Da una libreria di quartiere ai social per coltivare il proprio sogno: restare fra i libri e diffondere cultura. Da qualche mese Gaia Parlato e Fabiana Russo sono su Instagram come Le libraie sotto i ponti e da qui recensiscono testi, raccontano festival letterari, mentre dal vivo, con la loro associazione, Libera poesia contemporanea, continuano a portare avanti i laboratori di poesia.
“Avevamo degli amici in comune – ricorda Fabiana Russo, 28 anni e un master in Editoria – e siccome sapevo che Gaia scriveva, quando ho organizzato un evento di poesia ho chiamato anche lei. Da lì abbiamo curato insieme altri eventi e poi fondato l’associazione.”
“Fabiana ha cominciato a lavorare prima di me come libraia e poi è approdata alla libreria Luce come direttrice – dice Gaia Parlato, 26 anni, laureanda in Lettere – e siccome serviva un’altra persona ha fatto il mio nome. Ho cominciato a lavorare anch’io poco dopo l’apertura, e si può dire che l’abbiamo un po’ costruita noi, inventandoci eventi e gruppi di lettura.”
Con il cambio di gestione della libreria, però, le due amiche libraie vengono licenziate con un preavviso brevissimo. “Non è stato facile e non lo è ancora oggi – spiega Gaia – perché continuiamo a metterci in gioco ogni giorno ma non abbiamo più un lavoro stabile e con i nostri progetti letterari non siamo ancora in grado di sostenerci. Ci siamo messe in gioco, abbiamo inventato questo nome e continuiamo a fare quelle che facevamo in libreria, solo che oggi sulla nostra pagina Ig possiamo esprimerci ancora con più libertà. L’obiettivo è quello di preservare in tutti i modi il nostro amore per la cultura cercando di trovare un compromesso che ci consenta di rendere le nostre collaborazioni un lavoro vero e proprio, senza doverne trovare uno di ripiego che ci assorba le giornate sei giorni su sette.”
Le libraie sotto i ponti Instagram
Qual è il riscontro che arriva dai social?
“Abbiamo avuto una risposta fantastica – continua Gaia – siamo partite da zero con questa avventura e subito è arrivato il sostegno dei nostri amici e dei clienti abituali della libreria, poi si sono aggiunte altre persone che ci hanno conosciuto giorno per giorno attraverso i contenuti che pubblichiamo. In tre mesi abbiamo raggiunto già 4 mila e 300 followers, e riceviamo tantissime richieste di collaborazione, abbiamo case editrici che ci inviano i loro libri da recensire, insomma il supporto è immenso, non ci aspettavamo di essere sommerse da tutta questa generosità.”
“Conoscendo lo stato del mercato editoriale, sapevamo che non c’era un lavoro ad aspettarci dietro l’angolo – continua Fabiana – ma abbiamo deciso di sfruttare la formazione social fatta anche per la libreria e continuiamo a portare avanti l’idea che sia giusto sostenere soprattutto le case editrice indipendenti e gli autori emergenti, perché sappiamo perfettamente che cosa vuol dire cercare di ritagliarsi il proprio spazio. Speriamo che un domani tutto il nostro impegno possa essere riconosciuto come un lavoro a tutti gli effetti.”
Quali sono i vostri generi preferiti, oltre alla poesia?
“Quando leggiamo qualcosa di cui ci innamoriamo decidiamo di condividerlo – racconta Gaia – certo preferiamo parlarne ad un evento dal vivo, ad una presentazione, ma ci piace farlo anche sui social. Personalmente mi piacciono molto i libri autobiografici, e poi ho un particolare interesse per la letteratura femminile della seconda metà del 900, soprattutto francese e inglese. Con Fabiana abbiamo gusti diversi e proprio per questo abbiamo deciso di iniziare insieme questo progetto, con le nostre differenze.”
“Io riesco a dire più facilmente cosa non leggo – aggiunge Fabiana – perché ogni tanto sviluppo nuove curiosità di lettura. Ultimamente mi sto appassionando ai saggi di antropologia, anche se sui social parliamo più di romanzi. Tendenzialmente non amo molto le autobiografie, i romanzi storici, le saghe familiari. Sicuramente una cosa che mi colpisce tanto e mi fa preferire un libro piuttosto che un altro è notare un uso particolare della lingua: non mi piacciono le scritture estremamente piane. Quando qualcuno sa raccontare una storia, anche abusata, ma sa farlo con un linguaggio proprio e riconoscibile, per me merita di essere letto e consigliato.”
Come funzionano i laboratori di poesia?
Il laboratorio è alla sua terza edizione qui a Napoli, ma la novità è che da quest’anno si svolge anche a Benevento in contemporanea – dice Gaia – è completamente gratuito e gli appuntamenti, una volta al mese, sono momenti di confronto con realtà poetiche contemporanee. L’anno scorso abbiamo avuto come ospite Carmen Gallo, vincitrice del Premio Strega. Non è un laboratorio per imparare a scrivere, ma un percorso di riflessione. A fine anno pubblichiamo anche un’antologia con le opere realizzate dai partecipanti. Siccome abbiamo tante richieste, e non abbastanza spazio, facciamo una selezione dei partecipanti cercando di dare spazio a chi già scrive. Quest’anno sono 30, fra i 20 e i 50 anni.”
“Maicome in questi giorni è evidente il fatto che siamo tutti affamati di studio, di voglia di lavorare, e che semplicemente non ci viene concesso – conclude Fabiana – a volte non ci sono state date le prospettive per poterlo fare. Noi facciamo il possibile.”