Malattie reumatologiche, a Siena un incontro su cura e benessere

Malattie reumatologiche, a Siena un incontro su cura e benessere

(Adnkronos) – Le malattie reumatologiche non coinvolgono soltanto il corpo, ma incidono profondamente anche sul benessere psicologico, sulle relazioni personali e sulla qualità della vita.

Il dolore cronico, le limitazioni funzionali e le difficoltà che spesso accompagnano il percorso diagnostico e terapeutico rendono necessario un approccio alla cura capace di considerare la persona nella sua complessità. Diagnosi tempestiva, appropriatezza delle terapie, ricerca scientifica, sostegno psicologico e collaborazione con le associazioni dei pazienti rappresentano elementi fondamentali per migliorare la gestione di queste patologie e la qualità dell’assistenza. È questo il filo conduttore dell’incontro “Apmarr incontra Siena: cura, benessere e comunità nelle malattie reumatologiche” promosso da Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare, in programma sabato 24 ottobre, alle ore 9, presso LaBotteghina Mad Aps, in Via Tolomei 7 a Siena. L’iniziativa – informa una nota – nasce con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, operatori sanitari, persone con patologie reumatologiche e rare, familiari e caregiver sull’importanza di una maggiore conoscenza di queste malattie e di promuovere un confronto tra professionisti della salute, associazioni e comunità.

Un dialogo particolarmente importante in un ambito, come quello reumatologico, che comprende condizioni molto diverse per diffusione, manifestazioni cliniche e complessità assistenziale, e nel quale il coinvolgimento attivo delle persone interessate può contribuire a rendere i percorsi di cura sempre più rispondenti ai loro bisogni.

“La reumatologia comprende un insieme molto ampio ed eterogeneo di patologie, alcune particolarmente diffuse, altre rare, che pongono sfide importanti sia sul piano scientifico sia su quello assistenziale – sottolinea Bruno Frediani, professore di Reumatologia dell’Università di Siena – Le malattie rare, in particolare, meritano una crescente attenzione, non soltanto perché, considerate nel loro insieme, interessano un numero significativo di persone, ma anche perché il loro studio consente di approfondire meccanismi biologici comuni a patologie molto più frequenti.

Investire nella loro conoscenza significa, quindi, contribuire al progresso dell’intera reumatologia, con ricadute positive sulle possibilità di diagnosi e cura. Ma per tradurre questi progressi in un’assistenza sempre più efficace è altrettanto importante rafforzare il dialogo con le persone che convivono con queste malattie. In questa prospettiva, anche sul territorio senese, auspichiamo una collaborazione sempre più stretta e strutturata tra specialisti e associazioni dei pazienti, il cui contributo è fondamentale per comprendere i bisogni reali delle persone e costruire percorsi di cura più rispondenti alle loro esigenze”.

Accanto ai progressi della ricerca e all’appropriatezza delle cure, un ruolo altrettanto importante è svolto dall’attenzione alle conseguenze che le malattie reumatologiche possono avere sulla vita quotidiana. La convivenza con una patologia cronica, spesso caratterizzata da dolore persistente e limitazioni funzionali, può infatti influire sull’equilibrio emotivo, sulle relazioni familiari e sociali e sulla capacità di mantenere le proprie abitudini.

Da qui la necessità di affiancare alle terapie farmacologiche interventi che favoriscano il benessere psicologico e aiutino le persone ad affrontare le difficoltà legate alla malattia. “La diagnosi precoce rappresenta un obiettivo fondamentale, ma ancora non sempre facilmente raggiungibile, anche a causa della scarsa conoscenza di queste patologie – sottolinea Alessandra Rosabianca, psicologa e psicoterapeuta –. Con questa iniziativa vogliamo promuovere una maggiore consapevolezza, ma anche richiamare l’attenzione sull’importanza di considerare la persona nella sua unità mente-corpo. Il dolore, che rappresenta una delle manifestazioni più difficili da affrontare nelle malattie reumatologiche, non ha soltanto una dimensione fisica: la sua percezione è influenzata anche da fattori emotivi, cognitivi e relazionali. Per questo è essenziale costruire una rete di sostegno che coinvolga non solo i professionisti sanitari, ma anche familiari, caregiver e comunità, valorizzando tutte quelle risorse che possono contribuire a migliorare il benessere e la qualità della vita”. In questa prospettiva, l’incontro – si legge – offrirà l’opportunità di approfondire anche il contributo di interventi complementari, dal sostegno psicologico alle tecniche di rilassamento e mindfulness, fino al movimento e all’attività fisica adattata alle condizioni individuali.

Strumenti che, integrati nel percorso terapeutico, possono aiutare le persone a gestire meglio le conseguenze della malattia, preservare la propria autonomia e sviluppare una maggiore consapevolezza delle risorse personali. L’appuntamento di Siena si inserisce nell’impegno di Apmarr per promuovere informazione, consapevolezza e partecipazione attiva, rafforzando il dialogo tra persone con malattie reumatologiche, professionisti della salute, associazioni e territorio. Un’occasione per ribadire che migliorare la gestione delle patologie croniche significa non soltanto valorizzare i progressi della medicina, ma anche costruire una rete di relazioni e servizi capace di accompagnare le persone nel loro percorso di cura e nella vita quotidiana. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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