“L’unica forma di libertà e di autonomia è lo studio, anche se siamo in una terra che non è la nostra”. Nashon ha preso sul serio le parole dei suoi genitori, fuggiti insieme a lui dal Burundi al Mozambico. Dopo essersi laureato lì in Scienze biologiche e di laboratorio, ha continuato a studiare per raggiungere il suo traguardo: contribuire alla salute pubblica e migliorare la qualità della vita delle persone.
È così arrivato a Roma e, alcuni mesi fa, ha conseguito alla Sapienza la laurea magistrale in Biologia molecolare. Un risultato eccezionale, se si considera che soltanto il 9% circa dei giovani rifugiati riesce ad accedere all’istruzione universitaria. Un sogno che Nashon ha potuto realizzare innanzitutto grazie alle sue capacità e alla sua determinazione, ma anche ai cosiddetti “corridoi universitari”.
Ma l’ambizione di Nashon non si ferma: dopo la laurea magistrale ha ottenuto una borsa per un dottorato in Malattie infettive, Microbiologia, Medicina legale e Sanità pubblica. «Avere un sogno è importante, ma non basta. Il corridoio universitario di UNICORE ha aperto le porte che mi hanno permesso di trasformarlo in realtà».
UNICORE è il programma con cui l’UNHCR, insieme ai suoi partner, permette a studenti rifugiati di raggiungere legalmente e in sicurezza l’Italia, grazie alle borse di studio offerte dalle università, e di proseguire il proprio percorso accademico.
A spiegare che cosa sono e come funzionano i corridoi universitari è Filippo Ungaro, portavoce di UNHCR Italia (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati).
Quando è nato UNICORE e con quale obiettivo?
Il progetto è nato nel 2019 dalla collaborazione tra UNHCR, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, università italiane e partner della società civile e del settore privato. L’obiettivo è ampliare l’accesso all’istruzione superiore per i rifugiati e, al tempo stesso, offrire una soluzione complementare di protezione attraverso percorsi di mobilità educativa sicuri e regolari. L’università può rappresentare uno strumento concreto di inclusione, autonomia e sviluppo del potenziale umano.
A chi è destinato? Quali requisiti sono richiesti?
UNICORE è rivolto a studenti riconosciuti ‘rifugiati’ nei Paesi di primo asilo individuati annualmente dal programma. Occorre possedere un titolo universitario che consenta l’ammissione a una laurea magistrale, avere risultati accademici adeguati e una forte motivazione. Di solito gli studenti hanno meno di 35 anni, ma l’età non costituisce un requisito di ammissione.
Come avvengono le candidature e le selezioni?
Le candidature vengono presentate attraverso la piattaforma online di UNICORE, che centralizza l’intero procedimento. Nel 2026 ne sono arrivate oltre 3.500. La selezione si svolge in più fasi: prima la valutazione dei documenti, poi i colloqui individuali organizzati dalle università, la graduatoria e l’assegnazione delle borse.
Che cosa riceve lo studente selezionato?
Gli studenti ricevono una borsa di studio completa, che comprende l’esenzione dalle tasse universitarie, il sostegno per il visto e le procedure amministrative e le spese di viaggio per raggiungere l’università. Una volta arrivati, ricevono alloggio e vitto, un contributo per il mantenimento, materiale di studio e copertura sanitaria. Se necessario, vengono forniti anche telefono e vestiario. Sono inoltre assicurati l’accompagnamento nell’inserimento accademico e sociale e servizi di orientamento e tutoraggio.
Quanti studenti sono arrivati in Italia dall’inizio del progetto?
Attraverso UNICORE sono arrivati in Italia oltre 300 studenti, ai quali si aggiungono quelli dell’edizione in corso. Il programma ha spinto le università a sviluppare progetti simili per studenti in condizioni di grave disagio o pericolo, come le borse destinate agli studenti afghani. Il numero di giovani beneficiari dello spazio aperto da UNICORE potrebbe quindi essere molto maggiore. Le università riferiscono inoltre che il profitto accademico degli studenti è generalmente ottimo, con risultati talvolta superiori a quelli degli altri studenti internazionali.
Che cosa prevede la nuova edizione?
UNICORE 8.0 è l’edizione più ampia realizzata finora: coinvolge 40 università italiane e mette a disposizione 78 borse di studio per 432 corsi di laurea. Il progetto si estende a Bangladesh e Burkina Faso, che si aggiungono a Camerun, Etiopia, India, Kenya, Mozambico, Niger, Nigeria, Sudafrica, Uganda, Zambia e Zimbabwe. Resta però una forte sproporzione tra la domanda e i posti disponibili: con oltre 3.500 candidature per 78 borse, quasi il 98% degli aspiranti studenti rimane escluso, non necessariamente per mancanza di merito. «Chiediamo di aumentare il numero delle borse e dei Paesi di partenza, coinvolgendo imprese, fondazioni e settore privato».
dal numero di 50&Più Ottobre
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