Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la riforma dei diritti dei passeggeri aerei, riscrivendo in parte il regolamento 261/2004, promettendo di mettere ordine in un sistema tariffario diventato negli anni una giungla per i viaggiatori. Al centro della questione c’è il bagaglio a mano. Fino a oggi ogni compagnia ha le sue regole: chi include il trolley nel prezzo, chi lo considera un extra da pagare a parte, chi riduce le dimensioni gratuite a piacimento. La frammentazione ha generato confusione, contestazioni e una pioggia di supplementi pagati direttamente al gate, spesso a cifre superiori a quelle del biglietto stesso.
La nuova normativa ribalta l’impostazione. Il bagaglio a mano diventa un diritto, non un optional. Le compagnie dovranno includerlo nella tariffa di base, quella che il passeggero vede per prima al momento della prenotazione. Il testo approvato distingue con precisione due categorie. Da un lato c’è l’effetto personale, cioè una borsa piccola, uno zaino compatto o una custodia per computer da riporre sotto il sedile, con dimensioni massime di 40x30x15 centimetri. Questo resta sempre gratuito e non può essere soggetto ad alcun supplemento.
Dall’altro c’è il bagaglio a mano vero e proprio, destinato alla cappelliera, con dimensioni complessive fino a 100 centimetri e peso massimo di 7 chilogrammi. Il testo stabilisce che questo bagaglio a mano non è soggetto a supplemento sul prezzo del biglietto aereo. Le compagnie potranno applicare condizioni diverse solo per bagagli aggiuntivi o di dimensioni superiori.
Cosa cambia davvero per chi prenota un volo
Il principio cardine è la trasparenza: dal primo clic della prenotazione il passeggero dovrà vedere il prezzo finale comprensivo del bagaglio a mano, senza dover ricostruire a mano i costi accessori. Le compagnie dovranno fornire informazioni chiare, trasparenti e facilmente accessibili sui requisiti di peso e dimensioni sia dell’effetto personale sia del bagaglio a mano, al momento della prenotazione e dopo il completamento della stessa.
Le novità non si fermano qui. La riforma abolisce la clausola di no-show: perdere il volo di andata non farà più saltare automaticamente anche il ritorno. Arrivano poi tutele rafforzate per le persone con mobilità ridotta, per le donne in gravidanza e per i minori che viaggiano soli. I passeggeri con esigenze particolari avranno diritto ad assistenza prioritaria, a una nuova prenotazione con posti assegnati accanto ai propri accompagnatori e a un indennizzo quando il servizio di assistenza non funziona come dovrebbe.
Novità non solo per il bagaglio a mano
Sul fronte dei ritardi, la soglia resta ferma a tre ore. Il Consiglio dell’Ue spingeva per portarla a quattro, ma il Parlamento ha confermato il diritto al risarcimento tra i 250 e i 600 euro a seconda della distanza percorsa. Le compagnie dovranno rispettare scadenze definite nel trattare le richieste di rimborso e i buoni sostitutivi del denaro saranno soggetti a limiti più severi.
Sul fronte dei bagagli registrati, la riforma non modifica i principi della Convenzione di Montréal, che resta il riferimento per la responsabilità delle compagnie in caso di smarrimento, ritardo o danneggiamento delle valigie.
Il testo interviene piuttosto sulla procedura: negli aeroporti dell’Unione i vettori dovranno istituire un servizio che fornisca ai passeggeri un modulo di reclamo immediato, accessibile anche tramite codici QR esposti ai banchi di accettazione e alle porte d’imbarco. Una semplificazione che punta a rendere più rapido l’avvio delle pratiche di risarcimento.
Regno Unito, l’eccezione
C’è un dettaglio che rischia di passare in secondo piano ma riguarda milioni di viaggiatori. Le nuove norme sono un regolamento dell’Unione europea e si applicano alle compagnie registrate nell’Ue su tutti i loro voli e a qualsiasi vettore che operi da un aeroporto comunitario. EasyJet UK, che gestisce la maggior parte dei voli del vettore britannico in partenza dal Regno Unito, non è una compagnia dell’Ue.
Di conseguenza, sui voli in partenza dalla Gran Bretagna non sarà legalmente obbligata a includere il bagaglio a mano nella tariffa base. Lo stesso vale per British Airways e Jet2.
Il paradosso è presto detto: un passeggero che vola da Londra a Madrid con EasyJet potrebbe dover pagare il bagaglio a mano all’andata e trovarlo incluso al ritorno, perché il volo di ritorno parte da un aeroporto dell’Ue. Una asimmetria che rischia di generare non poca confusione, soprattutto per chi prenota un andata e ritorno e si trova di fronte a condizioni tariffarie diverse a seconda della tratta.
EasyJet ha confermato che le nuove regole si applicheranno ai passeggeri britannici solo sui voli di ritorno dai Paesi dell’Ue. La compagnia sta valutando come adeguarsi, ma non ha ancora comunicato quale sarà la dimensione del bagaglio aggiuntivo previsto dalla normativa.
Quando entreranno in vigore le nuove regole
Attenzione però. La riforma non è ancora operativa sul bagaglio a mano, il regolamento entrerà in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue ed è previsto un periodo transitorio di circa un anno per permettere a Stati membri e compagnie aeree di adeguarsi. Nella pratica, gli effetti concreti si vedranno dall’ottobre 2027, anche se una data esatta non è ancora stata annunciata.
Fino ad allora continueranno a valere le politiche delle singole compagnie, che restano libere di stabilire limiti specifici per dimensioni, peso e numero dei bagagli inclusi nelle diverse tariffe. Ryanair, per esempio, consente di portare a bordo gratuitamente una borsa da riporre sotto il sedile con dimensioni massime di 40x30x20 centimetri. easyJet permette un bagaglio di 45x36x20 centimetri con peso massimo di 15 chilogrammi.
Il consiglio resta quello di verificare con attenzione le condizioni del vettore prima di partire. Bastano pochi minuti per controllare le misure consentite ed evitare supplementi che, pagati direttamente in aeroporto, possono lievitare fino a quattro volte il costo originale del biglietto. La riforma promette di semplificare questo processo, ma fino al prossimo anno la parola d’ordine resta una sola: leggere bene le clausole prima di cliccare su “acquista”.