(Adnkronos) – “Fino al 96% dei pazienti oncologici riferisce un miglioramento della qualità della vita dopo tre mesi di terapie integrate, con una drastica riduzione di affaticamento, ansia e dolore”.
È il dato principale registrato dall’Associazione Onconauti, fondata a Bologna nel 2011 per offrire ai pazienti con tumore un approccio scientifico basato sull’oncologia integrata – dall’esercizio fisico adattato alla nutrizione clinica, fino alle pratiche mente-corpo e al supporto psicologico – affiancato alle terapie oncologiche tradizionali.
I risultati di questo innovativo modello di presa in carico territoriale – informa una nota – sono stati presentati a Detroit (Usa) in occasione del Congresso annuale della Society for Integrative Oncology (Sio), il più importante appuntamento internazionale del settore. Agli esperti provenienti da tutto il mondo, l’Associazione Onconauti ha presentato il primo centro di Terapie integrate di Bologna, sviluppato in stretta sinergia con la Rete oncologica metropolitana e l’Ausl di Bologna.
“Portare il nostro modello al Congresso Sio di Detroit rappresenta un riconoscimento fondamentale del lavoro svolto in questi anni nell’area metropolitana di Bologna – afferma Stefano Giordani, Past Oncologia Territoriale Ausl Bologna e direttore scientifico Associazione Onconauti – È stata un’importante occasione di confronto e di visibilità internazionale per l’eccellenza bolognese, che ci ha permesso di mostrare alla comunità scientifica come tecnologia e medicina possano diventare strumenti concreti contro gli effetti collaterali a lungo termine delle cure antitumorali.
L’oncologia non può limitarsi alla sola eliminazione della malattia: deve farsi carico della persona nella sua interezza, e i dati presentati dimostrano che integrare l’esercizio fisico adattato e le pratiche mente-corpo all’interno dei percorsi clinici standard permette di ridurre drasticamente la fatigue e il distress psicologico. I tassi di adesione a tre mesi da parte dei pazienti superiori al 75% e il netto miglioramento della qualità della vita percepita dimostrano che le terapie integrate non sono accessorie, ma una componente essenziale della cura”.
“Il centro di Terapie integrate di Bologna e Bentivoglio accoglie ogni anno oltre 500 persone: più di 300 sono donne con tumore al seno – sottolinea Antonio Maestri, direttore del dipartimento Oncologico Ausl Bologna – Il percorso prevede una valutazione basata su questionari validati (Proms) e la definizione del piano assistenziale basato sulle linee guida internazionali Sio-Asco. Sono anche effettuati interventi di Interventi assistiti con animali (Pet Therapy) all’interno del Day Hospital Oncologico dell’ospedale Bellaria. Oggi è importante attivarsi per sconfiggere la tossicità sociale e finanziaria causata dalla malattia che spesso travolge i pazienti e le famiglie.
Nel nostro Centro di Bologna abbiamo voluto creare un hub multifunzionale in cui la tecnologia più avanzata, come la palestra digitale Onconauti-Matrix che eroga programmi di allenamento adattivi guidati da avatar, si fonde con la dimensione relazionale tra persone che stanno vivendo lo stesso percorso. Riscontrare l’adesione degli oncologi della rete metropolitana, che prescrivono regolarmente questi percorsi integrati – conclude – conferma l’efficacia di un progetto che unisce ricerca, riabilitazione, supporto al ritorno al lavoro e umanizzazione delle cure”.
Per ulteriori informazioni riguardo i progetti dell’Associazione Onconauti Aps è possibile visitare il sito onconauti.it. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)