Longevità e salute, la scienza sfida i miti dell’anti-aging
A Roma un convegno ha fatto il punto sulle ultime ricerche in materia di invecchiamento sano. Genetica, microbiota, mitocondri e prevenzione: cosa funziona davvero e cosa no.
A Roma un convegno ha fatto il punto sulle ultime ricerche in materia di invecchiamento sano. Genetica, microbiota, mitocondri e prevenzione: cosa funziona davvero e cosa no.
Una ricerca su oltre 11mila americani over 65 dimostra che quasi la metà migliora con l’età. E il fattore decisivo non è la genetica, ma il modo in cui si guarda al proprio invecchiamento.
Indagando il profilo degli italiani che scelgono il turismo attivo, Travellyze – società specializzata in analisi di dati nel settore – ha evidenziato che il 17,20% (9.290.100 persone) indica il trekking come principale motivo di viaggio. Sono poco più di 100.000 gli over 65 che lo praticano. I dieci consigli del Cai per svolgerlo in sicurezza.
L’Europa investe nella ricerca con oltre 4 milioni di euro per il progetto Union, sulle nuove frontiere dell’invecchiare in salute. Previsti nelle università 17 nuovi dottorandi specializzati
Sono stati presentati i primi risultati del progetto Interceptor nel corso di un convegno organizzato da Iss, Policlinico A. Gemelli e IRCCS San Raffaele. Attraverso i biomarcatori sarà possibile attuare una diagnosi precoce e avviare tempestivi interventi terapeutici e di prevenzione.
La longevità in Europa è in crisi, Italia compresa. Secondo una ricerca inglese l’aumento dell’aspettativa di vita umana ha subito un rallentamento dal 2011 ad oggi.
Dopo i 50 anni si osserva un aumento della felicità. Il fenomeno è chiamato ‘curva ad U’: la felicità risale dopo essere scesa tra i 40 e i 50. I motivi? Maggiore stabilità emotiva, realizzazione di obiettivi importanti, diminuzione delle responsabilità, capacità di apprezzare di più le piccole cose della vita.
Più felici e propositivi (anche se leggermente depressi), ecco gli over 50 inglesi che hanno superato la pandemia. Tutto merito della resilienza.
In Italia sono poco meno di 274.000 gli anziani di 65 anni e più ospitati nelle strutture residenziali. Di questi solo un quinto è autosufficiente. Quelli in condizione di non autosufficienza invece sono meno di 223.000. Prevale la componente femminile: su quattro ospiti anziani, quasi tre sono donne.
Alla fine del 2022 un cinese su cinque ha superato i 60 anni. La percentuale è destinata ad aumentare nei prossimi anni. Pechino corre ai ripari e per incentivare la silver economy pensa ad una rete di treni adatti alle esigenze dei turisti over 60.
L’Emilia-Romagna sta lavorando per introdurre la figura de Garante dei Diritti delle Persone anziane. Si andrebbe così ad aggiungere nello scacchiere delle regioni che già lo hanno fatto, ovvero Lombardia e Sicilia.
La riforma della legge sulla non autosufficienza migliora l’assistenza domiciliare, amplia il catalogo dei servizi e vieta alle persone condannate per reati sessuali di lavorare nelle Rsa. Per le associazioni è un grande passo avanti, ma i fondi restano un’incognita