Una storia di amicizia, della passione per la musica, di un sogno che si avvera, ma anche di un addio. Gli 883 sono diventati un fenomeno generazionale. Negli anni Novanta due ragazzi di Pavia, nati e cresciuti nella provincia, Max Pezzali e Mauro Repetto, sono riusciti ad ottenere un successo che mai avrebbero immaginato. Poi, hanno scelto di separarsi artisticamente.
Da venerdì 9 ottobre arriva su in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW Nord Sud Ovest Est, la seconda e ultima stagione della serie Sky Original diretta da Sydney Sibilia sulla “leggendaria storia degli 883”. Se la serie (una produzione Sky Studios e Groenlandia) racconta la storia di due ragazzi che arrivati all’apice hanno poi scelto di prendere strade diverse, a Milano, nel corso della presentazione, è andata in scena una piccola, ma significativa, pagina del loro presente. Pezzali e Repetto si sono incontrati e abbracciati alla première al cinema Anteo Palazzo del Cinema. Un momento capace di condensare in un gesto tutta la storia degli 883: l’amicizia, gli anni trascorsi insieme, la distanza e un legame che, nonostante tutto, non sembra essersi mai spezzato davvero.
«Trent’anni fa non avremmo mai pensato che qualcuno si ricordasse un giorno che avremmo fatto qualcosa – ha detto Pezzali di fronte al pubblico, con al fianco Repetto – Quello che è successo con la prima stagione di questa serie e, quello che immaginiamo accadrà con la seconda, è qualcosa di straordinario per noi che l’abbiamo vissuta. Guardandola abbiamo scoperto cose di noi stessi che non sapevamo. È stata una sorta di psicoterapia di gruppo».
A dare i volti ai due protagonisti nella serie sono Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli. In questi nuovi episodi, dopo il successo del primo disco Hanno ucciso l’Uomo Ragno, i giovani devono scriverne un secondo. «Stavolta il giovane Max è costretto a fare i conti con il successo e a maturare rapidamente», ha spiegato Nuzzolo, mentre Guggioli ha raccontato del suo personaggio: «Nella prima stagione Mauro è soprattutto un motivatore. Ma a un certo punto comincia a guardarsi dentro e a non riconoscersi più. Si chiede a cosa sia servito essere arrivato fino a lì».
«Sin dalla prima stagione sapevamo dove saremmo arrivati. Stavamo realizzando un romanzo di formazione diviso in due capitoli – ha detto Sibilia, che ha diretto questi nuovi episodi con Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi – Dopo il successo di Hanno ucciso l’Uomo Ragno, girando Nord Sud Ovest Est ci è venuta la stessa ansia da prestazione di Max e Mauro. Ci siamo chiesti se ce l’avremmo fatta. La pressione che sentono i protagonisti è diventata anche la nostra».