. In Islanda il numero dei visitatori internazionali è aumentato enormemente negli ultimi anni, mentre la Groenlandia sta investendo nello sviluppo dei collegamenti aerei per rendere l’isola più facilmente raggiungibile. Anche l’Antartide, nonostante la sua distanza e le condizioni estreme, registra un aumento costante degli arrivi.
Le cosiddette crociere “fly and cruise” sono il simbolo di questa nuova fase. Permettono ai viaggiatori di raggiungere rapidamente il continente bianco, evitando lunghi trasferimenti via mare e combinando il volo con la navigazione su navi progettate per le spedizioni polari. Le compagnie le presentano come esperienze intime e rispettose dell’ambiente, ma gli scienziati sottolineano una contraddizione di fondo: gli stessi mezzi che rendono possibile questa forma di turismo sono tra i principali responsabili dell’aumento delle emissioni.
I poli sono infatti tra gli ambienti più sensibili agli effetti del riscaldamento globale. L’Artico si sta riscaldando a una velocità superiore rispetto alla media del pianeta e la riduzione dei ghiacci sta modificando profondamente gli ecosistemi. La perdita della banchisa non riguarda soltanto il paesaggio: mette in difficoltà specie che dipendono da quei territori per nutrirsi, riprodursi e sopravvivere.
L’Antartide rappresenta un altro grande indicatore della crisi climatica. Il continente ospita enormi riserve di ghiaccio e svolge un ruolo fondamentale negli equilibri del sistema Terra. Negli ultimi decenni alcune aree hanno registrato aumenti delle temperature particolarmente rapidi e gli scienziati osservano con attenzione la progressiva trasformazione delle masse glaciali.
A rendere più delicata la situazione è la sovrapposizione tra stagione turistica e cicli naturali delle specie che vivono in questi ambienti. Il periodo migliore per visitare l’Antartide coincide con quello della riproduzione di molti animali, come i pinguini imperatore. La presenza crescente di visitatori può interferire con comportamenti essenziali, dall’alimentazione alla cura dei piccoli.
La vera sfida dei prossimi anni sarà quindi decidere se vogliamo essere gli ultimi spettatori di un mondo che si scioglie o una generazione capace di proteggerlo.
(dal numero della rivista 50&Più settembre)
Foto: Shutterstock/AndTheyTravel