Pesca magnetica: a caccia di tesori tra rischi e divieti

I Navigli a Milano, i canali del Veneto e della Romagna e il Po sono tra i luoghi più gettonati per via della loro storia industriale, militare e urbana. Ma anche i fiumi urbani come il Tevere e l’Arno vedono all’opera appassionati che recuperano biciclette, monopattini, casseforti svuotate e ferraglia di ogni tipo

Pesca magnetica: a caccia di tesori tra rischi e divieti
Un ferro di cavallo arrugginito frutto di una battuta di pesca magnetica, Szike\Shutterstock

Niente esca o mulinello, ma un magnete al neodimio e una corda robusta: è così che la pesca magnetica, o magnet fishing, sta conquistando appassionati in Europa e Stati Uniti. Il nuovo hobby sportivo – che spopola sui social – trasforma fiumi, laghi e canali in una caccia al tesoro moderna. Ma sotto la superficie non ci sono solo biciclette arrugginite e monete: possono emergere armi, ordigni inesplosi e questioni legali delicate.

Tanto che in alcune zone d’Italia è stata persino vietata. Gli appassionati si difendono sostenendo di praticare uno sport utile per l’ambiente, ripulendo fiumi e corsi d’acqua da materiale inquinante. Ma la questione lascia ancora alcuni aspetti da definire.

Cos’è la pesca magnetica e come si pratica

La pesca magnetica consiste nel recuperare oggetti metallici dai fondali di fiumi, laghi e canali usando una corda a cui è fissato un potente magnete, anziché una lenza con amo ed esca. Più che una vera attività di fishing, è una sorta di caccia al tesoro: gli appassionati sperano di riportare alla luce monete, attrezzi, biciclette, casseforti, reperti militari o altri oggetti nascosti sott’acqua.

Per questo vengono utilizzati magneti al neodimio, con una forza di attrazione che può raggiungere diverse centinaia di chilogrammi, con forze di trazione che vanno dai 200 ai 1.000 chilogrammi. Il magnete aggancia qualsiasi oggetto ferromagnetico sul fondale, dal semplice chiodo alla bicicletta arrugginita, fino a reperti più inquietanti come pistole, granate e mine inesplose.

Un esercito di appassionati

La pesca magnetica è nata anni fa negli Stati Uniti e nel Nord Europa, e ha conosciuto una forte diffusione anche in altri Paesi dopo il periodo della pandemia di Covid-19, favorita dalla popolarità raggiunta sui social. Oggi esistono comunità attive in Regno Unito, Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Polonia, Repubblica Ceca, Svezia, Danimarca e Norvegia, con forum dedicati e negozi specializzati.

Negli Stati Uniti l’hobby è cresciuto esponenzialmente, con migliaia di praticanti che esplorano fiumi storici, canali industriali e laghi urbani; anche in Australia e Russia ci sono gruppi consolidati. In Italia la pratica è molto più marginale, ma esistono piccoli nuclei di appassionati, soprattutto al Nord, dove la rete idrografica è più fitta e la storia industriale ha lasciato sul fondale un’eredità metallica consistente.

Ancora nessun campionato ufficiale

A differenza di altre discipline della pesca sportiva, la pesca magnetica non ha ancora una federazione internazionale riconosciuta né un circuito ufficiale di campionati. Tuttavia, esistono competizioni locali e meetup organizzati da associazioni o gruppi di appassionati. In Italia, la prima edizione di un trofeo dedicato si è tenuta il 17 settembre 2022 a Portomaggiore, in provincia di Ferrara, in occasione dell’Antica Fiera.

L’evento, promosso come “primo trofeo di magnet fishing in Italia”, ha attirato decine di partecipanti e ha segnato il tentativo di dare una struttura agonistica a un’attività nata come passatempo informale. All’estero, soprattutto nel Regno Unito e in Germania, si organizzano raduni e gare non ufficiali con classifiche basate sul peso o sul valore storico dei reperti recuperati. Non esiste però un campionato europeo o mondiale riconosciuto, né un albo d’oro istituzionalizzato.

Quali sono i rischi legali?

In molti Paesi la pesca magnetica si muove in una zona grigia dal punto di vista legale. Nel Regno Unito non è esplicitamente vietata, ma richiede autorizzazioni per operare in acque demaniali o canali gestiti da enti pubblici. In Germania e Francia la situazione è simile: la pratica è tollerata, ma soggetta a permessi locali.

In Italia il quadro è più rigido. Secondo il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Decreto Legislativo 42/2004), il recupero non autorizzato di oggetti sommersi può essere classificato come saccheggio archeologico. Inoltre, diverse regioni hanno emanato ordinanze specifiche che vietano l’uso di magneti in laghi e fiumi, soprattutto dopo il ritrovamento di ordigni bellici.

Il caso del Lago di Comabbio

Nel 2023, ad esempio, – riporta Varese News – il Lago di Comabbio, in provincia di Varese, è stato oggetto di un’ordinanza che ha vietato espressamente la pesca magnetica, con sanzioni per i trasgressori. Le forze dell’ordine e le polizie locali sono state incaricate di vigilare sul rispetto del divieto, dopo che alcuni praticanti avevano recuperato oggetti potenzialmente pericolosi.

Le sanzioni per chi viola i divieti possono variare da multe amministrative da 500 a 3.000 euro, a seconda della regione, fino a pene penali più severe se il recupero coinvolge reperti storici o materiali bellici. In caso di ritrovamento di armi o esplosivi, scatta l’obbligo di denuncia alle autorità competenti.

Cosa si trova sul fondale

I video dei magnet fishers mostrano un catalogo sorprendente: biciclette intere, monopattini elettrici, casseforti, attrezzi agricoli, parti di motocicli, segnali stradali, e talvolta oggetti di valore storico come medaglie, monete antiche o reperti bellici delle due guerre mondiali.

Il ritrovamento più spettacolare documentato in Europa include una motocicletta completa tirata su da un canale tedesco, mentre nel Regno Unito sono stati recuperati fucili, pistole e persino una mitragliatrice della Seconda Guerra Mondiale. In Francia, un praticante ha portato alla luce una cassaforte contenente documenti storici del XIX secolo.

Questi ritrovamenti hanno un duplice valore: da un lato contribuiscono alla pulizia degli specchi d’acqua, dall’altro possono avere un interesse storico o archeologico che richiede la segnalazione alle autorità. Non mancano però i rischi: possono emergere ordigni inesplosi, armi o materiali pericolosi, che non devono essere maneggiati ma segnalati immediatamente alle autorità.

Hobby utile o un problema ambientale?

I sostenitori della pesca magnetica sottolineano il contributo ambientale: tonnellate di metallo rimosse da fiumi e laghi significano meno inquinamento e fondali più sicuri per la navigazione e la fauna ittica. Alcuni comuni hanno iniziato a collaborare con i gruppi di magnet fishers, fornendo sacchi per la raccolta e punti di smaltimento dedicati.

I critici, invece, evidenziano i rischi: la manipolazione di oggetti pericolosi senza formazione adeguata, il potenziale danno a siti archeologici sommersi e la possibilità che la pratica si trasformi in una forma di saccheggio sistematico. Inoltre, la mancanza di una regolamentazione chiara lascia spazio a comportamenti irresponsabili.

Qual è il futuro della pesca magnetica

Con la crescita esponenziale dei video su YouTube e TikTok, la pesca magnetica continua ad attrarre nuovi appassionati. La sfida per il futuro sarà trovare un equilibrio tra libertà di praticare un hobby, tutela del patrimonio sommerso e sicurezza pubblica.

Alcuni Paesi stanno già lavorando a linee guida specifiche: permessi semplificati, corsi di formazione per la gestione di reperti pericolosi, collaborazioni con musei e soprintendenze per i ritrovamenti di valore storico. In Italia, dove il patrimonio archeologico sommerso è tra i più ricchi al mondo, la questione è particolarmente delicata.

Per ora, la pesca magnetica resta un’attività di nicchia, ma in rapida espansione. Un hobby che trasforma ogni lancio di magnete in una piccola caccia al tesoro, con la speranza di tirare su un rottame e la possibilità, remota ma esistente, di riportare alla luce un pezzo di storia. Il punto, però, non è solo ciò che si trova: è come lo si recupera, nel rispetto delle leggi e della sicurezza. E forse è proprio qui che si deciderà se la pesca magnetica diventerà una pratica riconosciuta o resterà per sempre sospesa tra curiosità, divieti e polemiche.

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