I mitocondri, custodi dell’energia cellulare
Il deterioramento dei meccanismi di pulizia cellulare accelera l’invecchiamento e apre la strada a diabete, sarcopenia e declino immunitario
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Un laboratorio orbitale grande quanto un pompelmo promette di rivoluzionare la ricerca farmaceutica
Il progetto nato in un piccolo comune del Modenese è diventato un modello nazionale: oltre 1600 anziani allenano la mente, dimostrando che invecchiare bene si può imparare
L’Istat certifica un Paese tra i più longevi al mondo, con un’aspettativa di vita di 83,4 anni. Ma dietro il primato si nascondono malattie croniche in aumento, profondi divari tra Nord e Sud e disuguaglianze legate all’istruzione. Rapporto Istat: italiani popolo di anziani Ottantatré anni e quattro mesi. È questa, in media, la speranza di […]
Negli USA oltre 11 milioni di anziani scelgono di ritardare la pensione: un fenomeno in crescita tra necessità economica e voglia di restare attivi
L’Associazione Italiana di Psicogeriatria lancia un appello per una strategia nazionale contro l’isolamento degli over 65. I dati Eurostat non sono rassicuranti: molti i rischi per la salute e un sistema sanitario già sotto pressione. L’Italia tra i Paesi più soli d’Europa L’Italia è uno dei Paesi più vecchi del mondo, ma anche tra i […]
Ascolto, diritti e vigilanza: al via l’iter per la nuova figura voluta dalla Regione per rispondere alle sfide di un territorio tra i più longevi d’Italia
L’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica un report di 190 pagine che ridefinisce l’approccio alla salute lungo tutto il corso della vita. Ricercatori della UCLA tra i principali contributori al progetto. La salute non inizia da anziani Per decenni la medicina ha ragionato per compartimenti stagni: la pediatria da una parte, la geriatria dall’altra, con poco […]
Dieta sobria, movimento quotidiano e buone abitudini per vivere bene e a lungo: la scienza moderna dà ragione ai medici dell’antichità
La vita delle persone non più giovani è al centro di enormi e rapidi cambiamenti. Non mi riferisco solo alle guerre e alle violenze diffuse in tutto il mondo, ma anche alle problematiche suscitate dalla rivoluzione demografica, dalla crisi dei sistemi di welfare, dalla prospettiva esistenziale dei giovani. In questo rapidissimo processo si inserisce il progresso tecnologico, più rapido di qualsiasi attesa e fautore di cambiamenti con velocità superiore alla nostra capacità di rielaborarli. Un aspetto particolare del progresso tecnologico è rappresentato dalla medicina digitale, cioè l’ingresso dell’intelligenza artificiale nei sistemi di cura. Si aprono prospettive inattese per il miglioramento delle possibilità di salute, in particolare degli anziani, la cui storia lunga si presta particolarmente ad essere analizzata con le nuove tecnologie. Però dobbiamo avere la coscienza che non tutto è progresso e che non ne avremo solo vantaggi. Sarà davvero un “mondo possibile” solo se la società saprà controllare le modalità per utilizzare le nuove scoperte e non si farà dominare da un ottimismo superficiale, che guarda solo agli apparenti vantaggi, senza analizzare con prudenza e determinazione lo scenario complessivo. Come dovrà essere l’organizzazione della medicina se vorremmo costruire un “mondo possibile,” impegnato in tutte le sue componenti per migliorare la qualità della vita? Prima di tutto dobbiamo abbandonare gli atteggiamenti trionfalistici per i quali la medicina del futuro sarebbe destinata a produrre solo vantaggi, evitando ogni tipo di errore. In questa prospettiva, i cittadini potranno affrontare le strade spesso difficili delle cure con animo tranquillo, perché il progresso sarebbe destinato a salvare tutti. Non è così; la realtà è profondamente diversa rispetto a quanto vorrebbero farci credere i padroni delle nuove tecnologie, quelli che giocano con i miliardi di dollari, senza esaminarne le ricadute umane. L’aspetto principale che dovrà caratterizzare il mondo possibile al quale aspiriamo è la creazione di fiducia tra le persone e il sistema della salute. Oggi purtroppo questa fiducia si va progressivamente riducendo, travolta dallo scetticismo verso la scienza (le ferite del Covid non si sono ancora rimarginate in questo campo), dalla diffusa sensazione che la medicina sia dominata solo da logiche economiche, da esempi – purtroppo non rari – di incuria e di errori evitabili. L’intelligenza artificiale dovrà avere il compito di costruire maggiore fiducia verso il sistema delle cure; sarà una delle grandi sfide dei prossimi anni (ma sarebbe più corretto parlare di mesi, vista la velocità con la quale appaiono le nuove scoperte). Fare in modo che gli indubbi vantaggi apportati alla diagnosi e alle cure dall’intelligenza artificiale siano vissuti con ottimismo, fiducia, senso di affidamento: un obiettivo raggiungibile? Non si tratta, però, di una semplice opzione, ma la sola condizione per permettere alla continua evoluzione dell’intelligenza artificiale di costruire un “mondo possibile” per la nostra salute. L’intelligenza artificiale non è la nuova medicina, che resta e resterà un incontro tra persone. Il professor Paolo Benanti, tra i più grandi esperti italiani delle nuove tecnologie, ha recentemente scritto: “L’intelligenza artificiale potrà anche processare i sintomi con velocità sovrumana (cioè più veloce di quanto è capace il nostro cervello), ma non potrà mai stringere una mano né farsi carico del peso di una diagnosi, guardando il malato negli occhi”. Una scelta che dipenderà in gran parte dalla maturità di comunità che vogliono decidere sul proprio futuro, senza lasciarsi né dominare né affascinare in modo acritico dalle nuove scoperte. Queste non dovranno trasformare il rapporto con il nostro corpo né quello con le persone alle quali affidiamo salute e benessere. Il dolore della persona potrà certamente essere meglio controllato dalle nuove tecnologie, rispetto a quanto avviene oggi, ma non sarà mai sconfitto senza la parola che cura. TUTTI GLI ARTICOLI DI MARCO TRABUCCHI
Dal congresso AMWC di Monaco arriva una ricerca che ridisegna il rapporto tra età adulta e medicina estetica: non più il mito dell’eterna giovinezza, ma il desiderio di sembrare riposati, sani, se stessi. Il cambio di paradigma nell’estetica senior A Monaco, durante l’Aesthetic & Anti-Aging Medicine World Congress, il più importante appuntamento mondiale della medicina […]
A Tokyo un ristorante si trasforma ogni mese per dare spazio ai volontari impegnati a restituire dignità alle persone anziane con problemi cognitivi