Pensionati residenti all’estero, stop agli assegni
Cambiano le regole dell’Inps per i pensionati residenti all’estero. A partire da luglio non potranno più ricevere assegni.
Cambiano le regole dell’Inps per i pensionati residenti all’estero. A partire da luglio non potranno più ricevere assegni.
Negli Stati Uniti sempre più cittadini cominciano a chiedersi se valga davvero la pena restare al lavoro fino ad un’età avanzata e vagliano l’ipotesi di “full retirement”
Dal 2019 la Legge di Bilancio ha previsto una forma di riscatto agevolato a un costo ridotto, ma da quest’anno la spesa sarà maggiore a causa dell’inflazione, passando da 5.700 a 6.100 euro annui.
In Italia gli iscritti a una forma di previdenza complementare sono nove milioni e mezzo. Secondo i dati Covip i contribuenti che hanno scelto questo tipo di accantonamento sono aumentati del 3%.
Secondo l’ultimo rapporto annuale l’importo medio percepito dagli uomini è superiore del 36% rispetto a quello delle donne.
Secondo una ricerca del Consiglio Nazionale dei Giovani e di Eures gli under 35 dovranno lavorare fino a 74 anni per una pensione di poco più di 1.000 euro al mese.
In attesa di conferma per “Quota 103”: la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni di età e 41 di contributi maturati.
Il rapporto tra individui in età lavorativa rispetto a bambini e anziani è oggi di due a uno. Ma nell’Italia del 2050 sarà di uno a uno.
Una nuova fascia di popolazione, un tempo era considerata anziana, è oggi pronta ad affrontare cambiamenti importanti: sono i Longennials.
“Le prospettive pensionistiche dei giovani europei” di OpenPolis mostra come l’età pensionabile in UE aumenterà in media di oltre due anni.