Nel giorno del funerale del padre, Riccardo e Daria si ritrovano a fare i conti con rancori mai sopiti. La solenne cerimonia di commiato si trasforma presto in un susseguirsi di segreti inattesi ed equivoci grotteschi, portando alla luce le contraddizioni di una famiglia tutt’altro che perfetta.
Massimiliano Bruno trasforma la comicità inglese di Funeral Party in una commedia corale tutta da ridere, molto italiana e più al femminile, dove non manca la scorrettezza. In Un tranquillo funerale di famiglia il regista rilegge il film del 2007 diretto da Frank Oz, modificando alcuni elementi della storia originale e rendendola più attuale. I due fratelli protagonisti diventano un fratello e una sorella, interpretati da Pietro Sermonti e Claudia Pandolfi. Beatrice Arnera fa la fidanzata di uno dei nipoti, ossia Edoardo Ferrario, del defunto che assume per sbaglio sostanze stupefacenti (quando nel film originale il ruolo era maschile), mentre Giulia Vecchio veste i panni dell’ex fidanzata di Ferrario. Se Giovanni Iovino interpreta il ruolo dell’insospettabile amante del patriarca, già presente nella commedia originale, Carlo Amleto è la new entry, nei panni di un prete influencer.
«Questa è la storia di una famiglia incasinata, un microcosmo nel quale possiamo riconoscerci. Ci sono fratelli coltelli. Tutti abbiamo uno zio particolare, un nipote che abusa di sostanze, o una fidanzata non gradita in casa. Questo è un piccolo esempio di famiglia italiana, della Ciociaria», spiega Bruno. Nel suo adattamento italiano il regista, insieme al co-sceneggiatore Edoardo Falcone, ha voluto dare maggior risalto alle donne. «Nel film originale c’era poco spazio per loro. Abbiamo pensato che inserendo dei personaggi femminili il livello comico non si sarebbe perso».
«Abbiamo sempre ragionato sul fatto che le donne venissero raccontate poco. Questa è stata l’occasione per ribaltare le carte in tavola – dice Pandolfi, ossia Daria, una bancaria frustrata (sposata con Dino Abbrescia) con il sogno di scrivere sceneggiature, ma messa in ombra dal noto fratello regista – Per me il film originale è stato un cult, una commedia dalla comicità caustica e sottile. Noi l’abbiamo resa più viscerale, italiana e anche un po’ più drammatica, ma non per questo meno divertente».
Per Arnera Bruno ha riscritto uno dei momenti più celebri del film originale, in cui il personaggio si mostra nudo sul tetto della casa di famiglia. «Questa scena con un corpo femminile avrebbe avuto caratteristiche diverse, anche voyeuristiche. Così ho fatto indossare a Beatrice una toga da avvocato, una sorta di trofeo ambito dai due fratelli», spiega il regista. Arnera si è confrontata con Bruno sulla questione della nudità, scegliendo una strada diversa: «Sono felice di essermi divertita a fare la pazza psicotica. Quel nudo nel film inglese aveva un peso. Nel mio caso l’attenzione si sarebbe spostata su altro», racconta l’attrice.
Riflettendo sulla scelta di realizzare un film politicamente scorretto, in linea con quello originale, Bruno dice: «Scorretto è bombardare luoghi dove ci sono bambini, non fare un film prendendo in giro qualcuno». Diego Abatantuono – nei panni di uno zio sulla sedia a rotelle che vessa continuamente, solo per la sua stazza, un membro della famiglia, il povero professore precario interpretato da Stefano Fresi – non ha dubbi: «La comicità è il mio pane quotidiano. Questo è uno dei film più divertenti degli ultimi tempi, persino più dell’originale. Un funerale è un posto dove non si dovrebbe ridere, ma proprio per questo fa ridere».
Per Pietro Sermonti, alias Riccardo, regista e sceneggiatore di successo, egocentrico e abituato a stare al centro dell’attenzione, «il sale della vita è essere scorretti. L’importante è non essere volgari. Qui convivono tanti sapori e colori della comicità, attraverso lo sguardo di generazioni diverse». Vecchio aggiunge: «La comicità deve essere dissacrante. Il tentativo è stato riportare il black humour nella nostra commedia». E Stefania Sandrelli, nei panni della vedova inconsolabile, rivendica il valore della leggerezza: «Questo è un film tutto da ridere. Ce ne sarebbe molto bisogno oggi».
Un tranquillo funerale di famiglia, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, come film di chiusura della 21esima edizione, arriverà nelle sale il 29 ottobre con 01 Distribution.