Sovraffollamento oltre il limite della capienza, carenze di organico che sfiorano il 50%, deficit strutturali e assenza di vertici titolari in pianta stabile. È una fotografia a tinte fosche quella scattata dalla UIL FP Polizia Penitenziaria al termine del sopralluogo effettuato nella mattinata del 23 settembre presso la Casa di Reclusione di Rossano. A guidare la delegazione il Responsabile nazionale del sindacato, Gennarino De Fazio, affiancato dal Segretario Generale della UIL FP Calabria, Walter Bloise, e dal Segretario Regionale Salvatore Paradiso. I dati raccolti durante la visita descrivono una situazione operativa e gestionale di profonda sofferenza.
All’interno del carcere rossanese sono attualmente presenti 334 detenuti a fronte dei 263 posti regolamentari disponibili, registrando un sovraffollamento del 127%. A fronte di questo surplus di presenze, la forza della Polizia penitenziaria conta appena 129 operatori in servizio, numeri quasi dimezzati rispetto al fabbisogno teorico fissato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), che prevede almeno 248 unità (-48%).

«L’eloquenza dei numeri non necessita di particolari illustrazioni per descrivere la gravità della situazione», sottolinea De Fazio. «Il 27% di detenuti in più e il 48% di operatori in meno certificano la grave emergenza in essere, che incide pesantemente sui livelli di sicurezza, sulle condizioni di detenzione e sulla qualità dei servizi. Tutto questo si ripercuote sul carico di lavoro degli agenti, costretti alla contrazione di diritti insopprimibili come le ferie annuali e i riposi settimanali». A complicare il quadro gestionale è anche la gestione dei ristretti affetti da patologie psichiatriche, che spesso non ricevono l’assistenza sanitaria specialistica necessaria. La mancanza di strutture adeguate innesca non di rado episodi di tensione: nei primi otto mesi del 2026 si sono già verificate ben 23 aggressioni gravi ai danni del personale di Polizia penitenziaria. Sul fronte dell’organizzazione interna pesa inoltre l’assenza di vertici stabili: sia il Direttore sia il Comandante di reparto non risultano assegnati in pianta stabile, pur garantendo la continuità operativa grazie all’impegno di dirigenti in servizio di missione. Non mancano poi i problemi di natura edilizia.
Nonostante recenti interventi di miglioramento, la struttura penitenziaria registra ancora infiltrazioni d’acqua piovana. La situazione appare particolarmente critica nella caserma degli agenti, dove i locali e gli alloggi dedicati al personale necessitano di un piano d’intervento manutentivo d’urgenza. Unica nota positiva rilevata dal sindacato riguarda l’impegno assunto dalla direzione locale per il saldo dei servizi di missione arretrati da circa cinque mesi. Per la UIL FP Polizia Penitenziaria la situazione di Rossano riflette una crisi sistemica che riguarda l’intera rete carceraria italiana, dove si stimano complessivamente circa 20mila detenuti oltre la capienza e un ammanco di 20mila agenti nelle piante organiche nazionali. «Servono interventi concreti e immediati», conclude De Fazio. Tra le misure sollecitate: un effettivo deflazionamento della popolazione detentiva, un piano straordinario di assunzioni per integrare gli organici, la programmazione di interventi manutentivi alle strutture, la riorganizzazione della sanità penitenziaria e la nomina di Direttori e Comandanti titolari per tutti gli istituti della Penisola.