Vento sostenuto oltre i 250 chilometri orari, raffiche fino a 330 e una pressione minima tra le più basse mai registrate per un uragano di categoria 5. È la potenza del ciclone Polo, al largo delle coste del Pacifico messicano. In meno di una giornata è passato da tempesta tropicale a uragano di categoria 5, il livello più alto. Il centro del ciclone dovrebbe restare in mare, ma Guerrero e Michoacán, due stati messicani, sono in allerta massima per piogge torrenziali e frane. Il governo ha chiuso alcuni porti dell’area e mobilitato l’esercito nelle zone più esposte. Polo si è rafforzato sopra acque eccezionalmente calde e in condizioni atmosferiche favorevoli. È uno dei tanti risvolti del riscaldamento climatico.
El Niño: cos’è e perché la sua intensità spaventa i meteorologi
Nel Pacifico equatoriale si sta sviluppando un El Niño molto intenso. Il nome fu dato nell’Ottocento dai pescatori peruviani a una corrente calda che compariva intorno a Natale lungo la costa sudamericana. Oggi il termine indica un fenomeno oceanico-atmosferico caratterizzato da un anomalo riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale, in grado di modificare la circolazione atmosferica e il clima in molte parti del pianeta. I meteorologi stimano una probabilità superiore al 90% che El Niño raggiunga un’intensità “molto forte” nell’autunno e nell’inverno boreale 2026-2027. Nella fascia equatoriale centrale del Pacifico, le temperature della superficie del mare sono da mesi eccezionalmente elevate. Già a giugno la temperatura media globale della superficie oceanica aveva registrato il valore più alto mai osservato per quel mese.
Il 2027 e i nuovi record climatici
Un El Niño intenso trasferisce nell’atmosfera parte del calore accumulato nell’oceano, contribuendo ad alzare la temperatura media globale. Il massimo effetto sulle temperature planetarie può manifestarsi alcuni mesi dopo il picco del fenomeno nel Pacifico, rendendo il 2027 un candidato a nuovi record climatici. Anche se il fenomeno non portasse a temperature record, ci sono tutte le precondizioni per un anno molto caldo, uno dei più caldi mai registrati. Anche il Mediterraneo si sta scaldando più rapidamente della media globale. Un mare più caldo può aumentare l’energia e l’umidità disponibili per eventi estremi, ma non è l’unico fattore che determina ondate di calore o precipitazioni intense. Negli ultimi anni queste condizioni hanno contribuito a rendere più vulnerabili Roma e molte altre aree d’Italia.