Aldilà degli annunci della politica e della propaganda elettorale, cosa porta di nuovo il decreto scuola approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 24 settembre (emanato dal Presidente Sergio Mattarella il 30 settembre)?
Lo abbiamo chiesto ad Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, la più rappresentativa nel mondo della scuola.
“Attendiamo i dettagli una volta che il decreto sarà pubblicato in gazzetta ufficiale – risponde Giannelli -, ma vale la pena ricordare che il tetto di alunni stranieri nella classi non riferisce ad una questione etnica, che sarebbe discriminatorio e quindi non perseguibile, ma sulla effettiva conoscenza della lingua. Parliamo di una scuola su 400, e nei casi più difficili si potrà andare in deroga, oltre al lavoro di coordinazione degli uffici scolastici provinciali”.
Per Giannelli la materia “meritava una regolamentazione e attraverso la legge vengono stanziati dei fondi per gli insegnanti di italiano – spiega -. L’integrazione passa dalla conoscenza della lingua italiana e il suo apprendimento avviene tra i compagni di classe ancora di più che nel rapporto tra insegnanti e alunni”.