Pozdnyakov, il leader dello “Stato Maschile” dietro gli allarmi bomba nei cieli europei

Le mail che hanno innescato l’ondata di minacce e procedure di emergenza negli scali portano la firma dei ‘Combattenti dello Stato Maschile’ che rimanda al movimento ‘Male State’ fondato dal noto estremista russo. Intanto anche oggi prosegue il caos aereo, nuovi voli minacciati e deviati su altri areoporti

Pozdnyakov, il leader dello “Stato Maschile” dietro gli allarmi bomba nei cieli europei
MC MEDIASTUDIO per Shutterstock

Dietro i falsi allarmi bomba che hanno sconvolto i cieli europei riemerge il nome di Vladislav Pozdnyakov, fondatore del movimento russo di estrema destra “Stato Maschile”, al quale sembrano riconducibili i “Combattenti dello Stato Maschile” che hanno firmato le e-mail di rivendicazione. Una nuova ondata di minacce, dopo quella del 3 novembre, ha investito ieri il traffico aereo europeo, provocando l’intervento di caccia militari e procedure di emergenza in diversi scali.

La procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo per procurato allarme a carico di ignoti sugli allarmi che hanno coinvolto voli da e per Malpensa. Una mail anonima in italiano, inviata a un ufficio dello scalo, segnalava la presenza di due ordigni su altrettanti aerei in arrivo – da Salonicco e da Porto – e su un volo in partenza per Bucarest.

Secondo quanto riportato, il messaggio conteneva frasi come “Siete tutti complici di un complotto criminale, voglia annientarvi per questo” e annunciava ordigni “sui seguenti voli”. L’allerta continua anche oggi: altri quattro velivoli in volo sulla Francia hanno ricevuto minacce di bomba mentre sono in corso controlli sugli aerei e indagini sull’origine degli avvisi. Questi episodi seguono gli allarmi odierni su un volo Ryanair Roma-Lisbona e su un Wizz Air Praga-Roma, quest’ultimo deviato a Venezia.

Chi è Vladislav Pozdnyakov, il fondatore di Male State

Pozdnyakov non è un novizio della destabilizzazione online. Classe 1991, ex personal trainer e attivista di estrema destra, nel 2016 ha fondato sulla piattaforma russa VKontakte il movimento Male State (Muzhskoye Gosudarstvo, letteralmente “Stato Maschile”). Il gruppo è diventato rapidamente un punto di riferimento per la cosiddetta manosfera russa, mescolando suprematismo bianco, misoginia e omofobia. Secondo l’inchiesta di Bellingcat, il manifesto ideologico di Pozdnyakov descrive la comunità LGBTQ+ e le femministe come una “malattia” europea, e reclama una società in cui le donne siano relegate al ruolo di mogli e madri subordinate ai mariti.

Il movimento ha costruito una struttura para-organizzativa, con simboli ufficiali – un’aquila nera con le lettere cirilliche “МГ” – e sezioni regionali in tutta la Russia. I canali Telegram collegati, tra cui “Male State”, “Butylka” e “Nationalism and Patriarchy”, sono diventati megafoni di contenuti ostili verso donne, minoranze e, dopo il 2022, verso l’Ucraina. Secondo gli analisti di Bellingcat, nonostante il bando del tribunale di Nižnij Novgorod nel 2021, che ha dichiarato Male State organizzazione estremista, la rete non è mai scomparsa: si è semplicemente riconvertita, prima come “Male Legion” e poi in nuove sigle come i “Combattenti dello Stato Maschile”.

Chi sono i “Combattenti dello Stato Maschile”

La sigla che ha firmato le mail di minaccia arrivate il 5 novembre negli scali italiani non è un marchio nuovo. È un’etichetta di comodo, probabilmente usata per rivendicare azioni di disturbo senza un’assunzione di responsabilità diretta e verificabile. Il modus operandi, però, è lo stesso degli anni passati: campagne di molestie coordinate, shitstorm online e, ora, allarmi bomba che paralizzano infrastrutture civili. La mail inviata agli aeroporti italiani conteneva frasi come “Siete tutti complici di un complotto criminale, vogliamo annientarvi per questo”, ed è stata definita dagli investigatori un vero e proprio manifesto digitale.

L’obiettivo non è un bersaglio fisico preciso, ma la paura collettiva. Colpire i voli europei significa colpire la mobilità, la fiducia nelle istituzioni e la percezione di sicurezza. Non a caso, tra gli episodi che hanno fatto scattare l’allerta c’è un volo Ryanair da Pescara a Charleroi, dove la parola “bomba” è stata trovata scritta in un bagno dell’aereo, innescando l’intervento delle forze dell’ordine e dei cani antiesplosivo. La procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo per procurato allarme in relazione agli episodi che hanno coinvolto Malpensa, segno che la magistratura italiana sta prendendo molto sul serio la catena di minacce.

Dagli allarmi bomba alla propaganda di guerra: la metamorfosi di Male State

Se l’ideologia di partenza era quella del suprematismo maschile e bianco, la traiettoria successiva ha sposato senza ambiguità la causa del Cremlino. Dopo l’invasione dell’Ucraina, i canali riconducibili all’universo di Pozdnyakov hanno iniziato a diffondere filmati di guerra, immagini estremamente violente – comprese decapitazioni – e contenuti che legittimano l’aggressione russa.

Il termine “untermensch”, usato dai nazisti per indicare le persone considerate inferiori, è comparso nelle chat del movimento in riferimento agli ucraini. Non è un caso isolato di radicalizzazione online: è una strategia di guerra ibrida, in cui la violenza verbale e la minaccia terroristica si intrecciano con la propaganda militare.

L’International Centre for Counter-Terrorism (ICCT) ha chiarito che Male State non può essere semplicemente equiparato agli incel, gli “involontariamente celibi” che odiano le donne perché non riescono ad avere relazioni. I membri del movimento di Pozdnyakov, infatti, non necessariamente hanno difficoltà relazionali: la loro ostilità nasce piuttosto dalla percezione che il femminismo e i diritti LGBTQ+ stiano minacciando un ordine patriarcale tradizionale, e dalla volontà di reagire con la forza. È una violenza reazionaria, non compensatoria.

Il legame con l’aggressione a Leonid Volkov

Il nome di Pozdnyakov è stato accostato anche a episodi di violenza fisica. Secondo quanto riportato da Novaya Gazeta, avrebbe rivendicato di aver ordinato l’aggressione a Vilnius, in Lituania, contro Leonid Volkov, storico collaboratore del dissidente russo Alexei Navalny. L’attacco, avvenuto nel marzo 2024 con un martello, ha suscitato indignazione internazionale e ha acceso i riflettori sui legami tra l’estremismo online e la violenza politica nel mondo reale. Pozdnyakov avrebbe poi lasciato la Russia, con ipotesi di presenza in Georgia, Serbia o Montenegro, ma la sua rete continua a operare in modo diffuso e difficilmente tracciabile.

La domanda che ora gli investigatori si pongono è se i “Combattenti dello Stato Maschile” agiscano come un’organizzazione centralizzata o come un franchising del terrore. La natura liquida del movimento – nato su VKontakte, migrato su Telegram, riemerso sotto nuove sigle – rende complesso attribuire con certezza le responsabilità penali. Tuttavia, il ripetersi degli allarmi bomba a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro suggerisce una regia, o quantomeno una capacità di coordinamento, che non può essere liquidata come semplice emulazione di un lupo solitario.

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