In Italia il 42,9% della popolazione con più di 6 anni di età dichiara di non leggere nemmeno un libro all’anno, esclusi i testi scolastici obbligatori. Un dato che vede i lettori in moderato ma progressivo calo, visto che nel 2000 i cittadini che non leggevano erano il 40%.
Negli ultimi anni, però, c’è stata un’inversione di tendenza in positivo per la frequentazione delle biblioteche, aumentata dopo la pandemia, e per la nascita di attività connesse alla lettura. Abbiamo assistito al debutto dei “silent reading party”, dove si condivide uno spazio nel quale ognuno può portare il suo libro e leggerlo in silenzio o, al contrario, delle iniziative che promuovono la lettura ad alta voce come forma di condivisione di contenuti.
La lettura come volontariato
Ad esempio, l’associazione Nausika, che si occupa di produzione artistica e culturale, ha avviato una rete di circoli diffusi su tutto il territorio nazionale per rilanciare l’importanza di leggere a voce alta. L’iniziativa si chiama proprio Letture ad Alta Voce, LaAV, e l’idea è quella di leggere per gli altri, prestando la propria voce alla diffusione di storie per creare relazioni.
I lettori di LaAV esercitano a tutti gli effetti una forma di volontariato e prestano il proprio tempo in diversi luoghi, come librerie, locali, bar, centri commerciali, ma anche ospedali, in reparti pediatrici, oncologici e di lungodegenza, nelle piazze, nei centri diurni per anziani, nei centri Alzheimer, negli spazi ricreativi per adolescenti a rischio. Ogni circolo cerca di garantire un servizio continuativo con appuntamenti fissi.
I volontari non hanno limiti di età, ed esiste anche uno spazio dedicato ai bambini e ragazzi, dai sette ai sedici anni, i Teen LaAV.
“Il nostro è un volontariato che si sviluppa attraverso la lettura – racconta Giovanni Maria Scupola del Circolo LaAV Lecce – personalmente ho letto di questa iniziativa nel 2020, e insieme ad altre due persone ho deciso di dare vita al nostro circolo. Poco tempo dopo è cominciato il lockdown, e le attività, per quel periodo, sono state riconvertite registrando le letture per farle arrivare anche a distanza.”
Il decalogo LaAV
I lettori rispettano un decalogo condiviso, con semplici regole: interpretare il testo con energia ed entusiasmo, senza paura e per creare emozione, non superare i tre minuti consecutivi di lettura, imparare ad ascoltare le letture degli altri, usare un leggio per tenere il corpo libero, non spiegare ciò che si legge, ma lasciare libertà di interpretazione, non avere paura di essere giudicato, alzare lo sguardo dal testo di tanto in tanto, per incrociare quello degli ascoltatori, leggere per trasmettere sentimenti e idee e non per fare sfoggio della propria cultura, vedere dentro al testo, prepararsi per la pagina da leggere.
LaAV offre percorsi di formazione per imparare a gestire una sessione di lettura e fare proprie le tecniche di lettura, presenza e ritmo.
“L’iniziativa sta crescendo, in un periodo in cui rifioriscono anche i gruppi di lettura – continua Scupola – c’è una tessera di iscrizione annuale che finanzia la struttura e le attività di formazione e aggiornamento con incontri durante l’anno, a volte online o anche in presenza. Ognuno di noi spende una parte del suo tempo unendo la passione ad una attività per gli altri. L’anno scorso abbiamo letto nella casa circondariale di Borgo San Nicola a Lecce, abbiamo letto a un gruppo di giovani migranti, agli anziani di due Rsa. Poi ognuno di noi ha la sua attitudine, c’è chi preferisce leggere ai bambini, chi agli adulti. Ovviamente non si tratta di sessioni improvvisate, ma cerchiamo di orientare le letture in base alle persone, alle loro attitudini e capacità di comprensione. A volte alla lettura uniamo anche il disegno, e l’interazione col pubblico attraverso il dialogo. Diamo una cadenza ai nostri appuntamenti, in base alle strutture con cui collaboriamo e agli impegni di ognuno. A volte superiamo anche le diffidenze di alcune realtà, e finora abbiamo sempre creato rapporti positivi, e creato legami: la cosa più bella è percepire la soddisfazione in chi ascolta, condividere la lettura, altrimenti leggeremmo ognuno a casa propria.”
Benefici della lettura ad alta voce
A partire dai primi anni Duemila, i ricercatori del Centre for Research into Reading, Literature and Society dell’Università di Liverpool, hanno analizzato l’impatto della lettura ad alta voce sui pazienti affetti da depressione, dolore cronico e isolamento sociale, e hanno rilevato che le risposte cognitive ed emotive che ne derivano sono paragonabili a quelle che si attivano con forme di intervento psicoterapeutico. Negli over 60, poi, il testo letto a voce alta spinge il cervello a elaborare strutture linguistiche complesse, metafore e concetti astratti in tempo reale, e questo esercizio neuronale aiuta a contrastare il declino cognitivo e i sintomi precoci della demenza. C’è poi un aspetto di riattivazione della memoria autobiografica, perché le parole e il ritmo di una poesia o di un racconto diventano la chiave per sbloccare ricordi ed emozioni sopite.
Identikit di chi legge
Dai dati Istat emergono differenze di genere, età, territorio e ovviamente istruzione fra i lettori. Le donne leggono più degli uomini (62,6% contro il 51,2%), e il divario comincia a delinearsi già in adolescenza, per poi raggiungere il picco fra i 45 e i 54 anni. I più giovani leggono di più, il 78,9% della popolazione nella fascia fra gli 11 e i 14 anni, contro il 37,5% fra gli over 75. Anche il divario geografico resta molto forte: se nel Centro Nord i lettori toccano il 60%, nel Sud la percentuale scende al 47%. Infine, chi possiede un titolo di studio più elevato legge tre volte tanto colui che ha un basso livello di istruzione.
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