L’obiettivo era quello di consegnare alla presidenza del Consiglio dei Ministri, a Palazzo Chigi, un documento condiviso con tutte le urgenze del territorio. Ma anche avere la possibilità di dire “non siamo invisibili”, riaccendendo così l’attenzione sul destino dei Campi Flegrei e dei circa 6mila sfollati che, ormai da più di due mesi, attendono risposte.
Nella mattinata di giovedì 8 ottobre, a bordo di 13 pullman partiti da Pozzuoli, sono arrivati a Roma cittadini e comitati dall’area che convive da sempre con il bradisismo, in ginocchio da quando la terra ha tremato lo scorso 31 luglio con una scossa di 4.7 di magnitudo. “Siamo qui per chiedere una accelerata al Governo perché siamo stanchi – dice Walter Iannuzzi di Campi Flegrei Uniti -. Serve la messa in sicurezza del territorio e un sostegno concreto alle famiglie rimaste senza casa”. “Attendiamo il decreto dal Governo nel giro di dieci giorni – ricorda il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni -, ma per noi è fondamentale che contenga il lavoro fatto di concerto negli ultimi mesi, che metta al centro la salvaguardia del territorio e delle famiglie che ci abitano”.
Dal Colosseo il corteo si è mosso lungo via del Fori Imperiali per raggiungere piazza Santi Apostoli. Alla fine di una lunga trattativa negli uffici della Prefettura di Roma, ottengono un incontro a Palazzo Chigi. A fare da portavoce per un intero territorio, consegnando il documento condiviso tra cittadini e sindaci, sarà Antonio: “Sono disabile e per questo non riesco a trovare chi mi affitta una casa – spiega poco prima di lasciare il presidio -. Ora viviamo in un bungalow sulla spiaggia, ma dovremo lasciarlo a maggio e sono preoccupato per quello che accadrà”.