Ci sono luoghi in cui la storia non si limita a passare, ma lascia ferite profonde sulla pelle di una città. La dimora che un tempo apparteneva a Francesco Zummo,— tra i protagonisti del drammatico “Sacco di Palermo” e del riciclaggio internazionale, le cui ombre furono svelate per la prima volta dal grande intuito di Giovanni Falcone negli anni ’80 — si appresta oggi a cambiare non solo volto, ma anima.
La villa di Viale Regione Siciliana, sottratta definitivamente al patrimonio mafioso e confiscata dalla DIA nel dicembre 2020, si prepara a schiudersi alla vita, trasformandosi nel Centro Internazionale Giovanile: un laboratorio a cielo aperto di informazione, educazione non formale, inclusione sociale e partecipazione. Promosso dall’associazione InformaGiovani APS-ETS in sinergia con il Comune di Palermo (proprietario del bene) e un’ampia rete di partner territoriali e nazionali (tra cui San Giovanni Apostolo ETS, Caritas Diocesana, USSM, Club Alpino Italiano e Sindacato Militari – Carabinieri), il progetto rappresenta un gesto corale di riscatto e restituzione alla collettività. «Per noi questa villa racconta la storia di Palermo e del Meridione meglio di molti discorsi, perché è passata da simbolo di economia illegale a luogo di riscatto”,racconta Pietro Galluccio, presidente di InformaGiovani APS ETS. “Il nostro obiettivo lo abbiamo riassunto in una frase: dal sacco di Palermo a un sacco di opportunità, per le ragazze e i ragazzi di questa città e per quelli che arriveranno da tutta Europa».Un faro di speranza ,insomma,in una città dove il disagio giovanile raggiunge picchi del 55% di giovani NEET (ragazzi che non studiano e non lavorano) e oltre il 60% delle famiglie vive sotto il reddito mediano, la struttura punta a diventare un presidio costante di opportunità gratuite.
La villa ospiterà i servizi Europe Direct, Eurodesk e InformaGiovani, offrendo consulenze individuali su studio, lavoro, tirocini e mobilità internazionale. Nei circa 2.000 mq di parco circostante nascerà un orto sociale affiancato da laboratori ambientali, socio-educativi, culturali e sportivi. In collaborazione con San Giovanni Apostolo ETS, Caritas e USSM, saranno attivati percorsi gratuiti di counselling e sostegno psicologico dedicati a giovani e famiglie vulnerabili.La ristrutturazione dell’immobile (di circa 463 mq distribuiti su più livelli) procede per lotti funzionali. Il Lotto 1, interamente autofinanziato da InformaGiovani e destinato agli uffici, all’accesso pubblico e all’abbattimento delle barriere architettoniche, si concluderà entro la fine di novembre 2026. Il 18 dicembre 2026 si terrà un’inaugurazione speciale “a cantiere aperto”, per permettere alla cittadinanza di toccare con mano la trasformazione del bene mentre prende forma. I successivi lotti, con completamento previsto entro maggio 2027, consentiranno l’attivazione dell’Ostello Sociale Internazionale e il pieno recupero del piano seminterrato.
Il Centro non sarà soltanto un erogatore di servizi sociali, ma un motore di nuova occupazione e sostenibilità economi: « A partire da maggio 2027, l’Ostello Sociale (24 posti letto) – aggiunge Galluccio – accoglierà enti del Terzo Settore italiani e stranieri a tariffe calmierate, ospitando le attività dei programmi europei (Erasmus+, ESC, CERV) già contrattualizzate da InformaGiovani. Saranno inoltre attivati 10 tirocini retribuiti di 6 mesi per giovani in condizione di fragilità segnalati dai servizi sociali e dalla Caritas. A completamento del percorso nascerà una nuova cooperativa sociale di servizi composta da persone fragili e verranno effettuate le prime assunzioni a tempo indeterminato per garantire continuità lavorativa sul territorio.»E il leitomotiv nella Sicilia piegata dal malaffare il motto è uno: «la storia si scrive insieme». Il progetto, dal valore complessivo di 1,548 milioni di euro nel triennio 2027-2029, trae forza dai fondi propri dell’organizzazione, dai progetti europei e dalla rete di solidarietà civica (tramite il 5×1000 e donazioni liberali). Dove un tempo si accumulava cemento illegale e denaro derivante dal traffico di stupefacenti, tra pochi mesi ragazzi e famiglie troveranno uno spazio di crescita, lavoro e formazione. Un simbolo concreto di come la memoria possa trasformarsi ogni giorno in un futuro possibile.