Campi Flegrei, via al piano del Governo

Un commissario straordinario, fondi per la riqualificazione sismica, sospensione di mutui e tributi. Intanto il livello di allerta nella zona resta giallo. Scoperta la causa del sollevamento del suolo

Campi Flegrei, via al piano del Governo
Pozzuoli, un mese dopo il terremoto del 31 luglio nella zona dei Campi Flegrei i danni agli edifici rimangono visibili.Luigi Borrone per Shutterstock

La sera del 31 luglio 2026 è ancora ben impressa nella memoria degli abitanti dei Campi Flegrei. Alle 19.46 una scossa di magnitudo 4.7 ha fatto tremare Napoli e i comuni dell’area flegrea: la più forte da quando è ripreso il fenomeno del bradisismo, la più violenta degli ultimi quarant’anni. L’epicentro è stato localizzato proprio nell’area dei Campi Flegrei, a una profondità di 2,6 chilometri: una caratteristica che ha amplificato lo scuotimento del suolo e, di conseguenza, gli effetti sulla superficie.

Il bilancio è stato pesante: 21 feriti, due in codice rosso, crolli e blackout in diverse zone, la circolazione dei treni sospesa nel nodo di Napoli e il porto di Pozzuoli chiuso. Ad oggi continuano i dubbi e i timori della popolazione sull’evoluzione della situazione, anche perché l’attività sismica rimane intensa. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e l’Osservatorio Vesuviano segnalano che il sollevamento del suolo e il riscaldamento del sistema idrotermale non si arrestano e il livello di allerta che resta su Giallo.

La risposta del Governo

In questo scenario, a distanza di quasi tre mesi dal terremoto, si inserisce il piano straordinario approvato dal Consiglio dei Ministri. Le misure puntano soprattutto su interventi economici e di riqualificazione edilizia, essenziali per far fronte al rischio sismico. Il Presidente della Regione Campania assume fino al 31 dicembre 2036 il ruolo di Commissario straordinario per gli interventi nell’area dei Campi Flegrei, con competenza sui territori dei comuni di Bacoli, Napoli, Pozzuoli e Monte di Procida.

Il Governo ha inoltre previsto l’istituzione di due fondi da 50 milioni di euro annui per dieci anni, destinati al patrimonio edilizio privato e a quello pubblico, per la riduzione della vulnerabilità sismica, la riparazione e la riqualificazione sismica degli edifici, delle infrastrutture e dei servizi pubblici.

Sospensioni fiscali e affitti prorogati: il piano per i Campi Flegrei

Sul fronte fiscale e contributivo, per i cittadini che risiedono in immobili sgomberati – o per i quali è stata richiesta la verifica di agibilità – il Piano prevede una serie di sospensioni. Dal 31 luglio al 30 novembre 2026 sono sospesi i termini per i versamenti tributari, gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, i premi per l’assicurazione obbligatoria. Così come i versamenti derivanti da cartelle di pagamento e da atti di accertamento esecutivi.

Fino al 31 dicembre 2027 resta sospeso il pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti relativi alle abitazioni principali sgomberate e agli immobili destinati ad attività economiche e professionali. I contratti di locazione delle abitazioni situate nella zona di intervento e in scadenza tra il 1° ottobre 2026 e il 30 ottobre 2027 sono prorogati di due anni a favore degli inquilini con reddito inferiore a 28.000 euro, salvo indifferibili esigenze del locatore.

Le misure per gli edifici e la delocalizzazione

Quanto agli edifici, il Piano istituisce una Conferenza permanente per l’area dei Campi Flegrei, presieduta dal Commissario, che esprime parere obbligatorio e vincolante sugli strumenti urbanistici attuativi dei comuni e approva i progetti degli interventi pubblici. Per gli edifici privati con almeno un’abitazione principale, danneggiati e sgomberati a seguito dei terremoti, sarà il Consiglio dei Ministri a stabilire annualmente le risorse da destinare alla riparazione e alla riqualificazione sismica.

Per accelerare il rientro delle famiglie nei propri alloggi, ai comuni viene chiesto di definire con priorità le domande di sanatoria e di condono: il contributo, infatti, viene concesso solo dopo la loro conclusione positiva. Per le situazioni di maggiore esposizione al rischio è prevista anche la delocalizzazione volontaria, che prevede l’acquisto di aree o immobili alternativi da attuare in via prioritaria nelle zone più vulnerabili.

Va detto, però, che le disposizioni per i Campi Flegrei e zone limitofre riguardano principalmente interventi economici e di riqualificazione edilizia. Per quanto riguarda la classificazione del pericolo nell’area flegrea, invece, resta in vigore la fase 2 di attenzione dell’allerta gialla per rischio vulcanico, confermata dalla Protezione Civile.

Cosa provoca il sollevamento del suolo

I ricercatori dell’INGV intanto hanno fatto passi avanti sulla comprensione del fenomeno. La ricerca si basa sull’insieme di dati più completo mai utilizzato per il monitoraggio dei Campi Flegrei: oltre 30.000 misurazioni effettuate nell’area ogni mese per 27 anni, dal 1998 al 2025, con un focus particolare sul flusso di anidride carbonica emesso dal suolo nell’area della Solfatara di Pozzuoli.

I risultati indicano che il motore del sollevamento del suolo – e dunque anche dell’intensificarsi degli eventi sismici – è il calore. I fluidi magmatici che si accumulano a 3-4 chilometri di profondità riscaldano l’intero sistema idrotermale sovrastante, trasferendo alle rocce l’energia necessaria perché si deformino e si sollevino.

L’emissione di CO₂ è aumentata in modo quasi esponenziale dal 2005 e tale aumento riflette quello quasi identico del sollevamento del suolo, che a Pozzuoli ha raggiunto circa 1,6 metri nel dicembre 2025. La prova più diretta di questo riscaldamento è l’aumento di oltre 10 gradi della temperatura media del suolo registrata alla Solfatara negli ultimi due decenni.

Un canale diretto con i ricercatori: l’iniziativa dell’INGV

lo studio aiuta a inquadrare il bradisismo non come un fenomeno improvviso e inspiegabile, ma come l’espressione superficiale di un sistema profondo che può essere monitorato e compreso: un elemento essenziale tanto per la comunità scientifica quanto per la protezione civile e per la popolazione.

Ed è proprio sul terreno della conoscenza condivisa che sempre l’INGV ha lanciato la pagina web “Comprendere i Campi Flegrei: le risposte dell’INGV”, uno spazio pensato per offrire alla popolazione un canale di informazione diretto, chiaro e continuamente aggiornato sui fenomeni in atto. Attraverso schede e contenuti divulgativi vengono illustrati i dati delle reti di monitoraggio, gli strumenti scientifici impiegati e i processi naturali in corso.

I cittadini possono inviare domande, dubbi e curiosità, leggere le risposte ufficiali dei ricercatori e consultare un archivio sempre aggiornato. Ricercatrici, ricercatori e personale tecnico dell’INGV rispondono periodicamente ai quesiti più frequenti e rilevanti. Le richieste ricevute, si legge in una nota, aiuteranno l’Istituto a comprendere meglio i bisogni informativi della popolazione e a programmare i futuri temi di approfondimento.

@ Riproduzione riservata